Seleziona una pagina

Condividi sui Social

le donne che resistonoLe donne che resistono non sono forti.

Se prendiamo un dizionario, alla voce Resistere, troviamo:

resistere – re·sì·ste·re/ verbo intransitivo

1.Contrastare un’azione di forza condotta da altri, opporsi (anche + a ).

  1. fig. Opporsi alla volontà, alle richieste o alle pressioni altrui (anche + a ): r. alle provocazioni; r. alle pressioni dei genitori;

Se sei una donna, ti hanno imposto di resistere.

Già conosco i mantra che ti hanno costretta ad assumere l’identità fittizia della guerriera.

Vengono dall’infanzia e recitano così: “Non piangere” e”devi essere forte”.

Ragioniamo insieme.

Resistere significa, come abbiamo visto, contrastare, opporsi.

Ma ti devi chiedere: opporsi a cosa? Contrastare chi?

Forza e donna, sono due parole che fanno a pugni.

Accoglienza e donna, sono due parole armoniche, che stanno bene insieme.

Nell’accogliere una donna diventa forte.

Oltretutto, e non dobbiamo dimenticarlo, c’è stato il femminismo di mezzo che ha fatto morte e distruzione, cercando di fare diventare le donne degli uomini.

Con gli attributi. Con le palle, per dirla come la dico io.

Il femminismo non è femminilità.

Il femminismo è stata una risposta emotiva di forza conseguente agli abusi perpetrati nei secoli sulle donne.

Il femminismo è maschile.

Io invece sono per l’equilibrio.

La donna dovrebbe avere anche aspetti maschili.

L’uomo, viceversa, anche aspetti femminili.

E questi devono cooperare, non sopprimersi a vicenda.

Ma se quando eri una bambina, ti hanno educata come un bravo soldatino, c’è qualcosa che non va.

Non sei un sergente di ferro, non sei il generale della marina degli stati uniti.

Allora da dove viene tutto questo resistere?

Viene dall’educazione anaffettiva incapace di esprimere ciò che abbiamo dentro, propria della cultura del dopoguerra.

Parliamoci chiaro. I nostri genitori non sono capaci di esprimere le loro emozioni. Per loro è una fatica incommensurabile aprirsi come un fiore a primavera e mostrare la loro bellezza.

Per loro, questo era segno di debolezza.

E per molti, lo è ancora. Ma questo nasce da una zona erronea del tuo pensiero che ti spinge verso l’identificazione con un modello che funziona così.

È un cane che si morde la coda. Le persone pensano male. La società inizia a pensare male. Anche le persone che non pensavano male, iniziano a pensare male.

Non c’è fine a questo bagno di sangue.

Sembra l’ascensore con le gemelline di Shining.

Se i tuoi genitori ti hanno spinta a credere che devi essere forte per sopravvivere, stanno di fatto dicendoti che non vai bene così come sei e questo mette in ombra le tue qualità migliori.

Ti spiego il concetto di Emozioni e Qualità in Ombra che è uno dei fondamenti della Floriterapia Transpersonale Evolutiva®, il primo sistema di crescita basato sull’uso dei fiori di Bach, capace di agire alla radice dell’inconscio per estrarre la bellezza che hai dentro.

Quando qualcuno, in questo caso le figure genitoriali, ti giudica, lo fa partendo dalla propria visione del mondo.

La visione del mondo di chi giudica, è una visione giudicante autoreferenziale.

Eh?

Cosa vuol dire?

Vuol dire che chi ti giudica, sta giudicando sé stesso.

Bravo Max, perché?

Perché il giudizio, come scoprirai quando sceglierai di studiare e lavorare con me, è sempre uno specchio di ciò che abbiamo dentro.

Quando io smetto di giudicarmi, automaticamente smetto di giudicare il mondo esterno, essendo quest’ultimo solamente il riflesso del mio mondo interiore.

Allora un genitore che giudica una figlia, non la sta accogliendo per quella che è (qualità femminile non sviluppata), bensì sta giudicando un proprio lato debole, una mancanza di accettazione di un proprio aspetto interiore.

le donne che resistono

E perché lo fa?

Perché a sua volta è stato costretto a seppellire sotto la sabbia del deserto ciò che sentiva … perché bisogna essere forti, perché bisogna resistere, se no il mondo ti calpesta.

La vera forza, scoprirai, è gestire le emozioni.

Non nasconderle.

Non reprimerle.

Osservarle. Averle davanti e accettare che esistono. E con esse, il dolore che portano.

Perché, sempre osservando le Emozioni in Ombra, ti accorgerai che quando reprimi una parte dolorosa di te, questa cerca di emergere per essere vista.

È la stessa dinamica che accade alla tua bambina interiore che vuole essere vista da mamma e papà per ottenere l’Amore.

