Gli errori diagnostici sminuiscono il valore dei Fiori di Bach

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errori diagnostici fiori di bach

Nel 1989 Dietmar Kramer fece un errore diagnostico grande come un asteroide che impatta il pianeta terra e uccide milioni di persone.

Sono passati trent’anni.

In molti sembrano non essersene nemmeno accorti.​​​​

Dietmar Kramer subì una spinta da parte del proprio maestro Götz Blome.

Blome da alle stampe il suo “Advanced Flower Therapy: un approccio scientifico alla diagnosi e al trattamento” in cui, cito, elenca 200 combinazioni clinicamente provate di essenze di fiori di Bach per il trattamento di condizioni specifiche.

Bach si sta rivoltando nella tomba, che sembra l’omino del calciobalilla quando rulli.

Rullare al calciobalilla è vietato dalle leggi internazionali.

Ebbene, dagli studi con Blome, Dietmar Kramer da alla luce con suoni di tromba, il suo capolavoro:

“Nuove Terapie con i Fiori di Bach”!

Nel Volume 1 – Relazioni dei fiori tra loro, fiori esteriori ed esteriori – propone le fantomatiche TRAIDI.

Rullo di tamburi, non di calciobalilla.

Un nuovo modo per spiegarci come i fiori si possano combinare tra loro, bada ben, bada ben, bada ben, in funzione di come le persone reagiscono agli accadimenti della vita.

Caro Dietmar, caro caro Dietmar, vieni che ti faccio le care sulla testa.

Cito, parlando di Agrimony (AGR): “Lo stato Agrimony subentra qui come compensazione dello stato Rock Rose (RRO). La paura e il ricordo di un possibile trauma che può riemergere, vengono rimossi”.

Dopo 15 anni di terapia floreale, non hai nemmeno voglia di discutere.

Sapete com’è, quando qualcosa diventa in te una competenza inconscia, cioè il tuo pane quotidiano e senti dire delle boiate, non hai voglia di discutere del nulla.

Figuratevi se poi, come me, sei mancino e antisociale.

In questi casi, va dato Star of Bethlehem (SBE). Punto. Fine della discussione.

Il libro in questione è pieno di teorie abbarbicate sui nidi degli uccelli.

I fiori di Bach per fortuna stanno più in basso.

Le teorie non servono. Serve l’osservazione.

Il cadavere del povero Bach ormai è su un girarrosto.

Ma qual è l’incommensurabile errore diagnostico del nostro caro Dietmar che ha influenzato generazioni di floriterapeuti in erba e che ancora adesso si ripercuote nelle menti inconsapevoli di chi si approccia all’uso dei fiori per sé e per gli altri?

Sono tanti.

Di certo uno dei più grossolani è stato attribuire a Mustard (MUS) il ruolo di “Fiore per la depressione endogena” e a Gentian (GEN) quello di “Fiore per la depressione esogena”.

Questo errore è ancora oggi nelle prime pagine delle ricerche di Google e influenza negativamente l’uso dei fiori.

Di Mustard, Bach dice:

“Mustard è per coloro che sono soggetti a periodi di malinconia o addirittura di disperazione, come se una nube fredda e oscura gettasse un’ombra cupa su di loro offuscando la luce e la gioia di vivere. Non è sempre facile trovare una spiegazione razionale a queste crisi”.

D qui la lampadina di Kramer: “Mustard è per la depressione ENDOGENA! Eureka!”

Di Gentian, invece Bach dice:

“Gentian è per coloro che si perdono facilmente d’animo. Possono anche migliorare progressivamente nella loro malattia o nei loro affari quotidiani, ma il minimo ritardo od ostacolo che si presenti genera in loro titubanza e causa confusione e scoraggiamento”.

Essendo questa condizione meno forte della precedente, allora attribuiamogli la depressione ESOGENA! Via!”

No. Sbagliato. Fine della discussione.

Anche Orozco ha speso moltissime parole in merito, finendo poi nella stessa trappola di definire troppe categorie.

Il povero Bach ormai flippa come un boomerang.

Questo è quello che non capite dei fiori di Bach e non c’è niente da fare. Non lo capite.

Smettete da subito di attribuire sintomi ai Fiori di Bach e parlate con le persone.

Cercate di mettervi al loro livello di sofferenza per comprenderla veramente.

Cosa passa in quella persona che la rende disperata o incapace di seguire i suoi compiti, i suoi ideali?

Avrete già un quadro sull’uso (o meno) di Mustard e Gentian.

Qualche weekend fa, ho frequentato un corso sulle Costellazioni Schizofreniche, il modo che ha utilizzato il dottor Hamer (bada bene, non Kramer) per definire il cambiamento comportamentale sulla base dei conflitti biologici.

Siccome molti dei miei colleghi di corso sono venuti a conoscenza del mio lavoro con i fiori, a pranzo mi hanno posto domande.

