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Fiori di Bach per la depressione

Fiori di Bach per la depressione“. Cercando questa chiave di ricerca su Google si va incontro a tutta una serie di informazioni errate che portano il lettore inesperto alla confusione. È di fondamentale importanza fare chiarezza circa la natura dei rimedi floreali di Bach, altrimenti molti pseudo-operatori inesperti con un corso base alle spalle, tenderanno poi a dare informazioni errate che impattano sul pubblico, facendo diventare i fiori di Bach un rimedio da baraccone, perché se li diamo e sono sbagliati, non funzionano.

Quando cercate “Fiori di Bach per la depressione” questo è quello che trovate su Google:

fiori di Bach per la depressione

E questo è il link da cui proviene la foto che trovate qui sopra: http://www.cure-naturali.it/i-fiori-di-bach/1913/depressione-fiori-bach/1043/a

Questa classificazione dei rimedi floreali per la depressione è ERRATA.

Edward Bach non ha mai detto questo dei rimedi e fare una classifica come questa porta il lettore lontano dal significato originale dei rimedi che è COMPLETAMENTE DIVERSO.

Fiori di Bach per la depressione – RAGIONAMENTO CORRETTO

Rifacciamolo in modo corretto. Ecco i fiori

È BEN DIVERSO. Se tu sei alle prime armi con i fiori di Bach è bene che familiarizzi da subito con il vero significato dei fiori che è EMOZIONALE e non un rigido schema di disturbi. Bach non ha mai detto che Gentian è per la depressione reattiva e Mustard per quella endogena. FIGURIAMOCI!

Oggi mi soffermo su questo argomento, su questa chiarificazione, in esclusiva difesa dei rimedi floreali che, se usati con consapevolezza, con conoscenza, studiandoli in maniera approfondita, possono darci enormi risultati.

Se invece pensi di fare un corsettino base nel triennio di naturopatia e poi scrivere articoli che infestano il web, allora non solo non ami abbastanza i rimedi, ma in modo superficiale non ne comprendi davvero il potenziale, che va al di là del tuo immaginato e, nel creare la Floriterapia Transpersonale Evolutiva®, ho creato uno strumento capace di andare molto in profondità e dare un grande aiuto per guarire l’anima.

Quello che invece è fondamentale fare è rileggersi fino allo sfinimento le descrizioni originali di Bach per trovare nelle pieghe delle sue parole il significato dei fiori (come ho fatto nel Corso di Formazione Completa sui fiori di Bach) con il solo scopo di imparare a somministrarli correttamente.

Fiori di Bach per la depressione

Fiori di Bach per la depressione: il quadro depressivo

Ma veniamo alla depressione. Wikipedia dice: “è una patologia psichiatrica o disturbo dell’umore, caratterizzata da episodi di umore depresso accompagnati principalmente da una bassa autostima (Larch) e perdita di interesse o piacere nelle attività normalmente piacevoli (Willow). È caratterizzato da un umore molto basso, che pervade tutti gli aspetti della vita, e l’incapacità di provare piacere nelle attività che in precedenza gli suscitavano godimento (anedonia). Le persone depresse possono apparire preoccupate (White Chestnut e Gentian), avere pensieri e sentimenti di inutilità (Olive, Larch, a seconda dei casi, va indagato), senso di colpa inappropriato (Pine) o rammarico (Gorse), impotenza (ancora Larch), disperazione e odio di sé (Sweet Chestnut). Nei casi più gravi, possono avere sintomi di psicosi: questi comprendono deliri o, seppur meno, allucinazioni (Scleranthus anche insieme a Vine, va indagato), di solito spiacevoli. Altri sintomi includono scarsa concentrazione e memoria (Chestnut Bud), ritiro sociale e dalle attività (Willow o Water Violet, o entrambi, va indagato), riduzione del desiderio sessuale (Wild Rose) e pensieri di morte o di suicidio (Sweet Chestnut). L’insonnia è comune tra i depressi: nel caso tipico si sveglia molto presto e non può tornare a dormire”.

Questo il quadro. Allora , ho parlato di Larch, Willow, White Chestnut e Gentian, Olive, Larch, Pine, Gorse, Sweet Chestnut, Scleranthus, Vine, Chestnut Bud Water Violet e Wild Rose. E l’ho fatto seguendo le indicazioni date dalla più famosa enciclopedia on-line.

Non si parla di Mustard che dissolve la tristezza che spesso accompagna il quadro depressivo, perché nei sintomi non viene citata. Ma è fondamentale.

Quando le persone hanno la sensazione che sia inutile lottare, si da Wild Rose che abbiamo detto essere per l’apatia, per chi non trova la voglia di vivere.

