smettere di soffrire

C‘è un fiore di Bach per smettere di soffrire?

Questa è una delle domande che noi terapeuti olistici ci sentiamo rivolgere più spesso.

Le persone non la vogliono la sofferenza.

Ma se tutti, da Gesù a Buddha, a Bach, si sono occupati di sofferenza, un motivo ci sarà pure.

La sofferenza e la sua eliminazione sono probabilmente il perno attorno a cui ruota l’esistenza (a parte il sesso).

La paura della morte, di stare male, di ammalarsi, di restare soli, sono spesso le ombre che gravitano sulla nostra vita e ci impediscono di essere felici.

Ma allora la domanda fondamentale è:

Dobbiamo vincere la sofferenza per essere felici, o dobbiamo essere felici per vincere la sofferenza?

Mi viene spontaneo dire che ognuno ha il suo cammino e che generalizzare crea sempre risposte che non ci soddisfano appieno.

Ma allora Max, esiste un fiore di Bach per smettere di soffrire?

A questa domanda, noi terapeuti siamo ormai estremamente preparati e comprendiamo subito qual è il movimento psichico nella mente delle persone che questa domanda la fanno.

Perché se il destino ti tormenta, ti mette costantemente alla prova, sembra quasi punirti, ti toglie affetti, opportunità, Mai’na Gioia, prima o poi uno le palle se le rompe pure e inizia a chiedersi “perché a me?

Ecco allora che dopo anni di pietosi lamenti sull’ingiustizia nell’universo e lo scarica barile sui genitori, i nonni i bisnonni, il destino, Dio, la fisica quantistica, lo sfigatismo protuberante, Uno sceglie di mettersi in cammino.

Magari hai letto un’infestazione di articoli del magico web che ti convincono della Legge d’Attrazione, e ti senti cronicamente più sfigato di prima, perché hai capito che le attrai, e allora inizi a combatterli, i tuoi mostri, intendo.

Ma la mente che ti muove è una mente di rivincita, di riscossa, oppure di esasperazione, di indignazione.

Nel primo caso, inizi a far la guerra ai mulini a vento come Don Chisciotte: vuoi manifestare la tua esistenza, far vedere a tutti quelli che non ti hanno visto per quello che sei, che tu esisti veramente, che ci sei, che hai delle capacità e adesso “vi faccio vedere io”.

Nel secondo caso, opti per la richiesta della cessazione del dolore, “Ti prego Dio, basta così”.

smettere di soffrire

Quante volte mi sono sentito così.

Con addosso il peso del mondo.

Non è piacevole. So che lo sai.

Eppure dentro a quel dolore c’è una lezione importantissima. Per me la più importante.

L’osservazione consapevole.

Il dolore esiste. Non possiamo negarlo. Ed è giusto.

Mi spiego prima di creare una crisi nei commenti e prendere valanghe di insulti dal magico web.

Il dolore è giusto perché è la concretizzazione del sentire che qualcosa non va.

È il modo che il sistema corpo-psiche ha per dire alla coscienza che qualcosa stride.

La scala delle differenze tra i vari dolori percepibili dal’essere umano, mi impone di dirti che se senti un dolore tipo quello da colica, devi evitare di stare lì stoicamente in meditazione aspettando che passi.

Poi scegli tu, noi non ci prendiamo questa responsabilità per la tua vita.

Però al dolore emotivo, spesso anche senza senso apparente, c’è sempre una motivazione che, se noi attualmente non vediamo, probabilmente è perché non ne abbiamo ancora coscienza.

Lo zio Walt (Whitman, cit. L’attimo fuggente), diceva:

Forse che mi contraddico? Benissimo, allora vuol dire che mi contraddico.

Sono vasto, contengo moltitudini”.

Il modello dell’Io-governo di Scardovelli è molto interessante perché presuppone che il conflitto sia generato da più parti dell’Io in dissonanza tra loro.

C’è quindi una parte di me che vuole una cosa e il bisogno di questa parte è in conflitto con il bisogno di un’altra parte.

Non sto dicendo che siamo tutti Scleranthus, ma effettivamente nella pratica, mi accorgo che spesso, persone meno consapevoli, hanno maggiori difficoltà ad andare d’accordo con loro stesse, proprio perché non hanno ancora consapevolizzato le vere priorità della loro esistenza e, guarda caso, sono proprio quelle più facilmente influenzabili dai media, dalle idee vaganti senza senso pseudo evolutive, etc.

Questa società, attualmente anche in ambito spirituale, viaggia molto sulla circonvenzione d’incapace.

Facciamo un intruglio di pseudo informazione, pseudo spiritualità, pseudo legge d’Attrazione, pseudo Angeologia … agitato, non mescolato … ed ecco pronto l’uomo del nuovo millennio.

