la mamma rompe le palle

È giusto che la mamma rompa le palle?

C’è un diffuso discutere di Chicory in ambito floreale. Un discutere che mette spesso le mamme in una situazione di imbarazzo circa il loro ruolo all’interno della famiglia.

Che la mamma rompa le palle è, per definizione, un must.

Ma è vero questo atteggiamento? Oppure sono i figli e soprattutto il marito che non dice mai niente (in realtà poverino, lui gli argomenti non ce li ha proprio), a dover fare un passo indietro e comprenderne i bisogni?

Dopo aver dissacrato la casalinga in questo articolo, oggi torniamo a parlare del tema familiare, anche se l’approccio è in chiave un po’ diversa, ma prima tracciamo il riquadro della mamma Chicory e quello della mamma Centaury.

Bach dice: “Chicory è per coloro che sono molto attenti ai bisogni altrui. Tendono a prendersi eccessivamente cura dei bambini, dei parenti, di amici e trovano sempre qualcosa da rimettere a posto. Correggono continuamente ciò che considerano sbagliato e hanno il piacere di farlo e desiderano intensamente avere sempre vicino coloro che amano.”

Questo significa che, se almeno una volta nella vita, hai tolto un pelucco dal maglione di qualcuno, sei irrimediabilmente compromessa nel vortice di Chicory e che il tuo destino è segnato dal tormento di fallire come madre, anche se non sei madre e hai solo gatti, e che probabilmente stai impazzendo nel vedere il cuscino messo un po’ più a destra.

E invece di Centaury dice: “Centaury è per le persone buone, tranquille, gentili, estremamente ansiose di servire gli altri. Chiedono troppo alle loro energie, quindi si affaticano facilmente. Il loro desiderio di aiutare il prossimo è così forte che tendono a diventare più dei servi che degli aiutanti generosi. Il loro buon cuore li porta a fare più di quello che dovrebbero e, in questo modo, trascurano quella che è la loro particolare missione nella vita”.

Se ricadi invece nel girone delle Centaury, probabilmente marito e figli ti usano come splendido zerbino su cui scaricare tutte le incombenze, le frustrazioni, i bisogni irrisolti che non sanno dove altro cacciare. Perché tu sei troppo buona. Ammettiamolo. E mai e poi mai ti permetteresti di dire che qualcosa non va, o che c’è da rimettere a posto, oppure se lo fai, lo fai con tale flemmatica convinzione, che i tuoi figli ti dicono: “Seeeee, ciao Ma! Io esco!”

Cioè in pratica, non ti si ca*a nessuno. Ma quando hanno bisogno, vengono tutti da te. E non perché glielo imponi come fa Chicory, che sclera, impazzisce se non le si da ascolto, no no, proprio perché, non solo su di te si può sempre contare, ma anche perché sei l’unica che fa davvero qualsiasi cosa. Non ti risparmi mai. Ti sacrifichi sempre per la tua famiglia. Per tenerne insieme i cocci anche quando sembra che il vecchio vaso non potrà essere portato in salvo.

Tu ti fai in quattro, in sedici, in mille pezzi e sopporti, sopporti, sopporti. Tutto.

Queste simpatiche madri, quando assumono Centaury per la prima volta, e la leonessa, tenuta in gabbia per vent’anni, finalmente si libera, addirittura a volte si spaventano delle reazioni che hanno e mi chiedono:

Ma sono io quella lì?

Certo tesoro, ma sei anche molto di più.

È solo che se sei un metro e ottanta e per tutta la vita vivi chiusa in un cubicolo di 30 x 30, quando apri la porta, Dio ci salvi …

Ma la domanda è: “Se sei una leonessa, perché vivi tutta la vita chiusa in un cubicolo di 30 x 30?”

E la risposta la conosciamo: “non vuoi disturbare … ti spiace dire di no … hai paura che poi gli altri si offendano … temi di perdere la loro approvazione … etc. etc.”

