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Fiori di Bach – Ricardo Orozco: Come funzionano i Fiori di Bach.

I Fiori di Bach si iscrivono tra le terapie naturali chiamate energetiche o vibrazionali, come aveva detto in precedenza il loro creatore e come già si poteva dedurre dalla spiegazione del modo in cui vengono preparati.

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Addentrarsi in un tema che numerosi autori hanno già sviluppato a sufficienza, non è lo scopo di questo articolo, ma a grandi tratti potremmo semplificare dicendo che gli elisir floreali conservano parte del modello vibrazionale della pianta, concentrato nel fiore. Questo modello ha qualità terapeutiche, dal momento che coincide, nell’essere umano, negli animali e nelle piante, con modelli vibrazionali armonici e in equilibrio che costituiscono ciò che chiamiamo la salute. La malattia si esprime attraverso modelli vibrazionali non in armonia o equilibrio, siano questi mentali, emozionali o fisici. Le essenze, attraverso le loro frequenze armoniche, aiutano, per risonanza, a correggere questi modelli in discordanza.

Cos’è la malattia per Bach? Alcune brevi considerazioni sulla sua filosofia.

Il fatto che questa terapia si fondi su una attrattiva base filosofica è ciò che ha reso molti noi professionisti più predisposti a inoltrarci nel mondo dei Fiori di Bach, dal momento che capivamo che il sistema era molto più di uno strumento terapeutico: un vero modello di crescita personale, spirituale o di sviluppo dell’intelligenza emozionale, a seconda del concetto che si avvicini di più alla visione del lettore (a mio modo di vedere, queste tre descrizioni sono sinonimi). Per altri terapeuti, al contrario, la sopracitata filosofia ha svegliato pregiudizi che hanno impedito loro perfino di prendere in considerazione l’assunzione delle essenze.

Bisognerebbe sapere che per utilizzare la terapia o godere dei suoi risultati, non è necessario condividere la filosofia implicita in essa; invece conoscerne in modo esaustivo i fondamenti è di aiuto per capire l’effetto più sottile di alcune essenze e ottenere i massimi risultati.

Siamo molti i professionisti provenienti dalla medicina, psicologia o altri indirizzi per i quali le conoscenze acquisite negli studi di formazione non hanno rappresentato un problema nel momento di assumere i fiori, se non, al contrario, un aiuto.

In realtà, non credo ci sia nulla di nuovo nella filosofia di Bach, dal momento che potrebbe definirsi come un sincretismo che raggruppa concetti presenti nel cristianesimo, buddismo, induismo e antroposofia. Ciò che invece risulta sorprendente è la creazione di un sistema di guarigione in accordo con questi precetti. Cercherò di abbozzare in maniera telegrafica alcuni concetti di base.

Secondo Bach, l’esistenza (l’incarnazione, come dice) ha come scopo di farci imparare tutto ciò che possiamo in quello che egli chiama “questo giorno di scuola” e sintetizza questo apprendimento in 12 lezioni maestre. L’anima emette alcuni comandi, attraverso l’intuizione, che cercano di orientare la personalità sul sentiero dell’apprendimento e della perfezione. Però la sopracitata disarmonia o disconnessione può capitare per difetti della personalità nel suo tentativo di predominare sull’anima, per influenze esterne che ci sviano dal nostro cammino, eccetera.

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Secondo Bach, la malattia è risultato ultimo di una disarmonia che è iniziata a un livello più sottile. Una disconnessione tra l’anima, da una parte, e la personalità, dall’altra.

Continuando su questa linea, la malattia comincia a un livello sottile, individuabile in forma embrionaria sul piano mentale ed emozionale. La mancata correzione di questa tendenza cristallizzerà possibilmente in una malattia.

La medicina, presto o tardi, dovrà riconoscere l’influenza che esiste tra la mente, o quanto meno le emozioni, e la malattia.

Già ora esiste la possibilità di prevenire la genesi della malattia individuando e correggendo queste anomalie con l’aiuto delle essenze.