Il tenore è stato più o meno sempre il solito:

Quale fiore useresti per togliere questo sintomo?

Il mio cadavere ha cominciato a rivoltarsi nella tomba pari a quello di Bach.

Primo non sono un medico.

Secondo non lo voglio diventare.

Terzo, io non voglio togliere nessun sintomo.

Non c’è nessun sintomo da togliere.

La malattia non è un male.

È il corpo che utilizza la capacità di auto guarirsi, aumentando o diminuendo pezzi di sé.

La domanda vera, il vero campo d’azione dei fiori, che quegli ignoranti del CICAP non possono capire, per via delle fette di salame che hanno davanti agli occhi, è:

Cosa provi vista la presenza di quel sintomo?

“A quale frequenza vibri in questo momento?”

Ah già, le vibrazioni, la pseudoscienza, i complotti, voi insultate l’intelligenza umana facendo trucchi da stregoni su chi è così debole da non poter distinguere.

Cento anni di fisica quantistica e ancora questi non hanno capito che tutto vibra.

Cosa cavolo bisogna fare per mettergli del sale in zucca a questi?

Niente, a un certo punto smetti di discutere con chi non capisce.

Quindi, tu che stai leggendo ora, si, mi rivolgo a te (era ovvio, stai leggendo tu) se tu vuoi che i fiori di Bach ti GUARISCANO dalla malattia, vai a fare l’interferone e non mi disturbare che ho cose più importanti da fare.

Se invece, contrariamente a tutto quello che pensi, vuoi cominciare a ragionare, devi fare un passo nel tuo abisso personale. Buio come il vuoto dell’Universo.

Questo abisso che fa paura a tutti è il tuo sentire.

Se tu vuoi davvero usare i Fiori di Bach e ottenere benefici, hai bisogno di imparare a sentirti.

Sentirti significa:

Quale emozione provo per via del fatto che ho questo sintomo? Quale emozione mi genera disagio?

E tutti mi rispondono: “Immobilità. Oppure .. Rigidità. O ancora … non lo so.”

LE EMOZIONI.

Dovete imparare ad ascoltare le EMOZIONI.

I Fiori di Bach agiscono a livello vibrazionale sulle emozioni, non sui sintomi.

I sintomi regrediscono o aumentano da soli, non c’è bisogno che facciate niente.

Occupatevi delle emozioni.

Allora tutto il sistema di Bach vi sarà chiaro in un attimo.

“Se siete soggetti a periodi di malinconia o addirittura di disperazione, come se una nube fredda e oscura gettasse un’ombra cupa su di voi offuscando la luce e la gioia di vivere e non è sempre facile trovare una spiegazione razionale a queste crisi, avete bisogno di MUSTARD”.

È davvero facile, ma non lo volete capire.

Dovrebbero farvi la tessera onoraria del CICAP.

Su questi grossolani errori diagnostici sono basati tutti gli insuccessi ottenuti con i fiori.

Einstein disse: Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido.

Per comprendere realmente i Fiori di Bach è necessario svuotarsi dei preconcetti circa la natura della malattia e della medicina e soprattutto smettere di pensare che i fiori guariscano i sintomi.

Possono intervenire sul corpo e Orozco lo ha dimostrato, ma il focus è quale vibrazione ci sta attraversando in un dato momento.

Un’ultima citazione significativa sempre da Kramer, dal libro già citato, pag. 60 dell’edizione italiana:

Le persone che hanno bisogno di Sweet Chestnut sono totalmente disperate”.

Bach dice di Sweet Chestnut (SCH):

“Sweet Chestnut è per quelle persone che, talvolta, sono preda di un’angoscia così grande da sembrare insopportabile o pare che la mente o il corpo siano spinti al limite della resistenza e debbano cedere”.

Mentre dice di Gorse (GOR):

“Per casi di grande disperazione. Queste persone hanno rinunciato all’idea che si possa ancora fare qualcosa per loro. Anche se arrivano a sottoporsi a terapie differenti per obbedire a qualcuno o per far piacere a qualcun altro, continuano a ripetere di avere ben poche speranza di miglioramento”.

E di Mustard abbiamo già detto in precedenza.

Angoscia e disperazione sono due emozioni diverse e occupano territori diversi. Ma è sufficiente dire a una persona una parola sbagliata per mandarla fuori controllo. Ad esempio se dite a uno arrabbiato: “non ti arrabbiare” commettete il più grande errore d’empatia possibile. Figuriamoci con un fiore.

Figuriamoci se un terapeuta ha basato trent’anni dei propri studi sul dare un fiore per l’angoscia a chi è disperato o viceversa.

Di terapeuti che commettono questi errori banali dovuti a scarsa capacità di approfondire, ne ho visti a bizzeffe.

Le basi, proprio.

Tirate voi le somme circa l’uso corretto delle parole e della comprensione e della comprensione dei fiori.

E se desiderate usare i Fiori di Bach, in primis, studiateli.

Prendetene coscienza.

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