il setting in floriterapia

Innanzitutto, cos’è il setting terapeutico?

Il setting in floriterapia è la cornice all’interno della quale si svolge il rapporto terapeutico tra il Floriterapeuta e il cliente.

Questa cornice comprende tutto ciò che definisce questo rapporto, dalla frequenza e durata della sedute, al compenso, al luogo, inclusi i modi in cui le sessioni si svolgono, anche online.

Oltre a questo, il setting comprende e include tutto ciò che concerne il “contratto” tra il cliente e il floriterapeuta: assistenza, contatto e regole relazionali, inclusi gli eventuali compiti che il terapeuta chiede al cliente di svolgere e ai significati che la relazione assumerà.

È dovere del terapeuta specificare il setting prima dell’inizio della relazione, in modo che il cliente sappia esattamente come muoversi e quali sono gli spazi in cui muoversi all’interno della relazione.

Il setting in Floriterapia: durata delle sedute.

La durata tipica di un colloquio in Floriterapia è di circa di un’ora. Un bravo floriterapeuta è in grado nell’arco di un’ora di edificare un ambiente emozionale adeguato per permettere alla persona di rilassarsi, capire che ha di fronte un altro essere umano con la capacità e la voglia di capire su quali dinamiche egli abbia necessità di portare la propria attenzione e che desidera risolvere.

Ovviamente quella che viene definita alleanza terapeutica necessità di un tot. di sedute per costruirsi e raffinarsi. Ne ho parlato approfonditamente in questo altro articolo.

LO DICO IN QUESTA SEDE CHIARAMENTE E APERTAMENTE: le persone che pensano di “farsi fare i fiori” una volta sola e risolvere tutti i loro problemi, non hanno capito cosa sia la terapia e quale sia il suo scopo.

Nessun serio terapeuta al mondo è in grado di relazionarsi in profondità con un cliente in una sola seduta.

Nessun terapeuta lo fa perché questo è sbagliato in primis e di conseguenza impossibile.

È sbagliato proprio il processo con cui alcune persone pensano ai fiori e alla terapia floreale. Se tu pensi che basti sventolare un pendolino nell’aria o farti scegliere a caso tra delle fotografie per fare terapia, non sono io che non ti capisco o sono troppo rigido, sei tu che hai un pensiero magico infantile che ti domina e che ti impedisce di comprendere a fondo il valore eccelso dell’accompagnare un altro essere umano attraverso le sue difficoltà.

Accompagnare significa scegliere di stare a fianco di una persona che mostra i propri lati deboli per essere capita poiché ha scelto di aprirsi e di mettere la propria vita su un piatto affinché un terapeuta, che è esperto nella somministrazione floreale, possa aiutarla a comprendere la natura del proprio disagio.

Questo è parte del setting e del contratto terapeutico.

Io, come terapeuta, non ti offro una spalla su cui piangere (non sono un amico con cui bere uno Spritz) o un bidone dentro cui vuotare la tua immondizia emotiva, ma ascolto profondamente ciò che tu mi porti per fornirti un supporto da parte dell’immenso potere della natura sotto forma di fiori di Bach. Il mio scopo in terapia è comprendere davvero cosa tu senti riguardo al problema che hai. Quali emozioni provi che ti impediscono di fluire e trovare dentro di te le energie, la motivazione, la forza necessaria per risolvere ciò che ti angustia.

La mia capacità è di tradurre ciò che mi porti in linguaggio floreale e di creare per te una somministrazione funzionale alla tua situazione e al tuo momento.

Questo è il mio compito, innanzitutto.

Per questo ce l’ho a morte con chi fa le somministrazioni preconfezionate.

Ti è chiaro il motivo, vero?

Ogni essere umano è diverso da un altro, ognuno ha le sue specifiche peculiarità che lo contraddistinguono e fanno si che tu viva un problema in modo completamente diverso rispetto al tuo vicino.

Le somministrazioni pronte sono le inutili scatoline del sistema floreale. Pretendono che l’essere umano si adegui ai Fiori di Bach. Esattamente l’opposto della terapia floreale.

Dicevo: durata un’ora.

Anche il Dott. Orozco ha scritto un articolo sulla durata della seduta di Floriterapia. Lo trovi qui.

Chi tiene il cliente più di un’ora, molto spesso lo fa per via delle proprie insicurezze che scarica sul cliente sotto forma di “cura eccessiva”. Cura eccessiva che risuona come quella categoria floreale “preoccupazione eccessiva per il benessere altrui” contenente Chicory, ad esempio.