Ora, come puoi ben vedere (e non ci va un genio per capirlo), la depressione e il disturbo depressivo comprendono una serie di sintomi che vanno visti e trattati nella loro complessità per avere dei risultati. È sbagliato pensare di dare un fiore o due, seguendo uno schema rigido come quello citato all’inizio nell’articolo.

Ci devi parlare con le persone (ed è noto a chi ha fatto un po’ di pratica, che il depresso non è poi così felice di parlare dei suoi problemi. Ci devi entrare in empatia, devi capirlo … come fai al bancone della farmacia in dieci minuti con la signora col cane in braccio alle spalle?). È fondamentale prepararsi, studiare, dare così valore al proprio lavoro, altrimenti il terapeuta olistico sarà sempre visto come un superficiale. Per forza, scrivete ste cose su internet!

Fiori di Bach per la depressione: come e quando

Le essenze floreali scoperte dal medico gallese sono fiori di campo che vengono raccolti nel massimo della fioritura e esposti al Sole oppure bolliti per estrarne le qualità. Qualità che, come è noto, sono di tipo vibrazionale e aiutano il riequilibrio degli stati emozionali. Per questo motivo non hanno controindicazioni né alterano l’utilizzo di medicinali e possono essere utilizzati liberamente mentre si seguono altre terapie o percorsi anzi, sarebbe auspicabile che gli psicologi si aprissero maggiormente alla possibilità di lavorare insieme ai floriterapeuti, come accade in altre parti del mondo.

In generale, parlando di caratteristiche depressive, possiamo dire che le persone con un disturbo depressivo di personalità lamentano sentimenti cronici di inadeguatezza, ammettono di avvertire una scarsa autostima (Larch) e trovano difficile trovare qualcosa nella loro vita che li possa rendere felici (Willow), speranzosi o ottimisti (Gentian).

Sono stati descritti in tempi più recenti diversi (sette) gruppi di tratti depressivi, a cui ho unito alcuni fiori tipologici solo a titolo di esempio:

1) calmo, introverso, passivo e non assertivo (Wild Rose, Gentian, Water Violet);
2) malinconico, pessimistico, serio e incapace di divertirsi (Honeysuckle, Gentian, Oak);
3) autocritico, autobiasimante e autosprezzante (Pine, Larch);
4) scettico, critico degli altri e poco simpatico agli altri (Willow, Beech);
5) coscienzioso, responsabile, disciplinato (Oak, Gentian, Larch);
6) meditabondo e tormentato (Scleranthus, Sweet Chestnut);
7) timoroso degli eventi negativi, con sentimenti di inadeguatezza e di insufficienza personale (Mimulus, Larch, Gentian).

La cosa importante anche se non conosci i rimedi di Bach è comprendere che usare i fiori per la prima volta è sempre complicato, non perché siano complicati i fiori, ma perché è difficile riconoscere le proprie emozioni negative, soprattutto se siamo in uno stato di disagio. Soprattutto nota bene quante diverse forme possono prendere vita. Pensare a Gentian per la depressione esogena e Mustard per quella endogena, o senza causa apparente, è davvero riduttivo.

In questi casi, rivolgersi a un consulente specializzato è senza dubbio, una delle opzioni migliori che si ha a disposizione.

Fiori di Bach per la depressione: l’origine del fraintendimento

La questione più volte dibattuta sulle depressioni reattive ed endogene risale a Kramer – Nuove terapie con i fiori di Bach – 1998 – pag. 39 in cui parla di gentian, e pg. 84-85-86 in cui parla di Mustard, differenziando Gentian per le depressioni reattive, ovvero quelle con causa conosciuta e Mustard per le depressioni endogene, ovvero quelle con causa sconosciuta, e questo perché Gotz Blome, nel suo Advanced Bach Flower Therapy: A Scientific Approach to Diagnosis and Treatment, fece questa differenziazione.

Se cerchi questo libro su Amazon, trovi nell’abstract questa dicitura “Lists 200 clinically proven combinations of Bach Flower essences for treating specific conditions”. Traduco per chi non mastica l’inglese: “Lista di 200 combinazioni di Fiori di Bach per trattare specifiche condizioni”.

Qui siamo al livello di https://www.consulenzafioridibach.it/ di cui ho già parlato male in questo articolo: Consulenza fiori di Bach pronti all’uso.

Le consulenze DEVONO ESSERE PERSONALIZZATE cucite sulla persona, che va ascoltata, compresa, siamo esseri umani per Dio, mica numeri!

“Ecco, lei soffre di depressione reattiva, le do il boccetto 234! Grazie. Arrivederci!”

