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Supervisione per il consulente floreale

L’argomento che desidero trattare in questo articolo mi è stato ispirato da questa storiella che ho letto navigando in internet e che consiglio di leggere a chi svolge professioni di aiuto o desidera intraprendere tale professione, nel nostro caso quella del consulente floreale.

In un villaggio indiano c’era un uomo saggio che aveva aiutato più di una volta una certa famiglia …

Un giorno il padre e la madre andarono da lui con il loro bambino di nove anni e il padre disse “Maestro, nostro figlio è un ragazzo fantastico e lo amiamo moltissimo, ma ha un problema tremendo, una debolezza per i dolciumi che gli sta rovinando i denti e la salute. Abbiamo ragionato con lui, discusso con lui, lo abbiamo supplicato e castigato, ma niente sembra funzionare. Continua a consumare incredibili quantità di dolciumi. Ci puoi aiutare?”
Con grande stupore del padre il guru rispose “Andate e tornate tra due settimane.”
Non si discute con un guru, così la famigliola obbedì.
Due settimane dopo tornò dal guru e questi disse: “Bene adesso possiamo procedere”
“Per favore” domandò il padre “potresti dirci perché ci hai fatto aspettare due settimane? Non lo hai mai fatto prima.”
E il guru: ” Ho avuto bisogno di questo tempo perché anche io ho da sempre una debolezza per i dolciumi e per essere in grado di aiutare vostro figlio, dovevo prima affrontare e risolvere il problema con me stesso”.

Rivolgo questo articolo in particolare a tutti quei consulenti floreali che prendono sul serio il proprio lavoro e che desiderano essere dei professionisti seri e qualificati.

Come illustrato dalla storiella, un professionista che svolge una professione di aiuto alla persona, in primo luogo, per poter essere d’aiuto ad un altro, deve necessariamente aver risolto i propri conflitti interiori, altrimenti come può aiutare qualcun altro se in primis non sa aiutare se stesso?

Prima di accingersi ad accompagnare altre persone su un percorso di guarigione e di crescita, bisognerebbe aver lavorato abbondantemente su di sé e comunque continuare a farlo, perché la crescita personale è un processo continuo che non ha una fine, si può sempre migliorare e continuare a farlo.

Proprio per questo motivo a coloro che svolgono professioni d’aiuto è particolarmente utile la supervisione.

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Supervisione per il consulente floreale – Di cosa si tratta?

Il termine supervisione viene usato generalmente per denotare una specifica attività professionale effettuata da un professionista con competenza in materia che ha come oggetto il lavoro che, in questo caso il consulente floreale, svolge con i suoi clienti.

Pertanto la supervisione è un’esplorazione dell’attività di un consulente floreale con i suoi clienti, da parte di un professionista (un floriterapeuta con competenze in materia) che supporta, stimola e insegna, con l’obiettivo di incoraggiare lo sviluppo di competenze professionali e una migliore qualità nell’aiuto ai clienti.

La supervisione è un necessario “obbligo” a cui adempiere per monitorare, non solo il proprio lavoro di relazione di aiuto, ma anche il proprio processo di crescita ed evoluzione personale, che deve essere costante in chi svolge tali professioni, in quanto non è possibile portare un cliente laddove non si è ancora arrivati.

L’atteggiamento equilibrato, empatico, incoraggiante, non può realizzarsi solo ed esclusivamente nelle occasioni di lavoro, nelle quali si indossano le vesti del professionista e si tira fuori tutto quello che si ha studiato e imparato.

“Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo.” diceva Gandhi.
E per chi si occupa di relazioni d’aiuto non può essere che così.

Ciò può non essere sempre semplice e proprio per questo per coloro che svolgono questa professione c’è la supervisione.

Infatti in questo lavoro non bisogna mai sottovalutare che:

  • Si lavora con persone che, nel momento in cui chiedono aiuto, sono vulnerabili e si trovano in un momento di debolezza e bisogno. In questo caso periodiche sessioni di supervisione, non solo permettono al consulente floreale di essere più efficace, ma rappresentano anche una tutela per i clienti.
  • Si possono incontrare clienti confusi che confondono il consulente stesso. In questo caso il supporto e le indicazioni del supervisore aiutano a fare chiarezza.
  • Si può entrare in burnout senza rendersene conto. In tali circostanze l’aiuto del supervisore è fondamentale, per tutelare il consulente e di conseguenza il cliente.

Il supervisore, che in questo caso sarà un floriterapeuta con specifiche competenze in materia, attraverso una o più sessioni di supervisione, fornisce al consulente floreale un supporto emotivo e gli strumenti adatti affinché egli possa svolgere il suo lavoro al meglio. Dove per meglio si intende tutelare i suoi clienti e farlo crescere professionalmente sia nella pratica che nella teoria.

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La supervisione per un consulente floreale non è obbligatoria, ma è imprescindibile per fare bene il proprio lavoro.

Il consulente floreale, specialmente se all’inizio della sua attività,  può trovare particolarmente utile la figura del supervisore perché può aiutarlo a strutturare meglio il passaggio dalla teoria all’applicazione pratica delle nozioni apprese durante gli studi, specie se non è stato possibile durante le lezioni fare esperienze pratiche.

Ma non solo all’inizio della propria attività è utile questa pratica. Infatti una riflessione critica sul proprio operato è utile in qualsiasi momento: come  indica il termine supervisione, visione dall’alto, osservare ciò che succede da un punto di vista differente aiuta a far luce su zone d’ombra che possono ostacolare il processo terapeutico.

La supervisione è dunque uno spazio indispensabile per lo sviluppo della pratica professionale, tanto a livello iniziale come a livelli più avanzati.

Ma quando è utile richiedere una supervisione?

  • Quando si verificano sessioni in cui si avverte troppa fatica o ci si trova in difficoltà nella relazione con il cliente
  • Quando ci si trova ad avere dei dubbi su come accompagnare la persona nel suo processo di guarigione
  • Quando si vivono emozioni molto intense durante le sessioni con un particolare cliente
  • Quando si percepiscono limiti nello svolgere il proprio lavoro che ostacolano la crescita professionale
  • Quando si hanno dubbi rispetto le formule floreali e le modalità di assunzione
  • Tutte le volte che si sente la necessità di avere un supporto per se stessi e per il proprio lavoro

La supervisione deve dunque far parte di un processo di sviluppo professionale indispensabile per svolgere al meglio il proprio lavoro. Un aiuto importante per riconoscere i propri modi di agire e le emozioni provate nella relazione con il cliente, al fine di poter intervenire con efficacia su se stessi e sull’altro, perché come sosteneva il Dr. Bach “per guidare gli altri nella lotta contro i problemi, le avversità, le malattie, la persecuzione e così via, bisogna sempre possedere una conoscenza più grande e un’esperienza più profonda di quelle, Iddio non voglia, che i suoi seguaci debbano mai patire.”

Se desideri una supervisione con Daniela Grossi, puoi visitare la sua pagina.

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