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panico rock rose

Il panico Rock Rose quando è sommerso

Il panico ha tante intensità.

Questo che sembra un ossimoro, in realtà ha un senso.

Noi siamo abituati a due forme “evidenti” di panico.

L’attacco di panico e il congelamento, la paralisi, il blocco.

Il blocco, per capirci, è quello che arriva agli esami universitari quando sai di non sapere, oppure quando non sai se sapere o meno.

Allora il sistema “Fight, Flight or Freeze” (Combatti, fuggi o congelati) difesa che il sistema nervoso simpatico mette in atto come ultima strategia per permettere la sopravvivenza, ci da adrenalina per combattere o scappare oppure, nel caso in cui il pericolo da affrontare sia troppo grande, ci blocca, come agli esami universitari, oppure come alcune prede di fronte ai predatori, per fingerci morti e sperare così che i predatori non li mangino.

Purtroppo non funziona con i professori, anche se conosco un tizio che ha inscenato la morte della madre per 7 volte prima di essere scoperto.

L’attacco di panico invece, comporta l’insorgenza improvvisa dei sintomi sotto elencati:

  • tremori fini o grandi alle braccia e/o alle gambe;
  • oppressione o fastidio al petto;
  • sudorazione;
  • sensazione di soffocamento;
  • respiro corto o sensazione di asfissia o iperventilazione;
  • sensazioni di sbandamento, instabilità e svenimento;
  • palpitazioni o tachicardia sempre più forte;
  • paura di morire;
  • sensazioni di torpore o di formicolio;
  • paura di impazzire o di perdere il controllo;
  • nausea o disturbi addominali;
  • sensazioni di irrealtà, di stranezza, di distacco dall’ambiente e da sé stessi (derealizzazione e depersonalizzazione);
  • vampate o brividi;
  • forte aumento della pressione sanguigna (ipertensione) o, al contrario, rapido crollo (ipotensione);
  • paura di stare sempre peggio e di non riuscire a riprendersi;
  • sensazione di formicolio agli arti e alle mani (parestesia).

Conosciamo quindi queste due manifestazioni “evidenti” (alcuni di noi, fin troppo bene) e dovrebbe essere inutile dirti che con queste manifestazioni possiamo efficacemente lavorare con i fiori di Bach, spesso anche riducendole drasticamente in poco tempo.

Dovrebbe essere inutile dirlo, ma diciamolo ugualmente che non sia mai che c’è qualcuno che ha attacchi di panico o panico pre-esame e pensa di non fare niente.

Ma lo scopo dell’articolo di oggi è un altro, quello di parlare del “panico Rock Rose quando è sommerso”.

panico rock rose

Dicevo: Il panico Rock Rose ha tante intensità.

È difficile pensare a un panico di tante intensità, proprio perché siamo abituati alle “manifestazioni evidenti” di cui abbiamo detto sopra.

Però proviamo ad immaginare a una persona che convive con il panico Rock Rose da sempre. Che va a braccetto con il terrore da anni.

A questa persona sono successe cose terribili, che gli altri non possono nemmeno immaginare e che ne hanno fatto un habitué del terrore.

Una persona talmente abituata ad avere in fianco il dolore e il timore del dolore, che i livelli di intensità si sono abbassati (e non sono a livello di attacco di panico) ma le manifestazioni esteriori sono:

  • Insicurezza Larch
  • Incertezza Gentian
  • Sensazione di camminare sulle uova Rock Rose
  • Pensieri negativi Gentian – White Chestnut
  • Paure indefinite Aspen
  • dissociazione Clematis
  • e ovviamente panico Rock Rose

Questo quadro di manifestazioni potrebbe farci pensare a un soggetto evitante, poiché manca giusto Mimulus, ma quando ne vedo, probabilmente perché ci sono passato anch’io e le riconosco a chilometri di distanza, non posso non pensare alle matrici perinatali.

Ma cos’è una matrice perinatale?

Secondo lo psicologo austriaco Stanislav Grof, le matrici perinatali sono quella zona della psiche che si trova immediatamente al di là delle memorie biografiche, ovvero quelle della nostra vita, quelle che ricordiamo, e hanno forti connessioni con l’inizio e il fine vita, cioè con la nascita e con la morte.

Grof ha prima teorizzato e poi dimostrato che il feto in utero ha memorie e che queste memorie influenzano la vita del singolo al pari delle memorie biografiche anzi, essendo memorie “emotivamente cariche” tendono a creare esperienze fotocopia, ovvero accadimenti che richiamano a quello originale di forte intensità emotiva, ma essendo al di là della memoria biografica, la persona sente un richiamo di questa memoria tramite un accadimento, ricade nello stato di sconforto che la memoria gli porta, ma non è in grado di risalire alle cause, essendo antecedenti la nascita.

Grof ha utilizzato negli anni 70 la mescalina, per poi passare alla Respirazione Olotropica, una respirazione circolare che induce uno stato di alterazione della coscienza.

Al momento in cui scrivo, io sto studiando le Matrici Floreali Perinatali e le sto già applicando, con i fiori ombelicali, a diverse persone in sessione singola, dove vedo ve ne sia necessità.

Questa è una parte della Floriterapia Transpersonale Evolutiva® di mia ideazione che permette di elaborare traumi, come stiamo vedendo, anche a livello perinatale.