Delle persone Centaury, Bach diceva: “Siete uno di quelli che tutti usano, perché per la bontà del vostro cuore non rifiutate nulla? Cedete per amor di pace invece di fare ciò che sapete essere giusto perché non avete voglia di lottare: le vostre motivazioni sono buone, ma vi fate sempre usare passivamente invece di scegliere attivamente la vostra mansione?”

Lui i conosceva già. Sapeva già chi sei. E ha preparato questo fiorellino di campo per venirti in aiuto e liberare la leonessa.

Ma c’è un problema da superare e fin qui abbiamo scherzato. Adesso ci facciamo seri.

Mmm … mmm …

la mamma rompe le palle

È giusto che la mamma rompa le palle?

La struttura caratteriale dipendente, ovvero il ritratto di Centaury con qualche aggiunta di Chicory e di Gentian, di cui ho già parlato in questo articolo, non la vuole la libertà.

Al contrario desidera ardentemente essere rassicurata, e fa questo per paura dell’abbandono.

Allora, se non riesce ad uscire da questo movimento, ritrovando in Sé, anche con l’aiuto dei fiori, un centro di gioia e accettazione, accade una dinamica di cui abbiamo già parlato, che da Vittima si trasforma in Salvatore, cioè in pratica “fa agli altri, cioè che vorrebbe fosse fatto a lei”.

Vuole essere amata, allora ama. E pensa: “se io mi comporto bene, e amo disinteressatamente (???), allora anche tu mi amerai!”

Non fa una grinza, vero?

Il problema per i terapeuti è capire quanta percentuale di Chicory c’è nel carattere della mamma leonessa repressa, per capire come focalizzare il proprio intervento.

Più la mamma è sfruttata da tutti i membri della famiglia e più andiamo verso Centaury.

Più la mamma è sdraiata in poltrona e comanda a bacchetta e più andiamo verso Chicory.

Questa NON è una regola, ovviamente. È solo un esempio volto a far capire che, come terapeuti, dobbiamo essere morbidi, accoglienti e flessibili, per intercettare le sfumature dell’altro, e NON applicando rigidi schemi comportamental-floreali che, a ben pensarci, riflettono solo le nostre insicurezze.

Ovviamente questo articolo è rivolto alle mamme, semplicemente perché a livello statistico, sono più le donne ad entrare in questa dimensione, ma ci sono pure gli uomini, anche se in numero minore.

Allora la mamma ha diritto di rompere le palle?

Lo capiamo dal contesto.

Per questo, analizzare il contesto è sempre di primaria importanza.

Se la mamma è in una posizione esistenziale IO + TU – (ne ho parlato in questo articolo), allora è una Chicory, se, al contrario, è in una posizione IO – TU +, allora ha bisogno Centaury.

Traduco: se la mamma giudica è Chicory, se la mamma viene sfruttata e giudicata, è Centaury.

Allora se ha diritto di rompere le palle, lo dovrà capire con l’uso dei fiori di Bach.

Se rompe già le palle, magari sarebbe interessante considerare le motivazioni di questo agire.

Stai compensando? Vuoi attenzioni? Hai bisogno maggiore considerazione e per questo rimetti a posto tutto in casa? Vuoi che ti dicano quanto sei brava? Vuoi avere tutto sotto controllo? Se si, perché?

Più Chicory.

Non dici mai niente, raccogli calzini e mutande in ogni dove e finisci le lavatrici alle 2 di notte? Hai già preparato il pranzo prima di coricarti e nessuno ti dice mai brava? Ascolti i lamenti e i problemi di tutti ma nessuno ascolta mai i tuoi e ti sembra pure normale?

Decisamente più Centaury (e non dimenticarti di Larch).

Allora l’esperienza mi permette di aver visto molte mamme vessate dalle famiglie per via della loro troppa cortesia e gentilezza, iniziare ad assumere i fiori di Bach, riappropriarsi del loro territorio di leonesse e dire NO!

E questa è certo una delle migliori soddisfazioni del mio lavoro.

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