quando la coppia scoppia

In copertina: Gli amanti – Marion Fayolle

Quando la coppia scoppia.

Breve vademecum relazionale al profumo di fiori di Bach

Ogni individuo ha fame.

E queste tre fami, secondo lo psicologo canadese Eric Berne, ideatore dell’Analisi Transazionale, sono:

  1. la fame di stimolo: tutti gli esseri umani vanno alla ricerca di stimoli e sensazioni;
  2. la fame di riconoscimento: ognuno di noi ha bisogno di sapere che esiste, che non è un fantasma in mezzo agli altri;
  3. la fame di struttura: come strutturare il tempo nelle ore di veglia.

L’individuo che vuole quindi saziarsi di queste tre componenti, gli stimoli, il riconoscimento, la struttura, comincia ad esplorare il mondo intorno a sé.

Mondo che all’inizio è prevalentemente composto dalla propria famiglia di origine: madre e padre. E siccome …

siamo mammiferi, il bambino apprenderà osservando, dal comportamento dei genitori, le regole dell’attrazione, della comunicazione, dell’empatia (dell’antipatia) e della relazione.

Mamma e papà litigano? Per il bambino “la norma” è il rapporto litigioso. Mamma e papà vivono la sessualità in modo represso? Per il bambino “la norma” è reprimere la sessualità. Alla via così.

Per questo motivo, fare un lavoro su di Sé, per liberarsi dai condizionamenti generati dalla famiglia di origine, è sempre una buona idea. Ne parleremo più avanti. Ora torniamo alla fame, perché in giro, di questi tempi, ce n’è tanta.

In effetti, lavorando quotidianamente con le persone, ma anche a cena con gli amici, chiacchierando del più e del meno al bar, non è possibile non accorgersi che uno dei problemi più pressanti a cui sono sottoposte le persone oggigiorno, è proprio la fame di stimoli, di riconoscimento e di struttura. In adulti considerati sani, produttivi, con famiglia, e che quindi dovrebbero sapere cosa vogliono davvero e sapere come ottenerlo, assistiamo oggi invece a un alto tasso di relazioni “compensative” dove uno o entrambi i membri della coppia chiedono, anzi pretendono, sollecitazioni, attenzioni e consigli su cosa fare della propria vita.

Quando la coppia scoppia: la nevrosi infantile.

Questa pretesa è dichiaratamente infantile ed è il risultato di non essere stati saziati di queste attenzioni quando si era piccoli. Perché il bambino che viene saziato di queste attenzioni, impara in automatico a saziarsi da sé, e poiché interiormente ne comprende il meccanismo, saprà, una volta diventato adulto (in senso transazionale), come fare per stimolarsi, riconoscersi e strutturarsi. Ma il bambino che non ha ricevuto soddisfazione a questi tre stimoli, probabilmente cadrà in quella che Giulio Cesare Giacobbe, autore tra l’altro di “Alla ricerca delle coccole perdute“, chiama “nevrosi infantile“, ovvero una perenne insoddisfazione derivante dalla ricerca di queste benedette coccole e imputata, da adulti-non adulti, al partner.

Allora, alla piccola principessina azzurra vorace mantide in cerca di affetto, non resta alternativa che lanciarsi sul povero malcapitato indifeso peperone i cui scopi sono la “puccia del biscotto” e l’essere tenuto pulito, essendo maschio anaffettivo incapace di esprimere le proprie emozioni, in quanto ancora considerate “debolezza” da un retaggio contadino ottocentesco portato dai padri dei padri dei padri. Cioè, lui l’affetto, lo esprime così. È un bambinone, in fondo.

Quindi abbiamo una donna teoricamente adulta con una nevrosi infantile che vuole affetto, comprensione, protezione, soddisfazione, aiuto in casa, il cavaliere, l’amante focoso solo nel weekend, il pigiamone con le serie tv durante la settimana. Praticamente un cicisbeo.

E abbiamo un uomo teoricamente adulto con una nevrosi infantile che vuole una mamma che gli stiri le camicie e un’amante focosa tutte le sere. E soprattutto che non rompa le pa**e con i discorsi strani e le richieste. Praticamente una badante.

Abbiamo quindi due individui che chiedono all’altro di essere ciò che hanno bisogno per rimanere dove sono.

Per vivere una relazione felice invece, dobbiamo prendere questi due individui che chiedono incessantemente all’altro il soddisfacimento dei propri bisogni infantili, e aiutarli a capire che hanno la possibilità di DARE all’altro, anziché chiedere.

Se imparassero a dare, il ricevere sarebbe una semplicissima conseguenza.

Ma cosa stanno facendo INCONSCIAMENTE i due individui, che giorno dopo giorno li porta alla frammentazione del loro rapporto, fino ad arrivare allo scoppio della coppia?

quando la coppia scoppia

In copertina: Les Amours Suspendues – Marion fayolle

Quando la coppia scoppia: la proiezione di Sé.

La struttura della mente, in verità, è molto semplice da comprendere a livello teorico.

La mente universale, l’uno, per prendere coscienza di Sé, si frammenta nei 10000 esseri. Ovvero per permettere la creazione, bisogna per forza separare in forma dualistiche. L’uomo e la donna, il bianco e il nero.