Ma papà è troppo impegnato, troppo emozionalmente ignorante, troppo freddo e distaccato, troppo generale comandante. E mamma vuole che tu cresca come lei.

Allora ti giudicano.

Tu prendi quel giudizio e lo porti dentro di te come una forma di Amore Segreto. Come un gioiello nascosto in una caverna, che emette una luce tenue ma costante, e lo guardi per tutta la vita, lo lucidi con un panno di lana.

È l’unico modo per cui ti senti accettata.

Non te ne accorgi, ma dentro di te, si è cristallizzata una convinzione, una zona erronea:

Se quando faccio come dicono, mi accettano, allora sarò esattamente come vogliono mamma e papà.

Diventerò FORTISSIMA.

Le tue qualità in quel momento vanno in ombra. Sparite. Più veloci di un battito di ciglia.

Cioè tu smetti di accettare le tue debolezze come parte della tua integrità e le releghi in una cantina buia e polverosa, dove si mettono le cose che non si usano più.

Questa debolezza però, è parte integrante di te (ti do una brutta notizia), NON la puoi cancellare, sarà sempre lì a ricordarti che non puoi negare chi sei.

Negare te stessa equivale a morire ogni giorno di più.

Il lavoro che ti propongo io, invece è, al contrario, di accettare questi aspetti in ombra, che negli anni, hai sepolto nelle parti oscure di te.

Parti che tu stessa hai giudicato perché le giudicavano i tuoi genitori prima, e poi gli altri in generale.

Questi aspetti di bambino ferito, incompreso, inascoltato, sono le parti di te che chiedono amore e, se ci guardi bene, quando resisti, stai resistendo proprio a loro.

Come se il tuo cuore fosse fuori di te. Spinge per rientrare, ma tu ti opponi con tutta la forza che hai, come se stessi cercando di spingere un masso che pesa una tonnellata, giù da una scarpata. Rendo l’idea?

Quindi nel momento in cui hai accettato di resistere, hai smesso di amarti, di accettarti, di piacerti, perché hai smesso di accettare la tua parte femminile, quella che accoglie.

La femmina è la porta. Il maschio è la chiave.

Per aprire la porta ci vuole la chiave.

Quindi dovrai agire per aprire la porta e ricominciare ad accettare.

Ma quando apri la porta, l’abbraccio del tepore di casa ti accoglie sottraendoti al freddo autunnale.

E tu inizi a sciogliere tutte quelle resistenze che ti hanno rubato i giorni come un ladro nella notte.

Per fare questo, devi capire la tua zona erronea.

Se resisti, sei dalla parte sbagliata della barricata.

Se resisti, ti stai opponendo solamente a te stessa.

Se resisti, le ferite non guariscono.

Come diceva quella canzone degli anni novanta che ti frantumava il cuore come un blocco di ghiaccio che cade dal quarto piano:

Mamma non sa dov’è finito l’amore,

Dice che dev’essere la gioventù che ci fa sentire ancora forti.

Lo vedi nel suo viso, che è diventato ghiaccio, e quando sorride si vedono le linee del sacrificio.

E ora so cosa intendono dire con “il nostro sole comincia a svanire”.

(Through the Barricades – Spandau Ballet)

Mamma è una donna costretta a resistere.

Costretta a reprimersi.

È una donna che ha perso l’Amore perché non le hanno insegnato ad accoglierlo.

Non le hanno insegnato ad essere donna perché questo voleva dire essere debole.

Quelli che ti dicono che devi stare nel presente, continuano a parlare, incessantemente, e non capiscono che la struttura della tua mente è fatta così: è solo capace di resistere.

Allora bisogna che tu faccia un profondo lavoro di revisione delle credenze per lasciare che l’Amore possa manifestarsi nel presente.

Altrimenti continuerai a resistere. Questo è quello che ti hanno insegnato.

Che ti hanno convinta a credere.

Questo non vuol dire far entrare tutti dalla porta, ma questo lo capisci da sola, non te lo devo spiegare.

Quello che ti spiegherò oggi, invece, è cosa fare per cambiare questo punto di vista su di te.

Quando fai il brodo, si forma la schiuma.

La schiuma sono le impurità che vengono a galla.

Lo Chef toglie le impurità.

In gergo tecnico si dice: schiumare.

Da dove bisogna partire per schiumare l’anima che resiste?

Da tutte le ferite che ha dovuto subire perché non si accettava.

Quando tu ti accogli e accogli gli aspetti femminili della tua anima, la durezza si scioglie ed inizi a guardarti sotto la luce di un nuovo Sole: quegli aspetti che tutti valutano come debolezze, assumono un carattere completamente trasformato.

E nell’accogliere sé stessi, qualità splendidamente femminile, c’è la possibilità di portare dentro di sé qualcosa e conservarlo al buio, farlo crescere lentamente, annaffiarlo, per farlo diventare una pianta che si alza forte verso il cielo (maschile), proprio come fa madre terra (femminile) che sembra dormire d’inverno, e invece sta curando la vita.

