crisi di rabbia nel bambino

Quale genitore non si è mai sentito sopraffatto dalle crisi di rabbia dei propri figli? La rabbia dei bambini sorprende, imbarazza, allarma, preoccupa.

Che si manifesti a casa o in un luogo pubblico, trasforma in un battibaleno quell’esserino tanto adorabile in una creatura irriconoscibile.

Tuttavia, anche se certe emozioni come rabbia, tristezza, paura, vengono definite negative, hanno una loro funzione e racchiudono sempre qualcosa di positivo. Così la rabbia appare quando qualcosa si interpone tra una persona e il suo obiettivo, o quando qualcuno considera qualcosa come ingiusto.

E’ importante comprendere che tutte le emozioni sono utili e necessarie e la rabbia non fa eccezione: avvisa che qualcosa deve cambiare e motiva la persona ad impedire ciò che considera ingiusto.

Come l’adulto, anche il bambino si arrabbia quando non ottiene ciò che desidera o subisce dei soprusi. A differenza dell’adulto però, il bambino piccolo non possiede ancora né la capacità, né gli strumenti per controllare ed esprimere in modo adeguato le sue emozioni.

Gli studi nel campo delle neuroscienze, spiegano che il cervello del bambino, essendo in fase di sviluppo, è limitato nelle sue capacità.

Daniel J. Siegel, neuropsichiatra infantile, spiega la causa delle crisi di rabbia nei bambini con quella che lui definisce non integrazione a livello cerebrale.

Egli suddivide il cervello in quattro parti: l’emisfero sinistro deputato alla logica, è la parte che formula e organizza i pensieri; l’emisfero destro che presiede l’emotività, permette di provare emozioni e comprendere i segnali non verbali; le aree che si trovano più in alto permettono di riflettere sulle proprie azioni; e infine quelle che si trovano più in basso sono collegate all’istinto e alle reazioni viscerali.

Nel bambino molto piccolo la predominanza va al cervello destro e alla parte inferiore, quella dominata dagli istinti. Ciò spiega il fatto per cui spesso i bambini vengono sopraffatti da emozioni confuse e caotiche.

In questi momenti il cervello non funziona in modo integrato, ovvero con tutte le sue parti che cooperano in modo equilibrato, e pertanto il bambino esprime in modo istintivo ciò che prova. Per questo motivo le crisi di rabbia nei bambini sono così frequenti e a volte spiazzanti.

Queste conoscenze sul cervello ci possono insegnare che esistono due tipi di rabbia: quella che coinvolge il piano di sotto del cervello e quella invece dovuta al piano di sopra. Come spiega il neuropsichiatra, nella prima “il bambino si agita a tal punto da diventare incapace di impiegare la parte superiore del cervello.”

E’ il caso in cui il bambino si infuria, comincia a urlare ed agitarsi ed è completamente incapace di controllare le sue emozioni.

In questi momenti è importante che i genitori siano capaci di mantenere il controllo e la calma, e cercando di entrare in sintonia con il bambino, lo aiutino a calmarsi. Durante le crisi di rabbia nei bambini non serve a nulla rimproverare il bambino o urlargli contro, o anche cercare di farlo ragionare, in quanto la parte del cervello capace di ragionare, in un certo senso non è attiva. Al contrario un atteggiamento amorevole di ascolto, un tono di voce rassicurante, trasmetterà al bambino il messaggio che il genitore mantiene il controllo senza perdere l’autorevolezza.

Una volta sbollita la rabbia e il bambino si sarà calmato, e quindi la parte superiore sarà di nuovo rientrata in gioco, sarà possibile ricorrere alla ragione. E allora gli si potrà chiedere cosa lo ha turbato, incitandolo a spiegare il perché si sia arrabbiato a quel modo e trovare insieme a lui una soluzione.

Questo lo aiuterà a riflettere e a conoscere meglio le sue emozioni.

In questi momenti risultano particolarmente utili due fiori di Bach: Holly, il rimedio che favorendo la pace interiore lo può aiutare a canalizzare e trasformare questa energia collerica, mentre Cherry Plum lo aiuterà ad acquisire maggiore capacità di controllo sulle sue emozioni.

Questi due rimedi possono essere utilizzati anche al bisogno, diluiti in un bicchiere di acqua che andrà sorseggiato all’occorrenza, eventualmente anche dal genitore se sente di essere sul punto di perdere la pazienza.

Nelle crisi di rabbia nei bambini in cui è coinvolto il piano di sopra, invece, è il bambino che intenzionalmente decide di reagire in modo esagerato per ottenere ciò che vuole.

Anche in questo caso è possibile assistere a scene melodrammatiche, con la differenza però che in questa situazione il bambino può mettere immediatamente la parola fine al capriccio nel momento in cui si cede alle sue richieste.

Questo comportamento si differenzia da quello precedente in quanto questo è manipolatorio, è quello che io definisco “il pianto e la disperazione senza lacrime”, che fa molto rumore, ma cessa immediatamente nel momento in cui il bambino ottiene il fine desiderato.

In questo caso la crisi di collera è manovrata dalla parte superiore del cervello, pertanto il genitore, sempre in modo amorevole, dovrà porre dei limiti fermi e aiutare il bambino a comprendere la differenza tra comportamenti appropriati e inappropriati.

Se non si cede alle crisi di collera di questo tipo, pian piano il bambino smetterà di utilizzare questa particolare strategia manipolatoria.

Anche in questa situazione Cherry Plum risulterà particolarmente efficace a moderare le manifestazioni esagerate; mentre Chicory lo aiuterà a modificare quel comportamento manipolatorio facendogli comprendere che anche se i genitori non soddisfano sempre le sue richieste, è ugualmente amato e benvoluto.

Chiaramente per un genitore che ogni giorno si trova alle prese con innumerevoli compiti da svolgere non è sempre facile gestire al meglio ogni situazione, proprio per questo motivo i rimedi floreali risultano particolarmente utili non solo al bambino, ma anche ai genitori, che attraverso l’uso personale delle essenze, potranno trasformare i propri stati d’animo di sconforto, preoccupazione, ansia, nervosismo, in stati più funzionali a se stessi e alla relazione con i propri figli.

E di conseguenza, come sostiene Siegel, potranno trasformare le interazioni quotidiane in opportunità per aiutare i bambini, non solo a crescere, ma anche a “fiorire”.

Bibliografia:
Grossi Daniela, Essenze floreali, dalla nascita all’adolescenza, Edizioni Sì
Siegel J. Daniel, La mente relazionale, Raffaello Cortina Editore
Siegel J. Daniel, 12 strategie rivoluzionarie per favorire lo sviluppo mentale del bambino, Raffaello Cortina Editore

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