Ma come fate a non indignarvi quando vi trattano così? Vi lamentate della medicina allopatica e poi prendete flaconi pronti di fiori di Bach?

Ma come fate? Come fate? E poi, mi rivolgo ai terapeuti, DOVETE SUDARE L’ANIMA SUI LIBRI, non è che basta muovere un po’ di energia.

Le cose le dovete sapere. State lavorando con degli esseri umani, che soffrono, per di più.

Già Orozco confutò queste affermazioni su Gentian per la depressione reattiva e Mustard per quella endogena in Fiori di Bach – 38 descrizioni dinamiche – 2011, pag. 92, di cui sono stato uno dei traduttori, affermazioni, in effetti, completamente errate.

Uno dei macroscopici difetti dei medici che si avvicinano alla terapia floreale, come Blome, le cui orme vennero seguite da Kramer (e che tutti diedero per buono) è di voler incasellare i fiori dentro a una casistica e attribuirvi un senso diagnostico male interpretando le parole di Bach.

Fiori di Bach per la depressione:cosa ha detto Edward Bach

Nella definizione originale dei 12 healers del 1936, Bach, alla voce Mustard parla di “Gloom” che vuol dire sia depressione sia tristezza, e di “despair“, afflizione, disperazione, angoscia. Da qui, siccome quella di Mustard è una nube che oscura l’anima, si è risaliti a una depressione endogena, senza causa apparente e, di conseguenza, si è attribuito a Gentian il ruolo della cura delle depressioni esogene. ma questo ruolo è arbitrario. Deciso da Blome e non da Bach. Per questo Bach disse che la terapia floreale non sarebbe dovuta cadere nelle mani dei medici, che l’avrebbero complicata. Avrebbe dovuto restare semplice.

Io ne ho fatto uno strumento adamantino, ma sempre, sempre, sempre, quando ho dubbi, torno alle descrizioni originali di Bach e parto da lì. L’errore più grande invece è di prendere un disagio e volervi attribuire i fiori. Bisogna invece prendere i fiori, capirli e poi studiare la persona, comprenderne i sentimenti e poi somministrare i fiori. E questo richiede moltissima pratica e soprattutto moltissimo studio.

Fiori di Bach per la depressione

Fiori di Bach per la depressione: come agiscono i fiori?

Nella realtà Mustard si occupa della tristezza, questo è il suo territorio specifico. Ma la tristezza può essere endogena? Che poi endogena cosa vuol dire? C’è sempre una causa, solo non visibile. Il buon terapeuta deve essere in grado di trovare quella causa. Se non diamo Mustard  per la tristezza, stiamo compiendo un errore madornale.

E Gentian invece si occupa della mancanza di fiducia di sé che genera pessimismo e incapacità di procedere.

Entrambi questi fattori possono essere presenti nella depressione, come si fa ad escluderli? Uno depresso non è triste? Quasi sempre si. Il buon terapeuta cerca di scoprire se il depresso è triste. Ma uno triste potrebbe anche non essere depresso. Potrebbe stare elaborando un lutto, potrebbe aver perso il lavoro, etc.

Kramer dice a pag.86 (cit.) “Lo stato Mustard è la conseguenza dell’atteggiamento Heather, in cui la persona cercava negli altri ciò che avrebbe potuto trovare soltanto nella profondità della propria anima: la fiducia necessaria a vincere lo stato Mimulus“.

Fiori di Bach per la depressione: le scatoline mentali di Kramer

Qui c’è una serie di macroscopici errori. Innanzitutto Kramer categorizza Mustard come reattivo a Heather, generato da Mimulus. Non ha senso. Mimulus è socialmente ritirato per paura del giudizio, mentre Heather, nella maggior parte dei casi, cerca rifugio negli altri. Kramer teorizza che prima Mimulus sta da solo e poi diventa Heather, cercando conforto negli altri. Mentre Bach dice: “Heather è per coloro che sono sempre alla ricerca della compagnia di qualcuno disponibile …”, e questi due aspetti vanno poco d’accordo tra di loro. Da questo, per Kramer, si genererebbe Mustard, ovvero la depressione. A parte il fornire un quadro statico della situazione e non psicodinamico, Kramer ferma l’uso di questa triade a questo scopo, di fatto limitando il potere dei fiori che invece sono in grado di agire ben più in profondità di questo schema.

Come conseguenza a questa visione endogena, a Gentian è stato attribuito il ruolo esogeno.

Altro problema è che nemmeno gli psicologi sanno davvero attribuire un senso alla depressione endogena. Dicono sempre “si pensa”.

Si pensa che la depressione endogena (dovuta cioè a cause interne) sia dovuta a veri e propri cambiamenti a livello psicologico, escludendo quindi i fattori ambientali“.

