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Cos'è la floriterapia

Cos’è la floriterapia.

Per dire cosa è la floriterapia iniziamo innanzitutto col dire cosa NON è la floriterapia:

  • la floriterapia NON è dare e prendere i fiori
  • la floriterapia NON è “cosa mi consiglieresti per …?”
  • la floriterapia NON è “finisca la boccetta e poi vediamo”

Cos’è la floriterapia: La floriterapia NON è dare e prendere i fiori

Anche se sulle prima può sembrarti assurdo, dare e prendere i fiori non è floriterapia. Ci sono moltissime persone, a mio avviso, che danno i fiori di Bach. Ascoltano i problemi delle persone che non dormono, che digeriscono male, che sono preoccupate, e gli danno i fiori di Bach. Si concentrano sul sintomo, oppure usano i fiori come rimedio in aggiunta ad altro.

Ti confesserò un segreto (shhhht!): lo abbiamo fatto tutti. Tutti abbiamo iniziato da qualche parte. Anch’io sono stato un floriterapeuta in erba che ha usato le domande trovate in fondo al primo volume di Kramer: “Esistono situazioni in cui ha paura?” – “Esistono situazioni in cui si sente indeciso?” E arrivato in fondo, non ci capivo niente, ero preso dai dubbi, ma sarà più Mimulus o più Aspen? Se leggendo ti senti ancora nella stessa situazione, allora sei nel posto giusto.

Quelli che adoro di più in assoluto però, sono coloro che usano il metodo intuitivo: fanno scegliere i fiori al cliente guardando 38 foto. “L’istinto ti guiderà”, dicono. Se ne lavano le mani, come Ponzio Pilato.

Pensa a uno Scleranthus o a un Cerato: “ehm … mi piace questo, questo, questo e quello. No, no … preferisco quell’altro, quello e quello. Avrò fatto giusto? Aspetta, forse ci penso meglio. Posso cambiare? Si rende conto che non ne ho la più pallida idea? Ehm … (rivolto a chi da i fiori) Secondo lei … va bene?”.

Oppure a un Mimulus Larch: “Oddio, mi sta giudicando … e se sbaglio? Che figura farò? Non vado bene, non vado bene!”

No, decisamente dare i fiori NON è floriterapia.

Cos’è la floriterapia: La floriterapia NON è “cosa mi consiglieresti per …?”

Gestendo da anni un sito e un blog sui fiori di Bach è normale che mi scrivano persone da ogni dove chiedendomi consigli, fa parte del mio lavoro. Spesso mi capita di ricevere messaggi flash da persone che probabilmente stanno iniziando a cercare di capirci qualcosa nel mondo dei fiori di Bach (per questo ho scritto un E-book gratuito in 7 parti e registrato 7 video gratuiti per spiegarti dalle basi i fiori di Bach – puoi riceverli gratuitamente Iscrivendoti alla Newsletter).

A volte però questi messaggi sembrano più dei telegrammi che richieste di aiuto o di informazione:

dormo poco STOP non riposo STOP la mia ragazza mi ha lasciato STOP cosa mi consigli?

Estic***i.

In realtà sto scrivendo questo articolo per rispondere una sola volta con lo “spiegone”, in modo che quando ricevo i telegrammi, posso linkare questo articolo. 😉

Allora: NON è possibile consigliare i rimedi floreali in questo modo perché bisogna innanzitutto comprendere lo stato emotivo della persona: Ok, non dormi. Ma qual è il motivo? Non dormi perché hai troppi pensieri o perché hai paura del buio? Non dormi perché non digerisci o perché sei troppo carico e non riesci a staccare la spina? Non dormi perché sei stato abbandonato o perché non riesci a chiudere gli occhi senza pensare a quell’incidente?

Capisci che, senza un adeguato colloquio in cui insieme andiamo a capire le motivazioni dei tuoi comportamenti, non possiamo comprendere davvero cosa ti sta succedendo.

Insieme? Perché Insieme?

Perché la floriterapia è un accordo tra due parti che decidono di lavorare insieme per il bene superiore. È un’alleanza terapeutica dove le competenze del terapeuta si incontrano con i problemi del cliente e attraverso l’ascolto e la comprensione reciproca, aperta, leale, il terapeuta fornisce una chiave di lettura che sia utile al cliente per la propria vita ed il suo miglioramento.

L’ho spiegato bene in questo articolo: L’alleanza terapeutica e il riacutizzarsi del sintomo in floriterapia.

Quindi la risposta è NO, non posso farti una sessione via mail (ma come lo puoi pensare?), NON posso per iscritto valutare le tue reazioni emotive, cosa provi, cosa senti, perché la parola mediata dalla carta perde tutta quella componente di non verbale che è visibile solo in un colloquio e non in una mail.

E la risposta è ancora NO, non posso consigliarti dei fiori sulla base di due o tre spunti volanti: NON è etico e io sono un professionista, NON ti consiglierei mai dei fiori sbagliati per far presto, NON è utile che tu assuma fiori a casaccio perché se non funzionano, perdi fiducia nella floriterapia e nel valore dei fiori di Bach.

Per questo motivo ho creato un sito dove, quando ti iscrivi, ricevi MOLTO materiale gratuito, perché così ti assumi la responsabilità e provi tu stesso a “darti i fiori” e sbagliando, impari.

Cos’è la floriterapia: La floriterapia NON è “finisca la boccetta e poi vediamo”

C’è un po’ di pensiero magico infantile nel somministrare a un cliente una boccetta che farà un effetto clamoroso e questa persona cambierà magicamente tutti i suoi difetti in qualità.

