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Con questo primo, inauguro una serie di articoli relativi all’Intelligenza Emozionale (IE) a cui ho dedicato anche una categoria del blog, in modo che tu possa, in futuro, ritrovare tutti gli scritti relativi all’argomento in un’unica sezione.

Questo articolo vuole essere una breve guida introduttiva al mondo dell’intelligenza emozionale e alla profonda relazione di questa con i fiori di Bach, che sono uno strumento importantissimo per riequilibrare e comprendere la natura emozionale dell’essere umano. Non a caso Ricardo Orozco e Boris Rodríguez, nel loro libro, li hanno definiti: “Intelligenza Emozionale liquida”.

intelligenza-emozionale-e-fiori-di-bachL’intelligenza emozionale (o emotiva) è un aspetto dell’intelligenza legato alla capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie ed altrui emozioni.

Fino al 1990 l’intelligenza emotiva era, in ambiente accademico, una perfetta sconosciuta. L’universo “intelligenza” era solo calcolato in base al Q.I. dell’individuo, senza considerazione per le competenze emozionali. L’intelligenza emotiva è stata trattata la prima volta nel 1990 dai professori Peter Salovey e John D. Mayer nel loro articolo “Emotional Intelligence” (trovi l’articolo in lingua originale QUI).

L’intelligenza emotiva viene definita come “La capacità di controllare i sentimenti ed emozioni proprie ed altrui, distinguere tra di esse e di utilizzare queste informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni” e viene suddivisa in tre grandi aree:

– Apprendimento ed espressione delle emozioni
– Regolazione delle emozioni
– Utilizzo delle emozioni

schema-intelligenza emotiva

 

Come possiamo notare dallo schema qui sotto, possiamo dirigere l’attenzione emotiva sia verso noi stessi che verso gli altri.

Apprendimento ed espressione – In Sé – Verbale: Un mezzo attraverso il quale le emozioni sono apprese ed espresse, è il linguaggio (Verbale). Apprendere le emozioni dipende in parte dal parlarne apertamente ed in modo chiaro. Questa capacità sociale interagisce con l’abilità di fare introspezione e di formarsi un’opinione coerente sulla base di questa introspezione. L’autocoscienza emozionale diventa quindi lo strumento di valutazione, il termometro interno della nostra emozione che dobbiamo poi essere in grado di esprimere con le parole.

Apprendimento ed espressione – Verso gli altri – Non verbale: da un punto di vista evoluzionistico, è importante che le persone siano in grado di percepire le emozioni non solo in loro stessi, ma anche in chi le circonda. Questa competenza ci assicura relazioni più armoniche, poiché ci permette, ad esempio, di valutare il grado di disappunto o di gioia della persona a cui ci rivolgiamo. Il significato etimologico della parola “Empatia”, infatti, è “sentire dentro” ed è una capacità che fa parte dell’esperienza umana ed animale. Si tratta di essere in grado di dare molta attenzione interpersonale, ed è anche un potente mezzo di cambiamento, poiché quando l’altro si sente compreso, naturalmente si apre. Significa andare non solo verso l’altro, ma anche portare questi nel nostro mondo.

Regolazione – In Sé – Percezione non verbale: Ci sono diverse esperienze che una persona sente circa il proprio stato; queste “meta-esperienze” di stato possono essere concettualizzate come il risultato di un sistema regolativo che valuta ed a volte è in grado di cambiare questo stato. Tutto parte dalla presa di coscienza in Sé dello stato emozionale e dalla capacità di valutazione di questo stato; senza la percezione e la qualificazione, non vi può essere la regolazione.

intelligenza_emotivaAprendoci alla sinergia di metodi per il benessere, abbiamo impiegato molti strumenti insieme ai fiori di Bach per acquisire la coscienza emozionale che ci può permettere di raggiungere quelle mete interiori ed esteriori di felicità che meritiamo: all’interno del progetto www.ifioridibach.com ho affidato lo sviluppo e la sinergia di alcuni di questi strumenti all’amica e collega Virna Trivellato. Eft (Emotionale Freedom Techniques) è uno di questi strumenti, che ci permettono l’acquisizione della coscienza e della regolazione delle emozioni. Quando si lavora con le emozioni, e per comprenderle a fondo, è d’uopo usare una scala di autovalutazione che ci permetta di stabilire dentro di noi, l’intensità del fenomeno percepito. La S.U.D.S. (scala delle unità di disturbo soggettivo, di cui parlo approfonditamente in QUESTO articolo sul mio blog personale) è una scala ideata dallo psicologo sudafricano Wolpe che ci permette, assegnando un valore da 1 a 10, di valutare l’intensità di un’emozione e di monitorarla nel tempo.

