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amigdala

Comprendere la funzione che le essenze floreali possono avere nella neurobiologia delle emozioni, significa iniziare un cammino personale di crescita in cui la consapevolezza del vissuto diventa protagonista e di primaria importanza nel viaggio intrapreso dove, passo dopo passo, scopriamo cosa possiamo, cosa non possiamo, cosa potremo in futuro.

Pensare che via siano esseri umani non in grado di comprendersi e conoscersi attraverso le emozioni, ma che usano queste ultime come semplice valvola di sfogo senza interrogarsi sulle qualità di suddette emozioni, fa pensare che il mondo abbia veramente molto bisogno di essenze floreali. Chiudo subito questo argomento (la consapevolezza di Sé), lasciandolo ad altri post, per andare direttamente al nocciolo della questione di oggi: la paura.

La teoria classica postula che le immagini, i suoni, le sensazioni, penetrino attraverso i nostri organi sensoriali, si dirigano al talamo e poi alla zona della neocorteccia cerebrale che ha il compito di processarli. Cos’è questo?

coltello

Esatto, un coltello. Il processo è semplice: gli occhi hanno visto un’immagine, questo segnale è stato inviato sotto forma di impulsi elettrici al talamo che lo ha inviato alla corteccia, l’ippocampo cerca di capire cos’è e infine tu ti ricordi che hai già visto quell’insieme di segnali elettrici: un coltello. Quello sotto cos’è?

coltello-insanguinato

È sempre un coltello, ma la valenza emozionale che assume dentro di te è diversa. Perché?

I segnali provenienti dagli organi di senso raggiungono dapprima il talamo, poi arrivano all’amigdala; un secondo segnale viene inviato dal talamo alla neocorteccia. Questa ramificazione permette all’amigdala di cominciare a rispondere agli stimoli prima della neocorteccia. In questo modo l’amigdala è capace di analizzare ogni esperienza, scandagliando le situazioni ed ogni percezione.

Quando valuta uno stimolo come pericoloso, per esempio, l’amigdala scatta come un sorta di grilletto neurale e reagisce inviando segnali di emergenza a tutte le parti principali del cervello; stimola il rilascio degli ormoni che innescano la reazione di combattimento o fuga, mobilita i centri del movimento, attiva il sistema cardiovascolare, i muscoli e l’intestino. Contemporaneamente, i sistemi della memoria vengono “sfogliati” con precedenza assoluta per richiamare ogni informazione utile nella situazione di paura.

Questo esempio ci fa capire che le emozioni sono più veloci dell’elaborazione cosciente del pensiero e che la struttura reattiva del cervello ti ha impedito molte volte di finire sotto un pullman.

Significa però anche un’altra cosa: che l’amigdala è dunque l’archivio della nostra memoria emozionale, perciò analizza l’esperienza corrente, con quanto già accaduto nel passato: quando la situazione presente e quella passata hanno un elemento chiave simile, l’amigdala lo identifica come una associazione ed agisce, talvolta, prima che la corteccia sappia che cosa sta accadendo, e questo perché l’emozione grezza viene scatenata in modo indipendente dal pensiero cosciente, e generalmente prima di esso.

Ecco spiegato perché molte persone sono preda di sequestri emozionali in cui le loro azioni vengono fortemente limitate da queste emozioni ingovernabili che insorgono in modo prepotente.

Ci sarebbe un discorso molto ampio da fare in questa sede circa il sequestro emozionale, ma lo spazio è tiranno e, anche in questo caso rimandiamo ad ulteriore articolo; a grandi linee diciamo che molto di frequente, le reazioni emozionali da “sequestro” sono meccanismi reattivi nati in conseguenza di accadimenti avvenuti nei primi anni della formazione psico-corporea, con forte possibilità di rimozione della causa, che intervengono a protezione della vita. Approfondiremo in altra sede.

Ciò che è importante comprendere ora è che vi sono momenti, se non addirittura intere aree della nostra vita, che ci vengono espropriati da queste emozioni negative e che il loro fondamento ha, con tutta probabilità, sede nel nostro passato. Nel suo libro “Intelligenza emozionale e fiori di Bach”, Ricardo Orozco, descrive alcune essenze catalogandole con il nome di “essenze floreali precognitive” (nel senso di: prima della cognizione, prima della corteccia), ovvero fiori che possono essere utili per disincastrare questo meccanismo automatico di risposta emozionale intensa su cui non abbiamo nessun controllo.

sequestro emozionale

Essenze floreali precognitive di base:

Rock Rose: il terrore è una delle reazioni emozionali negative più forti in assoluto, tutto il corpo viene messo in allerta e Rock Rose è proprio l’essenza indicata da Edward Bach per ridimensionare questo stato. Più volte e diversi autori si sono interrogati sulla valenza di Rock Rose come essenza tipologica e questo è uno di quei casi. Immaginiamo un bambino cresciuto nella paura. Avrà interiorizzato i modelli di allerta, avrà memorie che vengono richiamate dall’Amigdala e usufruirà di queste dinamiche per rimanere sempre molto teso. Attacchi di panico, fobie, situazioni che non innescano un pericolo reale, vissute però dalla persona con un correlato ansiogeno molto elevato.