L’essere di Luce. Poi ci parli e si squaglia come un cornetto al sole.

Nutro seri dubbi che un Uomo di Luce si sciolga al Sole quando ci parli.

Allora, esiste un fiore di Bach per smettere di soffrire?

Edward Bach diceva: “È di importanza primaria che il vero significato di salute e malattia sia ben inteso. Salute è la nostra eredità, il nostro diritto, è la completa e piena unione fra anima, mente e corpo e questo non è un ideale difficile e irraggiungibile, ma talmente facile e naturale che parecchi di noi l’hanno trascurato.

Tutto ciò che è terreno è soltanto l’interpretazione di ciò che è spirituale.

L’atto più piccolo e insignificante ha uno scopo divino.

Ognuno di noi ha una missione divina in questo mondo e le nostre anime utilizzano le nostre menti e corpi come strumenti per compiere questo scopo così che quando tutti e tre stanno lavorando all’unisono il risultato sarà la salute e felicità perfetta”.

C’è una frase in cui sono in disaccordo con Bach, ma è questione di cavilli: quando dice … le nostre anime utilizzano le nostre menti e corpi … io credo invece che sia la mente universale che riflettendosi nell’Anima individuale, persegue i propri scopi evolutivi ma, appunto, sono dettagli.

A parte questo, leggila bene questa frase. Stampatela e appendila.

Bach dice: la completa e piena unione fra anima, mente e corpo … questo significa che per giungere alla salute, questi aspetti, animico, mentale e fisico, DEVONO lavorare in sincrono, seguire la stessa strada, avere un fine comune.

Questa tripartizione è importante e ci aiuta a capire che ci sono persone troppo fisiche, che non danno spazio a sentimenti o pensieri, persone troppo mentali che considerano importanti solo i ragionamenti logici, e così via.

Ma non è possibile esimersi da questa consapevolezza: corpo, anima e psiche, sono tre aspetti di un’unità. Dobbiamo cercare, compatibilmente con i nostri difetti e limiti personali, di farli lavorare all’unisono.

Le percezioni fisiche non sono meno importanti delle emozioni o dei pensieri. Anzi, per il Buddha lo sono molto di più.

Allora perché soffriamo e perché chiediamo un fiore di Bach per smettere di soffrire?

smettere di soffrire

Perché in noi c’è disarmonia tra questi aspetti della psiche (Si, lo ammetto. Penso che il corpo sia una parte della psiche, mea culpa).

Ma tutti i fiori di Bach agiscono in quest’ottica poiché sono strumenti evolutivi.

Come sempre dico, i fiori di Bach sono archetipi, sono idee che provengono dalla natura e che vengono a noi per porci nel confronto tra ciò che pensiamo e ciò che vorremmo pensare ma che, per via dei limiti che ci auto imponiamo, non riusciamo a fare.

Sono come assumere un contraddittorio dentro di noi.

È come se, quando stiamo male, chiediamo a un amico saggio cosa fare.

Il nostro amico ci parla e la sue idea comincia ad entrare in noi e noi iniziamo a dubitare di ciò di cui eravamo convinti, in favore dell’idea del nostro amico.

E quando questo accade, ci arrovelliamo, c’è un conflitto dentro di noi.

E questo conflitto, ci porta sofferenza ma, alla fine, ci aiuta a stare meglio.

I fiori di Bach sono il nostro amico saggio.

Per cui quando mi chiedete “esiste un fiore di Bach per smettere di soffrire?”, la mia risposta è TUTTI.

Ma nessuno di loro inibisce le tue risposte emozionali, impedendoti di sentire il dolore.

Al contrario, permette al tuo sentire di esprimersi, facendoti reagire per muoverti dalla situazione di stallo in cui ti trovi.

La sofferenza è lo stridere interiore responsabile di farci percepire una disarmonia per poterla sanare.

Per decenni, la cultura medica ha voluto sopprimere questo sentire e non ha ancora perso questa abitudine.

Io non ho risposte, se non per me stesso e per chi sceglie di utilizzare i fiori per la propria crescita.

Ma ti chiedo: tu vuoi sopprimere il tuo sentire per godere di una quiete indotta?

Ovviamente c’è situazione e situazione. Mai generalizzare e mai superare le proprie competenze.

Ma quello che fanno i fiori è aiutarti a capire e a sciogliere le disarmonie.

Ci sono molte persone oggi che pur non soffrendo disagi sociali, vogliono migliorare la propria vita e agire in sincrono con la propria anima. Sono forse pazienti questi? O sono solo esseri umani desiderosi di felicità?

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