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10 fiori di Bach per chi rimugina

10 Fiori di Bach per chi rimugina

Chi rimugina, elabora a lungo nella mente con insistenza e in modo quasi ossessivo i pensieri, gli stati d’animo, cercando una soluzione che non arriva, vivendo continuamente il tormento del dubbio insistente e forte e ne diventa preda. Spesso non c’è una soluzione per questi stati, che si protraggono finché non cambia la situazione che li ha generati o sopravviene un’altra situazione che ne prende il posto.

I fiori di Bach per chi rimugina, possono aiutarci moltissimo a superare queste situazioni, a patto che si comprenda bene la loro funzione, il metodo e (spesso) che ci si faccia sostenere da un consulente preparato.

Il rimuginare infatti è solo la copertina di Linus di situazioni che hanno cause ben più profonde che andrebbero indagate per essere risolte. Come dico sempre: i fiori di Bach sono semplici, sono le persone ad essere complicate.

L’intervento di un Floriterapeuta preparato che sappia ben discernere la situazione alla base del problema, certo è un valido aiuto, soprattutto se non conosci i fiori. Ti sconsigliamo il fai-da-te in una situazione d’emergenza, magari affidandosi ad un banale test on-line.

Se ti interessa, puoi studiare i fiori per imparare a prenderti cura di te, ma fallo in un momento di serenità, ad esempio studiando il nostro Corso Base sui Fiori di Bach, ma nell’emergenza, nel disagio, il supporto di un Floriterapeuta è, a nostro avviso, sempre preferibile, perché sa dove mettere le mani. Puoi scegliere, ad esempio, tra tutti i consulenti del sito, quello che senti più affine a te.

“Rimuginare” viene da “rimacinare”, ovvero ripassare su qualcosa su cui si è già passati. Questo significa che non siamo in grado di governare la mente che continua con il suo perentorio lavorio, impedendoci di trovare pace. Sarebbe bello fare la classifica dei “10 fiori di Bach per chi rimugina”, in ordine di importanza, ma nonostante la tentazione, non ci è sembrato il caso perché ognuno di essi, a modo suo, ottempera ad un aspetto peculiare del rimuginare. Senza rimuginare, andiamo quindi a cominciare.

10 fiori di Bach per chi rimugina

10 Fiori di Bach per chi rimugina

White Chestnut – è il Re dei fiori di Bach per chi rimugina. Rimuginare fa rima con White Chestnut. Il bianco fiore dell’ippocastano è proprio indicatoa coloro che non riescono a evitare che la loro mente sia costantemente invasa da pensieri, da idee e da ragionamenti che essi non desiderano. Ciò succede di solito nei momenti in cui il loro interesse per il presente non è abbastanza forte da occupare del tutto la loro mente. I pensieri, anche se respinti, ritornano immancabilmente, come in un turbinio, causando una specie di tortura mentale. La presenza di questi pensieri spiacevoli toglie la pace e impedisce di concentrarsi sul lavoro o sul piacere quotidiano”. Queste la parole di Edward Bach nel descrivere White Chestnut. Ecco perché questo fiore è di grande aiuto per chi rimugina e fornirà enorme supporto anche agli altri fiori che seguiranno. Il consiglio infatti è di integrare nella formula White Chestnut ad altri fiori più specifici.

Scleranthus – se White Chestnut è il Re dei fiori per chi rimugina, di sicuro Scleranthus ne è il Signore oscuro (un po’ il Dart Fener della situazione, per spiegarci), perché Scleranthus, o meglio, la persona che ha bisogno questo fiore, vive costantemente dilaniato dal dubbio della scelta. È letteralmente incapace di prendere una decisione duratura nel tempo e questo la rende una persona estremamente indecisa, arrivando a mortificarsi molto per questa condizione. È come se la sua mente fosse un gigantesco vespaio zeppo di pensieri contraddittori che si accusano e attaccano l’un l’altro e la persona è la vittima sacrificale di questo continuo trambusto. Scelgo A o scelgo B, C, D, E? Inevitabile che il White Chestnut di prima sia un valido supporto. Ecco perché all’inizio dell’articolo ho espresso il mio parere sul supporto terapeutico, perché la persona che non conosce i fiori potrebbe, tentata dalle insufficienti informazioni reperite in internet, provare uno solo dei 38 fiori, lamentandosi poi che non funzionano. Scleranthus è una condizione difficile da diagnosticare e gestire anche per un terapeuta esperto. Figuriamoci nell’autodiagnosi.