Cherry Plum. Bach dice: “Per le paure di chi ha la mente sovraffaticata e teme di perdere la ragione e di fare delle cose spaventose e terribili, non volute, che non desidera compiere sapendo che sono sbagliate; nonostante ciò, tuttavia, il pensiero ritorna su di esse e si prova l’impulso di farle”. È proprio lo stato di perdita del controllo cosciente delle proprie azioni, in cui l’Amigdala interviene prima della neocorteccia ad innescare una forte risposta non gestibile.

Star of Bethlehem: a corollario di questa mini-formula di “disinnesco emozionale” non poteva mancare la stella di Betlemme. Bach dice: “Per coloro che si trovano in uno stato di grande angoscia a causa di situazioni che, in un dato periodo, hanno provocato tanta infelicità: lo shock di una cattiva notizia, la perdita di una persona cara, lo spavento per un incidente e altri eventi simili. Questo rimedio porta sollievo a chi rifiuta il conforto degli altri”. Come abbiamo detto pocanzi, l’Amigdala è il bacino di memoria emozionale che collega la memoria alle reazioni emozionali, quindi è nel sanare la memoria del trauma che troviamo risposta e liberazione dal dolore. Star of Bethlehem è imprescindibile.

A questa triade di fiori, a questa mini-formula, aggiungeremmo Aspen nel caso in cui lo ritenessimo necessario. Ho deciso di includere Aspen in questo primo gruppo nonostante nel libro di Orozco quest’ultimo fiore sia stato inserito nel secondo gruppo. Io tuttavia ritengo Aspen un fiore non circostanziale, bensì di base, un fiore importantissimo per le paure inconsce.

Aspen: è una paura soprannaturale, metafisica che non può essere definita né evitata. Di questa Bach dice: “Per quelle vaghe paure sconosciute per le quali non c’è nessuna spiegazione, nessuna giustificazione. Il paziente può essere terrorizzato da qualcosa di tremendo che, secondo lui, sta per accadergli, ma che egli non riesce a definire. Queste paure imprecisate e inspiegabili possono ossessionarlo sia di notte sia di giorno. Chi ne soffre ha spesso timore di raccontare la propria pena agli altri”. Immaginiamo un bambino che ha vissuto una gestazione difficile. Certo non ne ha memoria cosciente, però ricorda la paura, la sensazione di non sentirsi al sicuro in un luogo come l’utero materno, luogo di norma sicuro per antonomasia. Oppure, e mi è capitato, uno stupro su un minore, in cui il bambino interiorizza la figura genitoriale (nel Super Io secondo Freud) come una figura di cui avere paura. Questa diventa una paura dell’Inconscio, la causa viene oggettivamente rimossa, ma la paura resta. Aspen è definitivamente un’essenza di base troppo importante. Va compresa al meglio ed utilizzata.

Questa formula (Rock Rose, Cherry Plum, Star of Bethlehem, Aspen) potrebbe essere assunta nel caso in cui appunto, ci trovassimo spesso coinvolti in momenti di sequestro emozionale in cui vorremmo avere reazioni coscienti che invece vengono paralizzate dall’Amigdala. Esse potrebbero essere anche lievi, non necessariamente tali da innescare un attacco di panico: immaginiamo per esempio quando ci troviamo di fronte ad un persona che troviamo interessante, vorremmo parlarle, invitarla o farci invitare e invece non riusciamo a proferire parola. Dopo, in un secondo momento, scoraggiati, ci ripensiamo e, dandoci degli stupidi, immaginiamo cosa avremmo potuto dire in quel frangente. Siamo stati prede di un sequestro emozionale e non ce ne siamo neppure accorti, tanto impegnati come siamo a fantasticare su quella bella biondina o su quel tipo tanto affascinante.

Quindi: Rock Rose, Cherry Plum, Star of Bethlehem, Aspen (se necessario) con una frequenza di 4-6 volte al giorno, per un minimo di sei mesi.

Cosa? Sei mesi?

Eh si, sei mesi in cui sarebbe bene che tu portassi attenzione alle tue reazioni automatiche per capire, per portare alla coscienza come e quanto cambiano queste dinamiche inconsce automatiche che nel corso degli anni hai utilizzato per rispondere alla vita.

È sempre necessario pensare che molte delle strutture inconsce che utilizziamo sono state apprese durante l’Imprinting, quando ancora il nostro cervello non era in grado di generare le onde Beta (12-35Hz), quelle del conscio attivo, quelle che fanno dire di NO!

Onde Cerebrali

Essenze floreali precognitive situazionali:

A seconda poi della situazione in cui ci troviamo, vengono incluse nello studio alcune essenze che agiscono con la stessa dinamica ma con un’azione causale più ristretta. Sono Holly, Impatiens, Mustard. Fai tu le debite proporzioni e valutate, seguendo il ragionamento su esposto, se hai bisogno di queste ulteriori essenze.

Come vedi, l’impiego dei fiori ha moltissimi livelli di profondità ed è banale ed assolutamente ingiusto relegarli al bancone della parafarmacia o dell’erboristeria in somministrazioni dozzinali che lasciano veramente poco spazio di crescita. Un percorso terapeutico in cui tu sei al centro dell’attenzione è invece sicuramente più produttivo. I nostri esperti possono aiutarti a capire quali fiori ti possono aiutare, fermo restando che il lavoro di consapevolezza emozionale è una tua responsabilità e che se non lo fai tu, nessuno può farlo per te.

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