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floriterapia transpersonale evolutiva®

Questa serie di articoli è scritta con l’intento di spiegare in modo maggiormente approfondito la Floriterapia Transpersonale Evolutiva®, tecnica olistica, il cui scopo è appunto come dice la parola stessa, l’evoluzione dell’individuo, la crescita da un punto di vista Transpersonale.

Con la parola “transpersonale” intendiamo la trascendenza dalla persona dalla persona, ovvero il superamento di quelle convinzioni che fanno dell’essere umano semplicemente un uomo, una persona che scompare al termine della propria vita terrena.

Coerentemente agli studi sul buddismo e alle pratiche meditative (buddismo non inteso nel senso di religione da seguire, ma di pratiche da svolgere) ho abbinato la meditazione alla Floriterapia per favorire, alle persone che scelgono di studiare con noi, l’accesso a quelle dinamiche inconsce, o stati, a cui normalmente non si accede se non dopo anni di terapia o di ipnosi.

Io credo che l’universo intero sia composta da mente e che la mente dell’individuo sia il riflesso dell’universo. Credo quindi che l’individuo abbia potenzialmente accesso all’universo intero per tramite della propria mente. In ogni caso, la persona deve partire da sé, dalle sue esperienze e non da ciò che immagina vorrebbe essere.

N.B.: quando uso la parola “credo”, non significa “immagino”. Ogni componente del mio lavoro che ho tradotto in Floriterapia Transpersonale Evolutiva® si basa sulle esperienze e sulle comprensioni che ho raggiunto in meditazione e a cui ho lavorato per integrare la Floriterapia.

Nel primo articolo abbiamo parlato della filosofia alla base della Floriterapia Transpersonale Evolutiva®, ovvero qual è il filo logico che segue il nostro lavoro – lo trovi QUI.

Nel secondo, della struttura della Floriterapia Transpersonale Evolutiva® (da qui in poi abbreviato in FTE®) ovvero come muoversi all’interno dell’ampio spettro di lavoro della FTE® – lo trovi QUI.

Degli scopi della Floriterapia Transpersonale Evolutiva® parliamo oggi.

Lo scopo transpersonale è uno scopo ardito, è una scalata in vetta a sé stessi, non a tutti interessa nonostante la dilagante moda spirituale New Age che niente ha a che vedere con la spiritualità in senso stretto.

La spiritualità non ha nomi poiché trascende i nomi.

La spiritualità non ha concetti poiché trascende i concetti.

I concetti servono come le imbragature e i rampini per portare la mente a comprendere la direzione verso la quale indagare, ma l’esperienza spirituale arriva quando l’essere umano lascia cadere i confini descrittivi del linguaggio e si apre a una dimensione più ampia, o più profonda (non c’è differenza di termini).

Finché rimane aggrappato ai limiti imposti dal linguaggio, l’essere umano è intrappolato nella dualità.

Dei diversi livelli di dualità accenneremo oggi, una cosa importante da tenere sempre presente è il livello dell’interlocutore. Per fare questo sono necessarie delle premesse.

La mente è coscienza universale.

Quando si incarna riceve una serie di limiti relativi all’immagine che ha di sé e in cui si identifica.

Se io sono bianco, non sono nero, e se valuto le persone sulla base del colore della pelle, questo diventa il limite attraverso il quale vedo il mondo.

Questo meccanismo spiega l’identità di ognuno di noi e prende il nome di repressione/proiezione.

Ciò in cui mi identifico è la parte in luce che nasconde la parte in ombra (repressa) che proietto sugli altri.

Una mente debole potrebbe obiettare che effettivamente non sono nero, certo, ma quello è il metro di giudizio attraverso il quale separo il mondo. Gli esseri umani perdono la loro qualità di esseri umani per diventare bianchi e neri.

Altro esempio leggermente differente: una persona che parla con gli angeli sta contattando un’entità fuori da sé, ma questa è un’illusione, non c’è confine. Il confine lo mettiamo noi. Quella persona sta contattando una parte profonda di sé da cui vuole trarre ispirazione. Anche questa è una repressione/proiezione.

Si reprime la parte angelica e la si proietta all’esterno, facendola divenire un’entità a cui credere.

Il problema come sempre è che a fare la differenza è l’esperienza, non il credere o il sentito dire.