Dopo oltre 15 anni di lavoro, ho una certa dimestichezza con i Fiori di Bach e spesso ho bisogno poco tempo per comprendere i fiori da somministrare, però mi rendo conto che se durante la seduta, lascio la briglia sciolta e mi concentro solamente su ciò che la persona mi porta, senza pensare ai fiori, questi emergono spontaneamente come fiori di campo. Non ci devo nemmeno pensare.

Ovviamente il mio pensiero durante la seduta va a come fare in modo che tu ti senta a tuo agio e compreso o compresa, per far si che tu decida di fidarti di me e volermi parlare dei tuoi problemi, affinché io possa poi tradurre, come detto, questi pensieri e preoccupazioni in linguaggio floreale.

Come NON si costruisce un setting:

  • Come ho già detto, NO ALLE SOLUZIONI FLOREALI PRECONFEZIONATE. I Fiori di Bach non sono farmaci da banco che abbassano la febbre. Ogni essere umano vive emozioni differenti di fronte a situazioni differenti. Le emozioni poi sono intime e quindi sono ciò di cui le persone parlano meno volentieri. Suggerire che siccome hai l’insonnia, devi prendere la miscela 87 è come dirti di prendere il sonnifero, ma i fiori di Bach agiscono sulle emozioni e questo rende INDISPENSABILE il confronto e il Follow Up, di cui parleremo a breve.
  • Anche questo concetto è già stato espresso in altre occasioni. NO NEL MODO PIÙ ASSOLUTO ALLE SOMMINISTRAZIONI DA BANCO IN FARMACIA. Il problema è lo stesso di cui sopra. Il farmacista, in sette minuti e undici secondi, con i poteri concessi dal corso base sui fiori di Bach pagato dal distributore, è in grado di darti i Fiori di Bach corretti per la tua situazione e non ti chiederà nemmeno di tornare dopo tre settimane per capire come stai. Il Follow Up ai farmacisti non serve. Ma questa non è Floriterapia – #sallo. Gli errori in questo atteggiamento sono connessi con la base empatica che io terapeuta ho bisogno di costruire per far si che il rapporto con te cliente, funzioni davvero. Se tu mi vuoi parlare del lutto che stai vivendo e sei in farmacia con la vecchietta con il cane che abbaia, sarà davvero difficile che tu voglia aprirti e parlare del dolore che ti affligge come una lama fredda e dura. Molto più probabilmente, vorrai tenerti tutto dentro e dirai frasi brevi, sottovoce, per evitare la vergogna che provi nel dire pubblicamente che stai soffrendo. E hai tutta la mia comprensione. Anche a me darebbe fastidio.

Capisci adesso perché se vuoi davvero fare Floriterapia, io ho bisogno di chiacchierare un’ora con te?

Il setting in Floriterapia: frequenza delle sedute.

Tipicamente la frequenza delle sedute è variabile e dipende da molti fattori.

In primis io valuto la tua condizione attuale.

Ci sono situazioni in cui insieme ai tutor della mia scuola, abbiamo deciso che la frequenza corretta era ogni due settimane. Nei percorsi di elaborazione del lutto, invece abbiamo un setting che prevede un appuntamento ogni settimana, ma in entrambi questi casi, utilizziamo tecniche energetiche specifiche per aiutare la persona a gestire il dolore del lutto.

Di norma invece, una seduta ogni tre settimane lascia il tempo ai fiori di agire e il tempo alla persone per comprendere cosa sia cambiato nella sua quotidianità, per potermi dare un feedback alla sessione successiva.

Nei percorsi come le Costellazioni Floreali® o La Scuola delle Emozioni invece, una seduta ogni quattro settimane è spesso più che sufficiente perché il lavoro è articolato e comprende esercizi e meditazioni guidate.

Ciò che personalmente trovo eccessivo è includere nel setting una seduta a settimana quando l’unico scopo è di somministrare i fiori, e fare di questo una regola.

Credo che la flessibilità del terapeuta sulle reali esigenze del cliente sia di volta in volta la chiave vincente per una terapia floreale di successo.

Il setting in Floriterapia: compenso.

Il compenso varia in base alle capacità del terapeuta.

Io personalmente già da tempo non lavoro più con i clienti che richiedono un consulto, ma mi occupo esclusivamente di chi frequenta i miei percorsi e lo faccio attraverso i tutor che formo continuamente, a cui trasmetto le mie competenze e seguo personalmente.

Inoltre mi occupo di condurre i seminari avanzati.

Certo, qualcuno potrà obiettare su questo, ma il tempo di ognuno di noi è limitato. La mia scelta è di occuparmi di chi conosce a fondo i miei metodi di lavoro.