Cerato – A differenza di Scleranthus, il buon Cerato si riconosce perché i suoi dubbi li esterna. Infatti affliggerà tutti quanti, amici, parenti, colleghi, il partner (povero partner!) con i propri problemi. Ma non cercando di apparire una vittima bisognosa di aiuto, bensì chiedendo: “secondo te? secondo te? secondo te? secondo te?” – Subito dopo avervi chiesto la vostra opinione, resterà dubbioso, avrà la faccia di chi non ha capito niente, non è per niente convinto e, soprattutto, non gliene frega niente del parere chiesto. Si, perché Cerato non chiede per risolvere, chiede per avere un’opzione in più. Un accumulatore seriale di informazioni. È intimamente convinto che più campane sentirà, più grande sarà la festa quando riuscirà a decidere. Ovviamente è vero il contrario. Si sta solo scavando una buca più profonda. Arriverà a chiedere il da farsi alle talpe. Maggiori possibilità, maggiori difficoltà di scelta, maggiore richiesta di informazioni. Altroché rimuginare. Cerato dovrebbe bruciare tutti i libri, gli opuscoli, i dépliant, e cominciare a sentire cosa è giusto per lui. E il fiore fa proprio questo. Consente alle risposte interiori di emergere.

Red Chestnut – Come tutti i Chestnut, anche Red Chestnut ci parla di rimuginamento. Solo che per Red Chestnut è l’emozione il bersaglio, non il pensiero e questa emozione è rivolta alle persone a cui vuole bene. Red Chestnut infatti, teme che possa succedere loro qualcosa di brutto, come un incidente, un disastro ferroviario, aereo, uno tsunami, le cavallette, i fiumi che si riempiono di sangue, e pioveranno palle di fuoco dal cielo. Alleluia. Spesso questa condizione affligge le mamme, ma non solo. Se diventa un abito mentale, si trasmette per consanguineità e allora affligge le generazioni: i figli, i figli dei figli e i figli dei figli dei figli. Amen. Significa che vivere vent’anni con una persona estremamente ansiosa, spaventata, e che rimugina su ogni uscita, esame, boccone ingerito, pigiama party, treno che si prende, lascia strascichi spesso pesanti che poi si rivoltano su loro stessi. Ho visto spesso figlie cresciute da madri Red Chestnut che diventano Red Chestnut a loro volta nei confronti delle madri che invecchiano. La paura è una brutta bestia. Ti mangia i giorni. Questo fiore taglia il cordone ombelicale, aiuta a sciogliere i pensieri ansiogeni di chi rimugina sempre per la salute dei propri cari.

Crab Appleil fiore del melo ornamentale è utile a chi continua a pensare di avere qualcosa che non va. La forbice si apre. Passiamo da chi ha una malattia e non riesce a smettere di pensarci, a chi ha un pochino di pancetta e non riesce a smettere di pensarci, a chi si vede brutta e non riesce a smettere di pensarci, oppure grassa, magra, vecchia, tonda, larga, stretta, alta, bassa, coi capelli bianchi, i brufoli, le stigmate, e non riesce a smettere di pensarci. Ogni volta che qualcuno non riesce a smettere di pensare a quel piccolo fastidioso dettaglio fuori posto, ha bisogno di Crab Apple. Si chiama iperfocalizzazione. Che parolona. Si, l’attenzione è tutta rivolta lì, a quel piccolo minuscolo insignificante dettaglio che ti fa apparire come Donatella Versace dopo 84 plastiche facciali. Il mostro di Lochness, il gobbo di Notre Dame. Ovviamente non è così, ma la mente non riesce a smettere di rimuginare su quel singolo particolare.

10 fiori di Bach per chi rimugina

Willow – la vita è ingiusta. Il trattamento che sto ricevendo anche. Tutto quello che mi capita non è colpa mia. Cosa posso farci se il destino si accanisce contro di me. Sono la persona più sfortunata della terra. Lasciatemi tutti nel baratro, mi raccomando! Possibile che non vi accorgiate che quello che mi è capitato, mi ha impedito di fare diversamente? – Willow è così: una pentola di fagioli che ribolle sul fuoco lento. Non è abbastanza incazzato da cambiare la situazione perché crede intimamente che la responsabilità di quello che gli è successo non sia la sua, quindi non si muove. (ti stai risentendo? Ti da fastidio sapere che la responsabilità è tua e che puoi cambiare?) Ecco, Willow è il rimedio che toglie questa amarezza di fondo e ci restituisce la gioia di vedere il momento presente per ciò che è: una fucina di possibilità in cui siamo noi a scegliere cosa fare del tempo che ci è stato concesso.