E l’esperienza la si fa dentro di sé, perché, come detto, la mente è lo specchio dell’universo.

Mi rendo conto della difficoltà implicita di questi concetti e rimando il lettore al mio libro Trasforma il tuo Albero Genealogico con i Fiori di Bach a cui dedico un intero capitolo o al mio corso Gestire le Emozioni.

Parlando degli scopi della FTE® mi preme, in questo articolo, sottolineare la questione di repressione/proiezione. Repressione è tutto ciò che non accetto di essere, che viene proiettato nell’ambiente circostante. Lo abbiamo detto. Questa forma di pensiero può essere rivolta a ogni struttura nell’universo.

floriterapia transpersonale evolutiva®

Coerentemente con il presente schema ereditato da “Lo spettro della coscienza – Di Ken Wilber – Ed. Crisalide” (l’autore contemporaneo che meglio ha descritto in termini pratici il processo di illuminazione spirituale), l’essere umano può accedere alla propria natura divina risolvendo le repressioni/proiezioni ai vari livelli della coscienza.

Questo non significa che non si producono esperienze spirituali in individui feriti, ma che per accedervi in modo sano e continuativo, è necessario un lavoro profondo a molti livelli, perché è logico che se le ferite assorbono energia ad un certo livello, non ve ne sia disponibile o ve ne sia molto poca per la crescita e soprattutto questa sarà conflittuale.

Se una persona vive conflitti relativi al 4° dualismo (persona –ombra), la sua attenzione è rivolta alla risoluzione di quelle ferite. Ne parlo meglio tra breve.

Se i conflitti insistono sul 3° dualismo (ego-corpo) la persona si dibatte tra ego-anima e corpo.

Se insistono sul 2° dualismo (organismo – ambiente), la sua attenzione punterà più sulla percezione di vivere in armonia con l’ambiente circostante.

Nel 1° dualismo mettiamo in relazione noi stessi all’infinito e all’eterno e di norma, almeno per la maggior parte della popolazione è così, vi è la credenza dell’immortalità dell’anima che lotta con la consapevolezza che tutti noi dobbiamo morire.

Per sciogliere questi dualismi è necessario farne esperienza.

Se una persona ad esempio è preda della propria ferita da rifiuto, non può pensare di dissolvere il 2° dualismo che pone in relazione l’individuo e l’ambiente senza soluzione di continuità. Le sue energie sono prevalentemente impiegate altrove.

Lo spiritualismo New Age che promette di risolvere tutte le ferite in 5 sedute, lascia davvero il poco tempo che trova. È , un’incursione nelle bande transpersonali che riporta un messaggio frammentario e probabilmente rivolto solo a chi lo ha sperimentato, o peggio, una proiezione infantile del bisogno di essere potenti che, a sua volta, è la repressione del valore dell’individuo.

Ritengo questo atteggiamento cieco e disfunzionale perché ciò che è fondamentale nella vita è la consapevolezza. Solo chi “ci mette veramente del suo”, cercando di capire, di rielaborare, di sanare, ottiene risultati duraturi. Agli altri lasciamo la convinzione di aver parlato con gli angeli.

Bisogna essere coerenti. Il nostro attuale lavoro in FTE® con gli studenti, parte da quel livello della coscienza definito 4° dualismo in cui l’essere umano è ferito proprio perché incapace di accogliere in sé la propria ombra.

A questo livello di lavoro, ci occupiamo delle ferite prodotte in questa vita, compiendo l’intera escursione dalla nascita al momento presente. Ne ho parlato in modo approfondito nello scorso articolo.

Le ferite emotive generate dall’imprinting, in seno alla famiglia di origine, dalla nascita e dalla gravidanza, sono limiti che dirigono la mente a funzionare attorno a quei nuclei, proprio perché la mente tenta di chiudere i loop aperti e le ferite irrisolte.

floriterapia transpersonale evolutiva®

Molto noto è il concetto di “movimento interrotto” scoperto dalla psicologa lituana Bluma Zeigarnik. Con Movimento interrotto si intende che la mente appunto, tenta di chiudere gli spazi lasciati vacanti e le ferite emotive in questo senso sono proprio movimenti interrotti.

Mia madre avrebbe dovuto amarmi di più.

Mio padre non se ne doveva andare.

La suora non avrebbe dovuto picchiarmi né il vicino abusare di me.