Una volta generata la malattia, i sintomi e i segni inerenti ad essa non costituiscono un castigo, ma sono l’avviso di una serie di modelli di pensiero e comportamento che devono essere corretti.

Bach, vedendo che questo circuito di malattia che descrive (patogenesi) non riesce sempre ad avere quell’effetto didattico che persegue, si sente chiamato a creare il sistema floreale che stiamo trattando, con lo scopo di aiutarci a fare questo cammino e diminuire la nostra sofferenza.

Tutti i fiori lavorano nella ricanalizzazione del circuito anima/personalità, per quanto possano considerarsi ricanalizzatori di un’informazione che già possediamo, anche se in stato di blocco.

Visto questo, possiamo affermare che i fiori non ci portano nulla che già non possedevamo in precedenza: sono in realtà autentici catalizzatori.

Fiori di bach: Classificazione floreale

La classificazione tradizionale dei 7 gruppi, conosciuta da tutti, non risulta molto pratica, dal momento che ognuno di essi dipende da una descrizione concisa, come per esempio: Gruppo I della paura, Gruppo II dell’indecisione e incertezza, eccetera. Da questa prospettiva c’è la tendenza, per esempio, a pensare che i fiori che curano la paura appartengano esclusivamente al primo gruppo. Il fatto è che paure molto specifiche come l’abbandono, il concetto di ombra, il fallimento, ricadono sotto lo spettro d’azione di essenze che appartengono ad altri gruppi. Questo stesso ragionamento si estende alla maggior parte dei gruppi.

Una classificazione floreale, secondo me più adeguata, potrebbe essere quella esposta nella tabella seguente che segue la preparazione cronologica originale di Bach.
I 12 guaritori e i 7 aiutanti si preparano per solarizzazione, i 19 rimanenti (eccetto White Chestnut) per bollitura.

fiori di bach tabella

Il campo d’azione delle essenze: siamo noi a porre il limite.

 

Il Principio Transpersonale

Come spiegavo all’inizio di questo articolo, in molti casi si assiste a una semplificazione eccessiva nell’uso delle essenze. Così, non è strano che si confonda la piccola descrizione abbozzata da Bach, ad ogni modo destinata a un’auto applicazione casalinga, con l’effetto totale dell’essenza.

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Però il potenziale terapeutico di un’essenza non è mezza pagina di un libro, ma molto di più, come può provare qualsiasi terapeuta con un livello di osservazione medio. In realtà le piccole descrizioni colloquiali di Bach sono solo un esiguo archivio domestico iscritto in un elenco molto più ampio. Per esempio, l’indecisione tra due cose di Scleranthus è un riflesso personale che si inscrive nel contesto di qualcosa più universale (l’elenco a cui mi riferivo prima) chiamato Instabilità.

Se ci limitiamo alla prima visione riduttiva, è logico che impieghiamo unicamente i Fiori in casi precisi che si adattino alle descrizioni già menzionate, quindi la terapia si riduce ad alcuni aspetti mentali, emozionali e comportamentali.

Se al contrario adottiamo come ottica una macro prospettiva, il campo terapeutico delle essenze aumenta considerevolmente.

Questo tema mi ha preoccupato molto negli ultimi 13 anni, e questo mi ha portato a sviluppare uno strumento che chiamo principio Transpersonale.

Manuale per l'applicazione locale dei Fiori di Bach In questo nuovo paradigma, si parte dalla base che la natura si governa ed esprime attraverso analogie (similitudini). Se consideriamo che i diversi modelli e archetipi che conformano la natura si esprimono analogicamente in tutti i piani esistenti perché condividono uno stesso principio essenziale che li configura (una vibrazione), le diverse manifestazioni di detto principio (siano mentali, emozionali, fisiche, fisiologiche, eccetera) presenteranno una somiglianza e dovranno essere trattate nello stesso modo.