Se necessiti una consulenza per te quindi, ti invito a scriverci a info@ifioridibach.com – i nostri tutor accoglieranno la tua richiesta e ti forniranno tutti i dettagli del caso.

Un compenso medio è paragonabile a quello di un professionista ben formato per svolgere il proprio lavoro. Può variare da un minimo di 50 a un massimo di 70€ per la durata di un’ora.

La mia consulenza, rivolta solo a chi frequenta i miei percorsi avanzati è da intendersi extra rispetto al lavoro svolto con il tutor, e ha un valore di 97€ l’ora.

il setting in floriterapia

Il setting in Floriterapia: numero delle sedute.

Ho già affrontato questo tasto dolente. Se pensi che con una seduta avrai la ricetta magica che ti farà uscire da tutti i tuoi problemi, non hai davvero capito cosa sono e come funzionano i Fiori di Bach.

Il numero delle sedute varia a partire da un minimo di 5-7, e le considero necessarie.

All’interno di questo setting (5-7 sedute minimo) il terapeuta impara a conoscerti come cliente, il modo in cui reagisci alla vita, quali sono gli stimoli che ti muovono, quali le difficoltà e in questo tempo non solo si occupa di somministrarti i Fiori di Bach adatti al problema che porti, ma anche a quelli necessari per la struttura caratteriali che ti spinge ad affrontare la vita in un certo modo.

Una precisazione a questo punto è necessaria.

La malattia, il disagio, come ha sempre sostenuto Edward Bach, il cui cammino illumina fortemente il nostro modo di lavorare, è espressione della persona e per questo, egli diceva, bisogna curare il malato, non la malattia.

I Fiori di Bach nascono proprio per rispondere a questa esigenza.

Ci sarà chi affronta il disagio con rabbia, chi con passività, chi arrendendosi, chi irrigidendosi.

Oltre a questo, l’azione dei Fiori di Bach farà si che nel tempo, assumendoli, tu possa cambiare le risposte che di norma impieghi per far fronte alla vita.

Il setting in Floriterapia: a cosa serve il Follow Up.

Dalla seconda seduta in poi, il tuo terapeuta indagherà insieme a te come e se sono cambiate le tue reazioni al problema che hai portato in terapia. Il dialogo si farà più profondo, le argomentazioni cambieranno. E quando ti sentirai pronto, potrai parlare di ciò che vuoi, manifestare il tuo vero tormento, e parlarne sarà già una grande parte della soluzione. Al resto penseranno i Fiori di Bach che armonizzeranno le tue percezioni, per renderle scorrevoli come la seta.

Il setting in Floriterapia: il luogo fisico dove si svolge la seduta.

Se ti rechi in uno studio privato, il luogo dovrebbe riuscire a metterti a tuo agio. Non sono necessarie grandi vetrate intarsiate o tappeti persiani, è sufficiente un luogo comodo, pulito e riservato in cui sia tu che il tuo terapeuta possiate rimanere indisturbati per un’ora.

Se invece vi incontrerete via skype, ti chiedo qualche accortezza in più.

  • NO ASSOLUTO a cani, gatti, criceti, pappagalli, mamme, bambini, nonne con le lasagne che ti dicono “mangia” nella stanza. La privacy è un fattore determinante per costruire una solida alleanza terapeutica e per questo motivo quando prenoti un’ora con un tutor, ti devi assicurare di non essere disturbato o disturbata per l’intera durata della seduta. PUNTO. A questa regola nessuno deve transigere. Se non offri a un professionista le condizioni necessarie per lavorare al meglio, significa che non comprendi il valore del tempo che ti dedica. E se non lo comprendi, non lo meriti.
  • NO ASSOLUTO ai cellulari. Usa un Pc, al massimo un tablet. È già implicitamente più difficile lavorare a distanza, se usi Skype da un cellulare che fai ondeggiare come un lampadario, a me viene il mal di mare e vomito. Capire che dall’altra parte c’è un altro essere umano come te è un’accortezza necessaria.

Il setting in Floriterapia: la miscela floreale.

Assumere i Fiori di Bach è proprio la base. Senza questo, non andiamo lontano.

Il terapeuta o il tutor ti forniranno o una prescrizione oppure direttamente una miscela preparata davanti ai tuoi occhi e ti forniranno le istruzioni per l’assunzione.

Queste istruzioni potrebbero essere, ad esempio, di assumere i Fiori di Bach, 4 gocce per 6 volte al giorno.