Tutte queste ferite catturano attenzione e energia e vogliono essere risolte:

1) perché risolvendole, si evolve.

2) perché usano energia che potrebbe invece essere utilizzata per la crescita.

Allora, quante volte abbiamo parlato di Bypass spirituale. Quel tentativo di superare questi aspetti della psiche attraverso il ricorso alla spiritualità. Mentre scrivo, ho ricevuto un commento su FB in cui mi si chiede un parere riguardo una nota tecnica olistica che promette di risolvere tutti i drammi dell’albero genealogico in brevissimo tempo.

Ciao Max, sto leggendo il tuo libro “trasforma il tuo albero genealogico con i Fiori di Bach”. Conosci il theta Healing? Qui l’operatore si collega al 7 piano con il Creatore di tutto ciò che è per chiedere che le ferite ed i traumi del nostro albero genealogico vengano guarite….. e il tutto avviene in una sola seduta. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi”.

Ecco cosa ne penso: L’unica cosa che fa la differenza è la consapevolezza. La consapevolezza dei propri confini. Sapere che siamo tutti Uno non significa avere sperimentato la scomparsa dei confini tra me e l’ambiente, tra la mia mente individuale e l’universo.

Io credo solo nell’esperienza e tutta la FTE® si basa su questo.

Nel momento in cui tu demandi la tua guarigione a un operatore che sale e scende dai piani con l’ascensore, quale consapevolezza hai raggiunto? Cosa te ne fai? Come ti ha cambiato?

Guarigione e consapevolezza sono sinonimi.

Entrare nelle piaghe del proprio albero genealogico, affrontare i conflitti, gli abusi, i traumi, con l’intento di prendere coscienza che sono ciò che sono perché ho attraversato determinate esperienza ha valore.

Farsi pulire l’aura, a mio avviso, non ne ha.

Allora siamo umani, chiariamoci quali sono i nostri limiti. Seriamente. Serenamente.

Soffro ancora oggi all’idea di essere sfiorata da mio padre?

Si? Mi occupo di quello. Quello è il mio scopo.

Non il settimo piano di creazione.

Quali sono le emozioni disturbanti? Quali le sensazioni? E le immagini?

Come reagisco all’idea che questa ferita sia ancora aperta nella mia vita? Ci lavoro.

Per lavoro in FTE® intendiamo mettere i Fiori nell’ombelico e meditare su queste tematiche.

I Fiori di Bach fungono da catalizzatore per amplificare l’esperienza. Ne ho parlato in altre sedi.

Risolto quello, avrò davanti un altro aspetto di cui prendermi cura.

Intanto smetto di fuggire dalla mia ombra, smetto di demandare il compito ad altri, smetto di cercare scorciatoie. Mi occupo di me.

Questo è lo scopo della FTE®. Che le persone si occupino di loro stesse risolvendo le proprie ferite.

Prendendo coscienza dei lati in ombra, con il tempo che ti serve, ti accorgerai che superate le paure di non valere, di non essere amata, di non essere interessante, lì ci sono le tue qualità.

A me interessa che gli esseri umani smettano di avere paura della propria ombra.

Sarebbe già un risultato. Una volta sanato questo rapporto e capito il succo denso che contiene, ovvero che in ombra ci sono le potenzialità nascoste dell’individuo, ci si può occupare di questioni più alte.

E questo non perché io deprechi chi si occupa di questioni più alte, ma perché la forza di gravità delle ferite che ti porti addosso, ti impedisce di vivere a una frequenza vibrazionale più alta. L’attenzione viene sempre riportata al bisogno della mente di risolvere i movimenti interrotti. Questo è un fatto.

Per questo motivo, ho concentrato gli sforzi nello sviluppo della FTE® nell’area della famiglia e dell’imprinting con le Costellazioni Floreali® e nell’ascolto e nella conoscenza delle emozioni con la Scuola delle Emozioni, perché questi aspetti ricadono all’interno del 4° dualismo (persona – ombra) e sono gli elementi di difficoltà più diffusi oggi sul pianeta e devono essere presi in considerazione se vogliamo evolvere.

(Per approfondire puoi cliccare i titoli in azzurro)

Costellazioni Floreali®

Il primo percorso di trasformazione dell'albero genealogico a base di meditazione e fiori di Bach

 

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