Cosa evidenzia una matrice perinatale nel comportamento di una persona?

Grof dice:

Una scoperta sul livello biografico della psiche emersa dalla mia ricerca è che i ricordi significativi sul piano emotivo non sono immagazzinati nell’inconscio come un mosaico di impressioni isolate ma sotto forma di costellazioni dinamiche complesse.

Per identificarle ho coniato quindi il nome di sistemi COEX, ovvero sistemi di esperienza condensata.

Un sistema COEX consiste in una stratificazione di ricordi provenienti da periodi diversi della vita, caratterizzati da una forte carica emotiva e che condividono emozioni o sensazioni fisiche simili.

Ogni sistema COEX ruota intorno a un tema di base, che permea tutti gli strati e ne rappresenta il denominatore comune. ogni strato contiene quindi variazioni su questo tema di base, che  si è  ripresentato in periodi diversi della vita dell’individuo.

 La natura del tema centrale varia in modo consistente da un sistema COEX a un altro. gli strati di un sistema particolare possono per esempio contenere tutti i ricordi principali legati ai vissuti di umiliazione, degrado e vergogna che hanno danneggiato la nostra autostima.

 In un altro sistema COEX, il comune denominatore può essere invece l’ansia sperimentata in situazioni sconvolgenti e terrificanti, o magari le sensazioni claustrofobiche di soffocamento evocate da circostanze di oppressione o restrizione fisica”.

Sappiamo infatti che la nostra Amigdala organizza i contenuti delle memorie emozionali in una grande mappa a cui ha accesso in tempi decisamente minori rispetto alla corteccia prefrontale.

Immagina che l’inconscio sia un grande registratore, proprio come nel cartone animato Inside Out, in cui insieme alle emozioni, viaggiamo nel cervello di Riley, la ragazzina di 11 anni protagonista, che registra ogni nostra esperienza.

L’amigdala è in grado di richiamare la memoria gli accadimenti registrati con un tempo di molto inferiore alla corteccia prefrontale (che ci permette il pensiero cosciente), facendoci decidere sulla base dell’emozione suscitata in noi dal ricordo stesso. Pensavi di essere libero? Davvero?

Ecco che i sistemi COEX scoperti da Stanislav Grof sono di fatto clusters emotivi che contengono diverse emozioni e reazioni ad accadimenti, che si manifestano nella loro totalità quando l’amigdala li richiama alla memoria.

I sequestri emozionali, ad esempio, ricadono in questa tipologia di sistemi.

Una persona che vive una vita normale, di punto in bianco viene trascinata dentro a uno stato confusionale dove perde la coerenza del pensiero, senza sapere come mai questo accada.

Mi risulta davvero difficile pensare che sia un caso.

Nell’universo il caso non esiste. C’è sempre una ragione anche se apparentemente non sembra.

Allora:

  • C’è un sistema COEX
  • Qualche input esterno lo richiama
  • L’amigdala reagisce
  • La persona ricade nel sequestro emozionale

Viene da chiedersi perché.

panico rock rose

Perché ricadere nel sequestro emozionale quando invece dovremmo sviluppare strategie atte a sopravvivere?

Perché quella È LA MIGLIORE RISPOSTA che l’organismo ha trovato per sopravvivere.

Non sarà funzionale, non sarà efficace, ma siamo ancora qui, siamo vivi (direbbe il buon vecchio Vasco) ehhh.

Allora il nostro buon Rock Rose è abituato al panico sommerso, ci convive da anni e questo lo porta anche ad Aspen.

Io la definisco una situazione di perenne allarme, come se ci fosse sempre una spia accesa, non si capisce quale sia il problema del motore, ma la spia rimane sempre accesa.

Non è sufficiente a scatenare un attacco di panico, ma ogni tanto un sequestro emozionale arriva.

E sequestro emozionale, da sempre fa rima con Clematis che, come ben sappiamo, è parte del Rescue Remedy.

E la persona prova molte soluzioni che risultano essere di scarsa efficacia.

Ovviamente il trattamento non può essere fatto solo di Rock Rose.

Imprescindibile sarà Star of Bethlehem, Aspen, Chestnut Bud, Walnut, etc.

Ma fondamentale è l’intento.

La Mente è qualcosa di stupefacente, un tesoro che soddisfa il desiderio, uno scrigno di ogni possibile cosa. (cit. Franco Battiato)

Con la Floriterapia Transpersonale Evolutiva®, le Costellazioni Floreali®, le Matrici Floreali Perinatali, ho ideato una serie di strumenti atti a portare i miei clienti a contattare queste strutture inconsce responsabili del significato della vita, per poterle rielaborare ed affrancarsi da dinamiche e sistemi COEX che hanno avuto lo scopo di salvare la vita, quando questo era il momento, ma che ora non sono più atte all’evoluzione e vanno riprogrammate per permettere una maggiore libertà d’azione.

Lo scopo di lavorare con i fiori nell’ombelico e le particolari visualizzazioni che utilizziamo, è di permettere alla mente conscia (che governa solo il 5-10% del pensiero) di connettersi con il grande bacino dell’inconscio e dialogarci per poter trovare un’armonia e lasciare che ciò che non ci serve più, possa essere lasciato andare.

Che più persone possano nutrirsene e trovare la felicità.

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