Questo accogliersi è, prima di tutto, emotivo.

Accogliere quello che ti è successo e che ti ha fatto soffrire, sperimentare tutto lo spettro emozionale di quello che hai sofferto, dalla tristezza alla nausea, alla rabbia, ti farà donna.

Ti farà come la terra.

Solo così potrai far germogliare una nuova vita.

le donne che resistono

Immagina la terra che resiste.

I semi non si radicano, la pioggia non penetra nel suolo, il calore non l’attraversa.

Sarebbe la fine del mondo.

E pensa che la terra è anche capace di assorbire i veleni che l’uomo le scarica dentro e nonostante questo, continua a prolificare.

Quando pensi a come affronterai ciò che la vita ti mette davanti per farti crescere, pensa alla terra.

Pensa a quanto è capace di accogliere e vivi questa connessione.

Non importa che tu abbia avuto una madre dura, un padre anaffettivo, se osservi la terra su cui è posato il tuo ventre, troverai sempre dei maestri eccellenti che ti guideranno verso il tuo meglio.

Quando deciderai di studiare e lavorare con me, ti inviterò a fare questo.

A diventare donna.

Ad accogliere tutto quello che ti hanno insegnato a rifiutare di te, che invece è il tuo tesoro.

Ed è unico.

Perché non c’è un’altra donna come te al mondo.

Impara a celebrare la tua unicità, mettendoti al servizio di te stessa, delle tue ferite e di ciò che hanno da insegnarti.

È un lavoro difficile proprio perché manchi di accoglienza, proprio perché da sempre, resisti e basta.

Quando smetterai di farlo, sperimenterai emozioni forti, sulle prime ti sembrerà di non farcela e ti verrà l’istinto di resistere nuovamente.

Allora, se smetterai di resistere, imparerai a fluire.

Le emozioni negative, la rabbia, la tristezza, l’aggressività, la paura, emergono possenti.

La lezione che dobbiamo imparare è che non si sottomette un fiume con la forza.

Devi arrenderti alla sua corrente e usare la sua potenza come fosse tua.

In quel momento, risplenderai nell’universo intero.

Questa è la Floriterapia Transpersonale Evolutiva®.

Cosa faremo, allora?

Il primo movimento interiore, dicevamo, è schiumare i traumi dall’anima.

Per fare questo, io uso i fiori di Bach.

Ci ho messo un po’ di tempo a capire perché avrei usato i fiori di Bach, circa dieci anni.

Ma alla fine ho capito.

Madre natura che è femmina, contiene e trasforma gli archetipi, donandoli agli esseri umani.

Quindi femminile è la natura, ma lo è anche la capacità della mente di accogliere.

Senza questa qualità interiore, usiamo meno di metà del nostro potenziale.

Il fiore è l’archetipo, ossia la parte maschile di questa bella donna che è la terra.

Il contenuto vibrazionale del fiore ci insegna e ci trasforma.

In Floriterapia Transpersonale Evolutiva® usiamo i fiori per portare dentro di noi un archetipo che proviene dalla natura e ci insegna ad essere noi stessi.

Chicory ci insegna ad amare.

Oak ci insegna a smettere di resistere ad ogni costo.

Mustard ci insegna ad accettare il vuoto come parte dell’esistente e che possiamo non essere tristi per ciò che non c’è.

Gorse ci insegna che c’è sempre un modo per evolvere, se smettiamo di resistere.

Questi quattro fiori sono un piccolo dono per te.

Chicory – Oak – Mustard – Gorse

Puoi farti preparare una somministrazione e metterne una goccia nell’ombelico, prima di coricarti, meditando sulla tua capacità di accogliere.

Questo primo assaggio di Floriterapia Transpersonale Evolutiva®, sono certo ti porterà copiosi frutti.

Quando deciderai di studiare con me, ad aspettarti troverai Gestire le Emozioni – le basi della Floriterapia Transpersonale Evolutiva®, in cui faremo un lavoro approfondito, mirato a schiumare l’anima dai traumi, dalle perdite, da tutte le ferite non rimarginate che ti costringono a resistere.

Qui sotto trovi tutte le info.

Ricorda: non si sottomette un fiume con la forza. Devi arrenderti alla sua corrente e usare la sua potenza come fosse tua.

Condividi sui Social

SI! MANDAMI I 3 VIDEO GRATUITI

INSERISCI IL TUO NOME E IL TUO INDIRIZZO MAIL PER RICEVERE GRATUITAMENTE I 3 VIDEO ESTRATTI DAL CORSO BASE, PRIMA DI DECIDERE SE ACQUISTARLO.

You have Successfully Subscribed!