Agrimony – Ridere sempre. Sdrammatizzare sempre. Il principe dell’autoironia. A guardarlo così, penseresti davvero che saprebbe ridere di fronte alla morte. E lo fa, in effetti. Probabilmente farebbe battute anche a un funerale per evitare di sentire dolore. Agrimony è così: stempera. Ha così tanta paura di entrare nel conflitto, di sentire dolore, di soffrire, che prende tutti questi aspetti della sua vita e li maschera sotto una grassa risata. È il compagnone, l’amicone, quello che fa sempre ridere tutti, che ha sempre una buona parola per tutti, che però intimamente soffre e cerca di mascherare con la risata il dolore. Il problema di questa persona è che il conflitto non se ne va solo perché ridi. Allora il suo rimuginare è sotterraneo, nascosto. Si manifesta attraverso segnali corporei che anche lui stenta a riconoscere. Tradisce l’ansia. Vorrebbe stare bene, ma non sa come arrivarci. È come se lo star bene fosse dall’altra parte del fiume del dolore e lui non sa nuotare. Allora arranca, annaspa, e ride.

Mimulus – oddio, mi stanno sicuramente guardando … e mi stanno giudicando, lo vedo da come mi guardano. Mimulus ha paura. Una paura fottuta che tutti stiano guardando lui. In realtà invece, ognuno si fa i ca**i suoi, sempre. Eppure il timido evitante Mimulus è convinto che tutti stiano lì ad aspettare una sua mossa falsa, un suo inciampo per giudicarlo e fargli notare quanto è incapace. Questo diventa il centro della sua attenzione (qui abbiamo due fiori di supporto: White Chestnut, di cui abbiamo parlato all’inizio, e Larch, per la mancanza di autostima) che sommata alla paura delle cose del mondo (la malattia, la povertà, il buio, il dolore, gli incidenti, etc.) ne fa un grande rimuginante. Tutto incentrato su sé stesso e su cosa potrebbe succedergli.

10 fiori di Bach per chi rimugina

Hollyè il fiore della vendetta, del sospetto, dell’invidia, della gelosia. Tutte emozioni che, con un poco di permalosità come concime, possono essere coltivate come gustose carotine primaverili. La persona che prova queste emozioni infatti, contrariamente a quanto dicono i libri, non se ne accorge, ma gode come un riccio nel parlare male degli altri, nel cercarne i difetti, nell’inoculare falsa testimonianza e dubbi, nel maledire, nel dividere, nel simulare, in una parola: nell’odiare. Oggi non mi va di essere comprensivo con Holly, perché, come diceva il buon Funari: “Se uno è stronzo, non je puoi dì stupidino – si crea delle illusioni – je devi dì stronzo!” – ecco, Holly, nella maggior parte dei casi è proprio stronzo. Incista le emozioni negative, tutto incentrato com’è a guardare la vita degli altri e farne fricassea … facesse un po’ di pulizia in casa sua, va! E il fiore serve proprio a questo, a riportare un’atmosfera di pace e serenità dove invece imperversa la cattiveria, l’animosità, la presunzione. Ottimo fiore. Andrebbe nebulizzato dagli aerei, al posto delle scie chimiche.

Pine – povero piccolo pino silvestre che non fai mai abbastanza per essere contento. E basta! Queste persone si fanno un mazzo tanto e non sono mai contente, sono sempre convinte che potrebbero fare di più. Va bene che avete l’autostima sotto le suole delle ballerine, ma suvvia … un minimo. Niente da fare, per Pine la vita sarà sempre una salita, ci sarà sempre qualcosa che può essere migliorato, rifatto, arricchito, ottimizzato, potenziato. Sono l’insoddisfazione fatta persona. L’atto del rimuginare è sempre diretto a questo motto: “io non vado bene perché posso fare di meglio!

Siamo giunti al termine della nostra carrellata dei 10 fiori per chi rimugina. Ho scelto questo 10 perché mi sembrano i più forti, quelli che impediscono maggiormente di vivere sereni. Ho escluso ad esempio Honeysuckle che continua a pensare al passato, ma questa non ha la pretesa di essere una guida esaustiva, solo un utile compendio delle situazioni più frequenti.

Un’ultima raccomandazione che ho già fatto, ma che tengo a ribadire: a mio avviso un solo fiore non fa primavera (ne ho parlato anche in questo video, secondo me la Floriterapia unicista è una ca**ta pazzesca, come disse Fantozzi della Corrazzata Potemkin).

Bisogna scegliere un Floriterapeuta che sappia ciò che fa e che ti guidi nella risoluzione del tuo rimuginare attraverso la presa di coscienza delle tue reali problematiche e che sappia far fronte alle eventuali fuoriuscite di emozioni negative. Ma chi siamo noi per dire questo? Vieni a conoscerci!

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