virus del pensiero

Virus del pensiero – la più grande forma di razzismo floreale … da cui ogni terapeuta deve guarire

Cos’è il razzismo floreale?

È un atteggiamento inconscio, un virus del pensiero … che mina la nostre azioni nei confronti del benessere supremo.

Il benessere supremo è l’armonia, il vivere in pace, l’aiutarsi l’un l’altro e noi, che vorremmo tutto questo nella società contemporanea, spesso non ci rendiamo conto che noi stessi siamo portatori sani di diversi virus del pensiero che ci tengono in scacco e ci impediscono di evolvere.

Mi rivolgo ai terapeuti o, più in generale, a tutte le persone che utilizzano i fiori sugli altri, o che comunque si muovono in ambito olistico.

C’è un fiorire di scuole olistiche, naturopatiche, floreali, aromatiche, nuovo paradigma, fratellanza bianca, etc… per cui vedo spuntare come funghi, persone che dopo tre weekend di massaggio olistico hanno la pretesa di trovare dentro agli altri l’origine delle malattie e risolvere con uno schiocco di dita, conflitti infantili in essere da 40-50 anni.

Il primo virus del pensiero è la presunzione di sapere.

La mente umana funziona così, finché non è stata fatta un profonda opera di pulizia interiore che ci porti ad essere in grado di “osservare il vero, davvero“.

Scusa il gioco di parole. Ci sono 9 tipi di intelligenza:

– Intelligenza linguistica
– Intelligenza logico-matematica
– Intelligenza spaziale
– Intelligenza corporeo-cinestesica
– Intelligenza musicale
– Intelligenza interpersonale
– Intelligenza intrapersonale
– Intelligenza naturalistica
– Intelligenza esistenziale

Senza soffermarmi in questa sede sulle descrizioni approfondite di queste intelligenze (che trovi QUI), risulta evidente come la profonda comprensione di un accadimento, deriva dalla sincronicità con cui mettiamo a lavorare queste intelligenze. NON È ACCUMULARE DATI che ci rende intelligenti, è vedere il mondo da molteplici punti di vista, mettendo in moto diverse aree del cervello, che ci permette di comprendere a fondo cosa accade.

virus del pensiero

Sicuramente il floriterapeuta, e più in generale il terapeuta, deve sviluppare adeguatamente le intelligenze interpersonale, intrapersonale, esistenziale e questo poiché deve comprendere allo stesso momento la persona che ha davanti, sé stesso, la funzione e lo scopo di ciò che sta accadendo nella relazione. Si, certo: transfert e controtransfert, ma non solo, anche e soprattutto dinamica transpersonale in corso: cosa accade alla persona come conseguenza di ciò che la relazione crea.

È chiaro che la presunzione di sapere ha le gambe corte e non farà molta strada.

Il razzismo floreale si concretizza anche con le generalizzazioni.

Tutti noi che abbiamo studiato i fiori di Bach, abbiamo appreso come categorizzare le essenze in gruppi di emozioni e poi ci siamo soffermati su quei particolari fiori che sono stati dipinti come più coloriti.

Il sadico Vine ad esempio, lo sciocco Cerato che non capisce niente neanche usando litri di Chestnut Bud, e Chicory. Da sempre stendiamo un velo pietoso su Chicory perché tutti quanti abbiamo avuto prima o poi a che fare personalmente, e non in terapia, con un Chicory e sappiamo quanto difficile sia.

Non parliamo poi di Heather che attacca a parlare e non smette più, con questo assiduo bisogno di attenzioni che catalizza la conversazione, i presenti, la famiglia, il prete, l’extraterrestre di passaggio. Ti asciuga.

Avviene quindi che inconsapevolmente, la nostra mente faccia una categorizzazione di questi fiori con i tratti distintivi un po’ marcati e ci rimandi una visione distorta della persona quando poi ce la troviamo davanti come cliente.

Attuiamo una generalizzazione inconsapevole.

La generalizzazione è il procedimento con il quale elementi o parti del modello di una persona vengono staccati dalla loro esperienza originaria e giungono a rappresentare l’intera categoria di cui l’esperienza è un esempio. Per esempio è utile sapere generalizzare dall’esperienza di una bruciatura al contatto con una stufa rovente alla regola che le stufe roventi non vanno toccate. La generalizzazione può diventare un meccanismo bloccante quando ad es. si è morsi da un cane e concludiamo che tutti i cani mordono. Da qui se ne deduce che non esistono generalizzazioni giuste, ma ciascun modello dev’essere valutato nel suo contesto.

virus del pensiero

Ad esempio, sapendo che la persona è Chicory o Heather, non entriamo davvero in empatia perché inconsciamente siamo già convinti che dovendo dare questi fiori, il problema si risolva da sé. Non entriamo davvero in comunicazione profonda con la persona perché il nostro cervello sta guardando l’aspetto esteriore della questione e non davvero chi abbiamo davanti.

Ti è capitato? magari senza accorgertene? È normale.

Riuscire a cogliere questi virus del pensiero aumenta l’intelligenza intrapersonale perché allarga la nostra mappa del mondo, ci permette di includere modelli nuovi di pensiero, con la risultante che comprendendo meglio noi stessi, comprendiamo meglio anche gli altri.

Vien da sé che Beech favorisce l’empatia, e il floriterapeuta che è sempre un po’ borderline perché deve fare i conti con il bisogno di proteggersi e quello di dare, portando la persona a scoprire aspetti di Sé che non vede, abbia a che fare con un incedere di stati interiori diversi, che possono generare anche fatica e stanchezza, e deve quindi bilanciare l’apertura e la chiusura.

Se è chiaro che è la consapevolezza lo strumento maestro per gestire il colloquio col cliente, è anche vero che i fiori possono dare un’enorme appoggio:

Io ad esempio uso un diffusore in cui metto 4-5 gocce di essenza d’arancia e menta e Aspen, Crab Apple, Holly, Walnut.

Questo mi permette di creare un ambiente protetto (walnut) e il più neutrale possibile, dove le influenze esterne (sia astrali – aspen – che materiche – holly) non disturbano, e dove le lamentele e le negatività che il cliente porta con sé, vengono dissipate (crab apple).

Questo favorisce anche un ambiente dove attraverso l’amore (holly) il campo si espanda e possa manifestarsi uno scambio reciproco, sicuramente utile e vantaggioso per entrambi, sconfiggendo il temibile razzismo floreale (battuta – ridi).

diffusore essenze floreali

Attenzione quindi ai virus del pensiero, è importante sapere come individuarli, come collegarli alle ferite infantili e quindi, come risolverli.

Questo approccio è proprio ciò che stiamo sviluppando in Floriterapia Transpersonale Evolutiva, e iscrivendoti alla newsletter gratuita avrai modo di seguire le nostre attività e di comprendere a fondo queste dinamiche.

Buon lavoro ai terapeuti.

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