Cosa DEVI evitare:

  • Di assumere i fiori con la frequenza che decidi tu, nel modo in cui lo decidi tu, non rispettando le istruzioni che ti vengono fornite. In pratica, ad minchiam.
  • Di cambiare, aggiungere, togliere, rifare, spostare la miscela a tuo piacimento, in attesa della seduta successiva. Se hai un problema con la tua miscela, parlane con il tuo terapeuta, ma devi sapere che sei hai problemi con la tua miscela, nel 99,99% dei casi la miscela sta funzionando benissimo.

Tutti questi atteggiamenti, visti molte volte nel corso di una lunga carriera, dicono che NON ti fidi del terapeuta, che PENSI di saperne di più, che preferisci fare tu. E se vuoi farlo, fallo pure, ma NON andare in terapia. Facciamo che tu non togli prezioso tempo a un professionista che sta lavorando e io investo questo tempo prezioso con qualcuno che invece ha davvero bisogno di me.

Ho visto accadere questo comportamento anche nei corsi avanzati e sinceramente NON MI PIACE. Lo ritengo davvero irrispettoso.

Discorso diverso invece è l’onestà. Se tu vieni da me e mi dici: Max guarda … questo mese non ce l’ho proprio fatta a seguire le tue istruzioni – questo è un discorso radicalmente diverso e presuppone che io e te stiamo dialogando, che tu stai affrontando delle difficoltà che vuoi risolvere. E qui si apre uno spazio in cui mi permetti di agire per venirti in soccorso.

Da una parte è vero che se il terapeuta non ha sufficiente carisma, forza, struttura, avrà difficoltà a creare una buon alleanza terapeutica, e quindi il cliente si sente inconsciamente autorizzato a scavalcarlo o a non rispettarlo a sufficienza. N.B.: se come terapeuta, ti trovi in situazioni di questo tipo (o in quelle in cui non chiedi compenso o lo chiedi troppo basso), sai che un lavoro su di te è necessario per affermarti e affermare il tuo valore.

Dall’altra, il rispetto reciproco è fondamentale comunque, in ogni caso.

Il setting in Floriterapia: assistenza di contatto e regole relazionali.

Il terapeuta non è un juke box. Non puoi inserire una monetina e farlo partire quando hai bisogno.

Spesso le persone ansiose, sfiduciate, poco indipendenti, tendono a proiettare le proprie insicurezze sul terapeuta affinché egli possa assorbire le loro ansie.

È responsabilità del buon terapeuta stabilire chiare regole di comunicazione ad inizio setting, proprio per evitare che il cliente non piombi a casa sua tutte le notti, nel cuore della notte.

“Pronto? Ci sei? Mi è successa questa cosa! Ho sognato questo, e questo, e questo …”

Alcune persone hanno davvero bisogno di essere accolte in modo profondo, proprio perché non sono mai state accolte da nessuno.

Proprio per questo stabilire regole sane è essenziale sia per la vita del terapeuta, che per la funzionalità della terapia.

Io invito le persone a tenere un diario in cui annotare ogni accadimento, cambiamento, percezione, sogno, per portare tutto quanto in terapia, nel giorno stabilito per la seduta.

Importante: la data della seduta successiva va stabilita al termine della presente seduta e non a caso.

“Ci vediamo quando ci vediamo”, è un errore da evitare come la peste bubbonica.

Il setting in Floriterapia: compiti a casa.

Ultimo non in ordine di importanza, i compiti a casa.

Se il floriterapeuta ti consiglia di portare attenzione su una determinata tematica o un problema, significa che questo potrebbe essere di una qualche importanza per il progredire del lavoro insieme. Svolgere questi compiti ha quindi un senso e dovresti cercare di rispettare le sue indicazioni.

Nel caso supposto più sopra, in cui per qualsiasi motivi, non sei riuscito o riuscita a farlo, allora parliamone.

In questo spazio di dialogo troveremo risposte e modi per proseguire il lavoro insieme.

Concludo dicendo che molte persone preferiscono non esporsi perché si vergognano di ciò che provano e per restare in un angolo senza condividere le proprie emozioni con un altro essere umano, evitano a priori il rapporto con un terapeuta o con un tutor che potrebbe invece aiutarle parecchio.

Ancora nei nostri percorsi avanzati come le Costellazioni Floreali®, lavoriamo su entrambi i fronti, quello del supporto e della condivisione, e quello dello studio e applicazione dei concetti relativi all’albero genealogico.

Un percorso di crescita tutorato è un ottimo modo per far fare un salto di qualità alla propria vita perché comprende da una parte la terapia, e dall’altra la formazione.

(Per approfondire gli argomenti puoi cliccare i titoli in azzurro)

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