Ma pur essendo parte della totalità, ci sono parti di me che, per via della dualità, non riconosco come mie e che quindi non sono me.

Se sono povero, non posso essere ricco (in effetti potrei essere spiritualmente ricco, ma questo è un altro discorso). Quindi se mi identifico in una parte, disconosco l’altra che automaticamente va in ombra.

Ogni corpo proietta un’ombra, quindi senza una adeguata integrazione di Luce e ombra, mi ritrovo ad identificarmi con le parti in luce (che è come vorrei essere) senza integrare le parti in ombra (che è come sono davvero). E non stiamo parlando necessariamente di difetti. È la mente che li percepisce come tali perché ha appreso dai genitori a giudicarli come sbagliati.

Quando la coppia scoppia: le storie comuni di noi esseri umani

La principessina della nostra storia ha imparato quindi che siccome non ha ricevuto l’amore che pensava di meritare, allora non merita l’amore, ma visto che non accetta di confrontarsi con questa sgradevole realtà (per risolverla), la proietta addosso al nostro peperone, implorandolo prima di essere amata e fustigandolo dopo per non essere stata amata (come avrebbe voluto).

Quello che la principessina non capisce è che per tanto amorevole possa essere il cicisbeo, la ferita da mancanza, lui non la può proprio curare. Solo lei, entrando nella sua “selva oscura” (non ridete), potrà ritrovare quella bambina ferita ed iniziare a darle quell’amore che non ha ricevuto.

E questo vale per tutte quelle caratteristiche che il genitore anziché sostenere, ha affondato.

“Non vali abbastanza” – “dove pensi di andare vestita così?” – “Chi vuoi che ti prenda?” – e altri epiteti ricchi di vulgar linguaggio …

Al cicisbeo non è andata meglio.

A lui hanno spiegato proprio bene, con diagrammi di flusso, grafici, etc. che nella società non conta nemmeno come il due di picche a briscola. Gli hanno messo sulla testa, come una corona, l’idea che per stare bene avrebbe dovuto prendere una laurea e un impiego fisso, poi sposarsi e fare un figlio. E lui si ritrova ancora sporco di cioccolata, teletrasportato in una nanosecondo da Gardaland alla Fiat, senza capire chi è, dove si trova. COSA CI FACCIO IO QUI?

E prima si accomoda, mette su casa, passa dalla mamma alla moglie in un click (ma non se n’è mica reso conto), la prende in tutte le posizioni canoniche, fa il fatidico figlio e poi si accorge che lei è cambiata. Che non è più quella “famigerata sporcacciona” che lui voleva tanto, allora la sostituisce, prima in segreto, poi pubblicamente, poi ricomincia la trafila.

Il cicisbeo della nostra storia voleva solo essere accolto, guardato con amore, capito e accettato dalla sua mamma e invece nella sua percezione è stato addirittura usato e poi messo da parte a macinare rancore e a lavorare per il mantenimento dei figli.

È evidente che non era pronto per fare il genitore.

Perché la questione non è fare il genitore, è “essere un genitore“. E genitori si diventa dopo essere stati prima bambini e poi adulti.

“non so prendermi cura di me” – BAMBINO

“so prendermi cura di me” – ADULTO

“mi prendo cura degli altri” – GENITORE

Questa maturazione può avvenire solamente se l’individuo risolve la sua nevrosi infantile di “pretesa di essere amato” e inizia ad amare.

Quando la coppia scoppia: il copione esistenziale

L’adulto non maturato fino allo stadio di adulto, è bloccato nel suo copione. Sia la principessa che il cicisbeo, in pratica, ripropongono continuamente le strategie che hanno appreso nell’infanzia, anche quando queste sono palesemente fonte di dolore e di conflitti. Stanno ancora cercando di essere amati da quel genitore che non li ha amati, e hanno proiettato questo sentimento sul partner.

Nel linguaggio floreale il bambino per antonomasia è Heather, è il capriccioso, è il pretenzioso, incastrato nella paura della solitudine.

Poi c’è il bambino adattato, cioè quello che si fa andare bene tutto pur di non perdere l’attaccamento e quindi l’amore, che è CentauryLarchGentian.

Poi ovviamente c’è Chicory che è l’archetipo dell’Amore condizionato da queste dinamiche e quindi non libero.

Di loro ho già parlato in questo articolo.

Ovviamente lavorando sull’albero genealogico con le Costellazioni Floreali®, non possiamo non sottolineare che spesso, proprio a causa del copione, quindi della ricerca dell’amore genitoriale, si incappa in relazioni specchio, dove il partner ha le “sembianze emozionali” della madre o del padre. Si ricalca inconsciamente il copione per prenderne atto, per riviverlo e guarirlo, anche se spesso non ci si riesce, proprio perché non si è consapevoli.

Lavorare con i fiori di Bach alla guarigione dell’albero genealogico, chiaramente ci aiuta a cambiare il copione e a sanare la ferita.

Se ti interessa lavorare insieme a noi con le Costellazioni Floreali®, qui trovi l’articolo che ne parla, e qui sotto puoi metterti in una WAITING LIST ed essere informato quando il percorso sarà disponibile.

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