Questo dovrebbe anche essere applicato al lavoro con i fiori di Bach, perché una corretta autovalutazione sta, come detto, alla base di una sana percezione emozionale. Troppe volte il lavoro con i fiori di Bach si trasforma in un insuccesso perché da entrambe le parti (paziente, terapeuta) non vi è la giusta comprensione degli accadimenti emozionali dell’individuo e spesso superficialmente si da poi la colpa ai fiori. Quante volte avete sentito dire che i fiori non funzionano. Ci siamo mai chiesti se siano i fiori a non funzionare oppure se siamo noi che non siamo capaci di ascoltarci profondamente?

Regolazione – Verso gli altri – Empatia, comunicazione assertiva: l’intelligenza emozionale include l’abilità di regolare le reazioni emotive degli altri. Per esempio, un oratore “emotivamente intelligente” è in grado di suscitare reazioni nell’auditorio. Il bravo terapeuta è in grado non solo di capire l’altro, ma anche di trasmettergli parte del suo mondo di comprensione utilizzando l’empatia e la comunicazione assertiva. L’assertività, infatti, è la capacità del soggetto di utilizzare in ogni contesto relazionale, modalità di comunicazione che rendano altamente probabili reazioni positive dell’ambiente e annullino o riducano la possibilità di reazioni negative.

Utilizzo delle emozioni: com’è ormai chiaro da questo articolo, diversi individui hanno diverse capacità di agire sulle proprie emozioni per risolvere i problemi. Stati d’animo ed emozioni influenzano in maniera impercettibile ma sistematica, molti dei componenti e delle strategie coinvolte nella risoluzione dei problemi ed in questo, i fiori di Bach possono fornire un enorme contributo nel gestire queste dinamiche. La capacità di essere elastici durante la pianificazione degli impegni, il pensiero creativo, la capacità di ridirigere l’attenzione senza perdersi e la capacità di motivare sé e gli altri, sono tutte qualità emozionali che possiamo raggiungere. Nei prossimi articoli inizieremo a vedere quali di queste dinamiche possiamo trasformare mediante l’intervento dei nostri amici fiori. Per questo articolo credo fosse d’obbligo fornire a tutti un terreno comune da cui partire per parlare di Intelligenza Emozionale. Mi permetto un’ultima nota.

Simplicity Vs. Coscienza Emozionale di Sé.

I fiori di Bach sono un dono all’umanità intera, per questo mi sono sempre astenuto dall’entrare in polemica con questo o quel delatore che sostiene il proprio metodo come universalmente “giusto” a scapito degli altri. Ad esempio chi sostiene fermamente che l’unico insegnamento giusto sia quello offerto dal Bach Centre, sostiene che la “Simplicity” sia la formula corretta per la somministrazione dei fiori, ovvero sostiene che si debba rimanere semplici, senza teorizzare, poiché Bach stesso ha detto:

“Questo sistema di cura, è il più perfetto che, a memoria d’uomo, sia stato dato all’umanità. Ha il potere di guarire, e la sua semplicità permette di impiegarlo in casa. Ed è questa sua semplicità congiunta alla sua azione emotiva totale ad essere tanto meravigliosa. Non c’è bisogno di nessuna scienza, di nessuna conoscenza al di fuori dei semplici metodi descritti, e coloro che potranno trarre il più grande profitto da questo Dono di Dio, sono quelli che lo preservano in tutta la sua purezza libero da scienza e da teoria perché tutto nella Natura è semplice”.

VERO! E ovvio, mi verrebbe da dire. Parlare di fiori di Bach e di Intelligenza Emozionale non significa teorizzare concetti da applicare seguendo le teorie e non il sentito delle persone, anzi, il contrario. Parlare di fiori ci permette di comprendere meglio noi stessi e le nostre esigenze emozionali. Conoscerci sotto il profilo emozionale, ci permette di acquisire tutte quelle competenze di cui abbiamo parlato sopra e quindi di poterle applicare sia nel “nostro giorno di scuola” (così Bach definiva la vita), sia nell’andare incontro all’altro che necessita di maggiore comprensione di Sé e momentaneamente non la trova.

In definitiva, dal mio punto di vista, un individuo maggiormente consapevole delle proprie emozioni, è un individuo che gode di maggiore libertà rispetto a chi, e non sono pochi, credimi, non ha la benché minima idea di cosa prova.

In questo i fiori ci possono aiutare, ci possono insegnare la strada per la guarigione. Con una raccomandazione da fare sempre: è una nostra responsabilità. Siamo noi a doverla volere.

Max Volpi

Bibliografia:
Intelligenza emozionale e fiori di Bach – Boris Rodríguez, Ricardo Orozco
Intelligenza emotiva – Daniel Goleman
Emotional Intelligence – Peter Salovey. John D. Mayer

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