Star of Bethlehem:

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“Per coloro che si trovano in uno stato di grande angoscia a causa di situazioni che, in un dato periodo, hanno provocato tanta infelicità: lo shock di una cattiva notizia, la perdita di una persona cara, lo spavento per un incidente e altri eventi simili. Questo rimedio porta sollievo a chi rifiuta il conforto degli altri”.

Da diverso tempo mi occupo di Dermoriflessologia®. Il mio modus operandi con i clienti, è cambiato molto nel tempo, al crescere delle mie competenze, si è naturalmente modificato il mio modo di lavorare. Per questo, spesso mi capita di utilizzare i fiori di Bach durante le sessioni di Dermoriflessologia, sia per bocca che sulla cute.

Questo caso è accaduto non molto tempo fa e vede un uso “inusuale” (scusa il gioco di parole) di Star of Bethlehem. Quello che è accaduto ha del’incredibile per i non addetti ai lavori, invece per noi che siamo avvezzi al “Power Flowers”, al potere dei fiori, questa è quotidianità … una bella quotidianità.

Devi sapere che durante una sessione di Dermoriflessologia® (se vuoi maggiori informazioni, puoi visitare il mio sito personale cliccando QUI), lo scopo dichiarato è quello di accompagnare la persona al proprio piano astrale, cioè alle porte del proprio inconscio, in modo che sia lei stessa ad entrare in contatto con le risposte che le servono per evolvere. È una tecnica incredibilmente potente, oltre che molto sicura, poiché permette un contatto profondo con Sé stessi senza tuttavia mai forzare i limiti auto-imposti dall’inconscio. È veramente solo una guida verso le proprie risposte.

L’ho definita integrata perché ci sono volte in cui utilizzo due gocce di Crab Apple sulla pelle mentre stimolo il sentimento della vergogna per far si che la persona possa prendere coscienza, ci sono volte in cui utilizzo i “suoni binaurali” per portare più facilmente la persona ad un livello di profondità a cui fatica ad arrivare; spesso uso EFT per sciogliere traumi, ci sono volte invece in cui mi avvalgo del training autogeno per far si che il corpo fisico possa rilassarsi completamente, e così via.

Nella sessione di cui ti parlo oggi, è avvenuto un episodio molto interessante per chi si occupa di fiori. Eravamo già in abbastanza in profondità con questa cliente che ha già ricevuto diverse sessioni quando, ad un certo punto, le arrivano alla consapevolezza delle immagini come di una lastra di metallo che le ricopre una parte del torso. Porto sempre molta attenzione alle immagini che l’inconscio ci permette di vedere: esse sono il simbolo della disfunzione di cui soffre la persona. Ebbene, questa placca spessa di metallo andava, nell’immaginario della persona, dal pube, fin quasi al collo. Allora, come faccio sempre, utilizzo le tecniche energetiche per sciogliere questa immagine che impedisce alla persona di andare maggiormente in profondità in Sé. Prediligo EFT-Integrata in questo caso e utilizzo apposite frasi indirizzate all’immagine della placca di metallo che, in meno di un minuto, ci permettono la rielaborazione di questa “energia congelata” e fanno letteralmente scomparire la suddetta placca.

Allora accade una cosa abbastanza ovvia: siamo in astrale, la protezione è stata tolta, la persona viene a contatto diretto con la ferita, cioè vede rimossa la placca, e quello che le si para davanti è nientemeno che la visione della ferita stessa. Vede le sue interiora, rosse di sangue. Vede una ferita antica, profonda, ma viva e presente, come se quella placca fosse stata lì per anni a proteggere dal contatto con questa ferita.

Le chiedo di restare presente, di evitare di fuggire e mi viene un’idea.

Star of Bethlehem: un uso pratico.

Le chiedo se mi permette di somministrarle dei fiori di Bach. Previo suo assenso, le chiedo di aprire la bocca e le verso quattro gocce di Star of Bethlehem nel cavo orale direttamente dalla stock bottle. Passa meno di un minuto. L’effetto quindi è immediato.

La visione della ferita scompare completamente e compare invece la figura di una donna vestita con abiti giapponesi, sdraiata come su una foglia. Ho un’altra intuizione e le chiedo:

“È un tuo antenato?”

Lei scoppia a piangere evidentemente consapevole di aver centrato l’argomento, ovvero ciò che attiva la sofferenza, e diversi meccanismi inconsci iniziano a sbloccarsi. La sessione è proseguita per altri 20 minuti circa in cui abbiamo lavorato efficacemente sul ristabilirsi dell’equilibrio della persona dopo le prese di coscienza avvenute.

È stato fantastico. Parlando di fiori, quello che mi ha colpito è l’aver constatato in prima persona che Star of Bethlehem, somministrato “direttamente sulla ferita” agisca immediatamente sul piano astrale, cioè sull’inconscio, sul piano animico della persona, senza che trascorra tempo in mezzo. È vero, questo è un caso particolare dove l’impiego “atipico” di Star of Bethlehem ha dato risultati incredibili e subitanei perché il terreno è stato preparato da una sessione efficace e svolta consapevolmente. Quello che invece ci accade normalmente è che noi non percepiamo il lavoro dei fiori perché non siamo così a contatto con la nostra Anima. Ma questa è la riprova che i fiori di Bach funzionano. Non c’è stata alcuna induzione da parte mia, se non un rilassamento. Tutte le immagini visualizzate dalla persona, sono state libera e spontanea identificazione di un disagio bio-elettrico visualizzato dall’inconscio tramite simboli e Star of Bethlehem, in questo caso, ha agito esattamente come mi aspettavo che facesse. Incredibilmente bene!

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