In realtà sappiamo che le stesse geometrie si possono vedere sia attraverso un telescopio che attraverso un microscopio. Così, sarà tanto corretto somministrare Scleranthus a una persona che soffre cronicamente di indecisione tra due cose quanto somministrarlo a un’altra che presenta problemi di equilibrio nello spazio o tremolii alla mano. Nel primo caso stiamo prescrivendo il fiore in maniera personale; nei due casi restanti lo facciamo di forma transpersonale. Questo è lecito, perché sappiamo che Scleranthus vibra a una frequenza che rende possibile migliorare l’instabilità o, se si vuole, l’assunzione di questa essenza porta stabilità.

Tanto che Principio Transpersonale è il termine che aiuta definire il modello vibrazionale generico in disequilibrio, e pertanto ingloba l’azione dell’essenza, forzatamente transpersonale, a tutto livello e ingloba tutte le azioni del fiore, siano personali o no.

Persino i bachiani più letterali devono accettare che nei casi trattati dallo stesso Bach esistono evidenze di questa visione più ampia dell’effetto dei fiori.

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L’uso del Principio Transpersonale ci aiuta a comprendere meglio l’effetto universale delle essenze. Aggiunge alle visioni tradizionali (mentale, emozionale e comportamentale) una quarta ottica, che traduce il segno e il sintomo in un linguaggio floreale, come trasmettitore di un’informazione che in realtà esiste. Qualcosa così come una sintonia fine del trattamento floreale convenzionale, che avvalora la forma nella quale si presentano alcune informazioni. D’altra parte ci apre l’uso alle applicazioni locali in modo molto semplice, così come la cura di animali e piante.

Naturalmente il Principio Transpersonale è un complemento delle essenze personalizzate legate all’individualità del paziente e in nessun modo un sostituto allopatico. E’ ovvio che la gerarchia del trattamento soggiace nel personale. Il Principio Transpersonale è, come commentavo in precedenza, un importante strumento complementare.

Qui di seguito, trovi un tavola dei Principi Transpersonali. I famosi elenchi indicati come Parole Chiave rappresentano il “piccolo archivio” colloquiale e sono presenti in qualsiasi libro di divulgazione. Trovo più interessante riflettere sulla seguente tavola, che rappresenta ciò che intenderemmo come “l’elenco principale, archetipico o primordiale”.

Principi Transpersonali dei fiori di Bach

Agrimony: Tortura / Occultamento.

Beech: Intolleranza / Irritazione/ Rifiuto / Rigidità.

Centaury: Debolezza / Sottomissione/ Aderenza.

Cerato: Dispersione.

Cherry Plum: Caos.

Chestnut Bud: Ripetizione / Non assimilazione.

Chicory: Congestione / Ritenzione / Aderenza.

Clematis: Scollegamento

Crab Apple: Impurità / Ostruzione.

Elm: Straripamento.

Gorse: Rinuncia.

Holly: Eruzione.

Honeysuckle: Regressione / Aderenza

Hornbeam: Lassità / Debolezza locale.

Impatiens: Accelerazione / Rigidità dinamica.

Larch: Incapacità.

Mimulus: Ritrazione.

Oak: Sovraccarico.

Olive: Esaurimento.

Pine: Autoaggressione.

Red Chestnut: Aderenza / Contagio / Simbiosi.

Rock Rose: Paralisi improvissa

Rock Water: Durezza / Cristallizzazione / Rigidità statica.

Scleranthus: Instabilità / Alternanza / Ciclicità / Sfasamento / Scoordinamento / Asimmetria

Star of Bethlehem: Resistenza /Trauma.

Vervain: Espressione eccessiva/ Rigidità dinamica / Irradiazione

Vine: Durezza / Rigidità dinamica.

Walnut: Inadattabilità / Taglio.

Water Violet: Isolamento / Rigidità statica.

White Chestnut: Ripetizione accelerata.

Wild Oat: Disorientamento

Wild Rose: Inespressione / Espressione insufficiente.

Willow: Ritenzione / Irritazione/ Fermentazione / Rigidità.

Principi Transpersonali in fase di studio

Aspen: Incorporeità / Dissoluzione.

Gentian: Fragilità.

Heather: Aderenza / Invasione.

Mustard: Depressione.

Sweet Chestnut: Disintegrazione.

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