Questo vorrebbe dire che ogni uomo è un’isola, che non c’è interazione e invece la fisica quantistica sta ampiamente dimostrando che tutto è collegato con tutto. Quindi la depressione ha sempre una causa collegata all’ambiente, solo che non sempre è visibile. Quindi non ha senso distinguere tra depressione esogena e endogena.

Inoltre i fiori non “curano” la depressione, si occupano di riequilibrare gli stati emozionali e questo è il grande errore di Kramer che ancora risuona.

Se uno è triste, è triste, se uno è sfiduciato, è sfiduciato.

Fiori di Bach per la depressione: attenzione a chi ci si rivolge

IL TRANELLO in cui va incontro la persona depressa che varca la soglia della fantomatica parafarmacia che in 10 minuti gli somministrerà i rimedi floreali è proprio questo. Il commesso, che avrà studiato poco i fiori di Bach, gli chiederà: “di cosa soffre?”

“Eh, mi hanno diagnosticato una depressione, perché sono in lutto!”

TAAAAAC! Ecco che parte la vendita dello Stock Bottle di Gentian che, nella mente del commesso, ha la funzione di curare la “depressione reattiva” e via, fine del colloquio.

La persona in lutto sta affrontando una serie di dimensioni interiori di cui per prima ha parlato Elisabeth Kübler Ross, fasi che si susseguono, di cui la depressione, che in questo caso è, in realtà, accettazione del lutto, è solo una delle componenti e richiede fiori specifici.

Allora perché, domanda, noi terapeuti floreali studiamo anni, per fare colloqui di un’ora?

Perché un’ora contro dieci minuti?

Perché un’ora di colloquio contro una somministrazione preparata a tavolino?

Fiori di Bach per la depressione

Fiori di Bach per la depressione: cosa NON dire a un amico depresso

  1. La felicità è una scelta

    Come ti sentiresti se una persona nata ricca ti dicesse che la povertà è una scelta? Questa affermazione è offensiva nei confronti di un depresso per le stesse ragioni. Una persona alle prese con una depressione non riesce a pensare alla propria strada come colma di felicità.

  2. La vita è dura per tutti. Guarda Gianroberto (Tizio), sta messo peggio di te e riesce.

    Questo modo di pensare non solo è inutile a qualcuno che sta già lottando con la propria autostima e vive nel senso di colpa e nel paragone continuo. La vita è molto più complessa di come la giudichiamo nei panni di un altro. Bisogna imparare ad avere rispetto del percorso di ognuno.

  3. Scendi dal letto e indossa un sorriso. Fallo per la tua famiglia.

    Questa affermazione denota indifferenza circa la sofferenza della persona e inoltre spinge al persona ad imbottigliare le proprie emozioni ancor di più, invece che sfogarle. L’empatia è un gesto più lento, ma può aiutare a far scorrere meglio la paura e la vergogna che si provano.

  4. La depressione è tutta nella tua testa. Pensa positivo.

    Il pensiero positivo non è uno strumento di cura della depressione. Anche se la consapevolezza, la cura di Sé, la spiritualità sono strumenti di crescita che portano fuori dallo spettro depressivo, se chi ne soffre non riesce ad usarli, è perché, evidentemente, la persona al momento non ne ha le forze. Spesso non riesce a ricaricarsi di energia in modo autonomo.

  5. Non è durata abbastanza? Non è ora di uscirne?

    Come sopra. Se la persona che ne soffre potesse uscirne ora, lo farebbe. Tranquilli. Ma le emozioni la devastano e la inglobano.

Fiori di Bach per la depressione: conclusioni

Come cliente dovresti chiederti qual è il tipo di servizio che vuoi ottenere. Qual è il livello di preparazione degli operatori che ti seguono.

Come terapeuta dovresti chiederti cosa sai davvero dei fiori di Bach, e se il tuo livello di studi è sufficiente per garantire al tuo cliente di affidarsi a te, oppure se pensi di fare un corsettino e poi impartire la guarigione con le mani a tutti i derelitti della terra.

Edward Bach ha studiato tutta la vita, io passo ogni minuto a studiare e, come Bach, appena posso giro nei campi a studiare le piante.

La domanda che vorrei porre a tutti i terapeuti olistici è: davvero credi di sapere tutto sui fiori dopo un weekend? Se si, credo questo Blog, non sia per te, se invece ritieni che la formazione sia solo l’inizio di un lungo cammino di apprendimento fatto di sacrificio, dove tu diventi davvero eccellente nel tuo lavoro, allora ti do il mio benvenuto. Tutti gli altri possono andare a far scegliere i fiori con le carte.

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