Basta un poco di zucchero e la pillola va giù – supercalifragilistichespiralidoso –

Quando iniziamo il percorso che ci porterà a diventare terapeuti floreali spesso partiamo dall’Amore che proviamo verso queste goccine che tanto ci hanno aiutato e allora per amore del prossimo iniziamo a consigliarle agli amici, ai parenti, a tutti quelli che ci capitano sotto tiro e di cui vediamo ampiamente i difetti e pensiamo: “adesso che vedo questo di te, ti do questo fiore che ti toglierà dall’indecisione, dal dubbio, e finalmente lascerai tuo marito. Te l’ho sempre detto che non mi piace”.

C’era un tizio che più o meno duemila anni fa disse: “Perché osservi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell’occhio tuo c’è la trave? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello”.

Lungi dal voler fare moralismi (Io? Ahah!), questo passo mi piace sempre perché ci spinge a guardarci prima di guardare gli altri e questo, come tutti ben sappiamo, è molto difficile.

È necessario tenere in conto, quando “vogliamo somministrare i fiori”, che le nostre illusioni ci suggeriscono cosa in realtà stiamo cercando di sanare in noi stessi. Già di per sé, il fatto di voler somministrare i fiori, è un atto contro la natura. Significa che IO VOGLIO CAMBIARE il mondo che mi circonda e quindi avrò bisogno di Vervain, ma più spesso di Chicory.

Se voglio cambiare il mondo dovrò agire su di me, sulla mia persona, non sugli altri.

Il giusto equilibrio in floriterapia si ottiene solo quando la persona si presenta spontaneamente alla nostra porta e chiede aiuto per modificare qualcosa della propria vita che non le va bene.

Ma giustamente tutti noi, soprattutto all’inizio, vogliamo fare esperienza e quindi vorremmo somministrare i fiori a tutti, anche al pesce rosso, pur di notare reazioni degne di nota.

Il consiglio migliore non richiesto è di lavorare con noi stessi. Assumi fiori come non ci fosse un domani.

Aspettarsi quindi che una singola boccetta porti la persona dall’inferno al paradiso senza fermate intermedie in tre settimane è un po’ infantile.

Bisogna costruire un setting, ovvero fissare una data di arrivo (3-4 mesi), fissare un obiettivo S.M.A.R.T. (Specifico, Misurabile, Assegnabile, Realistico, relazionato al Tempo – SMART Criteria) e fissare dei punti di controllo e modifica nel tempo (ogni 3-4 settimane) e monitorando il cambiamento nel tempo, strutturare un percorso dove si accompagna la persona. A fare cosa?

Cos’è la floriterapia:

prendere coscienza delle emozioni connesse ai disagi che provi, in modo che tu possa operare un cambiamento che parte da dentro, dalla consapevolezza in movimento che costruisce il cambiamento stesso.

Se tu stai male in una situazione o ti capita un problema e chiedi aiuto a un floriterapeuta, egli ti accompagna in un percorso dentro di te alla scoperta di quali soluzioni puoi adottare per accettare e cambiare lo status quo, e fa questo con l’ausilio dei fiori di Bach, uno straordinario strumento transpersonale, con la consapevolezza che ad intervenire nel tuo comportamento sia la tua intelligenza superiore, contattata dai rimedi, per portare in te il cambiamento di cui hai bisogno.

La floriterapia è un percorso di crescita attraverso l’ascolto di sé favorito dai fiori di Bach.

La floriterapia è condividere uno spazio, un tempo, con un esperto che conosce i rimedi ma non solo, che ti guida alla scoperta del tuo mondo interiore attraverso il dialogo, l’ascolto e la comunicazione verbale e non verbale.

Ma sei tu che devi volerlo.

La floriterapia è una scelta che fai tu. Non ti può venire imposta da qualcun altro altrimenti diventa semplicemente “dare e prendere i fiori”.

Ho sempre ritenuto che il colloquio fosse lo strumento migliore per la somministrazione floreale e negli anni, affinando questo arnese, ho scoperto che può portare alla scoperta di territori inesplorati nella persona, dalla persona stessa. A patto che lei lo voglia.

Se sei una persona che desidera fare un percorso di floriterapia, dovresti tenere in considerazioni questi fattori quando decidi da chi vorrai essere accompagnato. Evita le somministrazioni preconfezionate (come ho già spiegato in questo articolo), evita la farmacia a meno che non ti venga riservato uno spazio privato e del tempo a disposizione solo per te, assicurati che il floriterapeuta ti spieghi bene le sue condizioni e crei un setting apposito in cui il percorso si sviluppi (come ho fatto qui), è indice di professionalità, e valuta se questo setting incontra le tue esigenze.

Caratteristiche in breve:

– Adeguato Setting Terapeutico con Follow Up
– Obiettivi S.M.A.R.T.
– Spazio e Tempo a tua disposizione

E se sei un terapeuta, devi avere la giusta predisposizione quando ti accingi a un colloquio e volerti connettere con lo spazio emozionale della persona che hai davanti, perché nel campo morfogenetico sono presenti moltissime informazioni e tu devi imparare a raccoglierle, allora si che “L’istinto ti guiderà”, davvero però.

Lavorare su di te è il miglior modo per entrare in profonda connessione, quindi come sicuramente hai già notato, spesso i clienti che ti arrivano sono specchi di dinamiche che tu stesso non hai ancora risolto o su cui stai lavorando.

Attenzione all’uso del transfert e buon lavoro.

La floriterapia è quindi un atto NON isolato, ma un percorso che se scegli di fare, ti porterà alla scoperta di te stesso.

Buon Viaggio.

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