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fiori di bach formula miscela

Sono oramai 12 anni che studio i fiori di Bach e, per certi aspetti, mi sento un novellino.

C’è sempre da imparare dalla natura: quando ti sembra di aver concluso un ciclo di studi e lo metti in pratica, scopri che ci sono nuovi modi di implementare quello che sai, nuove strade da esplorare e quand’anche pensavi che oltre quello non potevi andare, ti si aprono nuova fantastiche porte. E questo è per ogni materia che studiamo nella vita.

I fiori di Bach invece, secondo il loro scopritore, sono un modello chiuso.

I 38 sono il culmine di uno studio durato una vita e possono essere considerati la quintessenza della floriterapia, ma la strada non finisce lì, infatti, nel tempo, altri studiosi hanno ideato altri sistemi floreali che si occupano di altri aspetti della psiche non presi in considerazione da Edward Bach.

Possiamo affermare quindi che il medico gallese è stato il papà della Floriterapia e quindi, per estensione, il papà di tutti noi. Ci ha fatto da mentore, ci ha spiegato la prevalenza dello spirito sulla materia, ci ha guidati nel cammino della natura alla scoperta di quanti magnifici doni questa può donarci, quando scegliamo di affidarci alle sue grandi e sicure mani.

Le tre grandi correnti di studiosi di Fiori di Bach degli ultimi 20 anni

Tre grandi correnti sono emerse dal genio di Bach che ne hanno continuato il grande lavoro:

  • Mechtild Scheffer, sicuramente la più grande studiosa aderente al metodo originale trasmesso da Bach,
  • Dietmar Kramer, con i suoi binari, le sue teorie prese da Gotz Blome, suo mentore, ideatore delle Floriplexe, miscele volte ad armonizzare il comportamento,
  • Ricardo Orozco, riconosciuto in tutto il mondo come uno dei massimi divulgatori del messaggio di Bach, fondatore della scuola spagnola e sostenitore della psicodinamica floreale e dei territori.

Da queste tra grandi correnti tutti abbiamo attinto per imparare i fiori di Bach, il loro utilizzo e come massimizzare gli effetti del nostro lavoro con le persone, ma la Scheffer resta in assoluto la mia preferita.

E lo fa perché sceglie di non categorizzare, di non mettere un confine, di non sezionare la psiche in cassetti, seguendo il naturale bisogno della mente di capire razionalmente cosa sta avvenendo.

I principianti ragionano così: essi necessitano di guide e le guide le hanno ma non se ne accorgono, non si rendono conto che le definizioni originali di Bach contengono tantissime informazioni relative al “quando assumere un fiore”, proprio perché realizzate per un pubblico prevalentemente analfabeta di pescatori  e contadini, sono adatte ad essere comprese dalla maggioranza di noi che invece vogliamo molte più parole, molti più cassetti, molte più suddivisioni.

Abbiamo bisogno di capire prima di sperimentare.

Le persone mi scrivono dicendomi che non sanno quali fiori prendere e che hanno confusione nella testa perché gli sembrano tutti importanti allo stesso modo, e allora vogliono capire come sciogliere il bandolo della matassa prima di assumere i fiori, perché hanno paura di sbagliare.

Io che mi sono avvelenato con una preparazione di alloro e sono finito al pronto soccorso, posso dirvi in completa serenità, che i fiori di Bach NON vi uccideranno poiché sono tutti innocui. Potete tranquillamente sbagliare somministrazione, ma niente vi darà l’impagabile frutto dell’esperienza come provare e sbagliare. Provare e sbagliare. Cadere, Rialzarsi e ancora provare e sbagliare.

Come tutti quelli che arrivano ai 12 anni di somministrazioni floreali, ho fatto un sacco di cazzate.

E ne vado fiero.

Tutti gli errori sommessi, altro non sono se non esperienza accumulata e questo mi ha permesso di arrivare a definire un mio modo di lavorare, unico, inconfondibile, che è la Floriterapia Transpersonale Evolutiva®.

A un certo punto, dopo anni di Orozco, ho deciso che alcuni aspetti delle sue teorie non mi andavano più bene ed ho scelto una strada diversa che ora mi sta dando tantissimi risultati.

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Il problema del creare una teoria è sempre che la mappa non è il territorio

Il problema del creare una teoria è sempre che la mappa non è il territorio.

Orozco, lo sa, io lo so, moltissimi studenti invece prendono la struttura e la applicano così come l’hanno studiata, non trovando poi un vero riscontro nella persona, che è altro dalla teoria.

La persona è sempre un composto di moltissimi fattori che non si trovano mai sulla carta e il vero approccio con la persona è sempre l’ascolto. Per questo motivo ci stiamo impegnando per far si che le persone imparino ad ascoltarsi.

Si, perché quando si sceglie la strada dell’ascolto, all’inizio si fatica, ma una volta che si è interiorizzata la capacità di ascoltarsi, tutto diviene semplice come bere un bicchier d’acqua con dentro 4 gocce di fiori di Bach.

Allora molti principianti che mi scrivono, cercano un modo per essere sicuri dei fiori che assumono; da una parte perché sperano che gli venga subito sottratto il dolore di cui soffrono e dall’altro perché sperano di non sbagliare.

Ma sbagliare è un processo fondamentale per crescere. Senza errore non c’è evoluzione perché non c’è riconoscimento della propria natura.

In natura non c’è errore, nell’essere umano, dato che c’è Ego, c’è maschera e quindi c’è la possibilità di comprendere quali errori abbiamo fatto. Siamo l’unica specie sulla terra che può fare questo e spesso non ce ne rendiamo conto, fino al punto che siamo sull’orlo di una crisi mondiale.

Gli animali, le piante seguono l’istinto, non possono sottrarsi dall’aderire alla natura, ma l’essere umano può astrarre, è libero di scegliere se sbagliare o se ricongiungersi alla natura. La sua natura.

E Bach con i suoi fiori ci ha sospinti verso questa comprensione: possiamo sbagliare, è umano, possiamo capire dai nostri errori cosa è meglio per noi.

Ma non siamo una scatola chiusa sempre uguale: non siamo una ricetta né un farmaco, siamo un insieme di forze e possiamo attraverso la comprensione delle nostre emozioni, riconoscere cosa genera in noi un certo tipo di risposte.

Per questo motivo, quando parliamo di fiori di Bach, non c’è una formula prestabilita, ma un insieme di esigenze che è nostra responsabilità accogliere e trasformare, anche grazie all’aiuto dei fiori.

Il nodo però che il principiante deve scogliere è imparare ad ascoltarsi, a sentire le varie emozioni dentro di sé, prenderne coscienza, comprendere la rabbia, la tristezza, l’ansia e smettere di fuggire via da queste sensazioni, imparando ad accoglierne il senso profondo grazie ad un sapiente uso dei fiori di Bach.

Ed è decisamente più semplice lavorare un’ansia, un’angoscia che derivano da un lieve cambiamento lavorativo, ad esempio.

L’ho visto succedere ormai migliaia di volte, 2-3 giorni dei fiori giusti e tutto passa. Diverso invece è lavorare la struttura caratteriale che affonda le sue origini nel rapporto con i genitori, nell’imprinting, nelle matrici perinatali.

Allora la strada più proficua da percorrere per il principiante non è studiare pedissequamente i fiori di Bach come se fossero all’esame di Analisi 1, invece occorre porre l’attenzione a sé, all’ascolto delle proprie istanze interne, ovvero delle proprie emozioni, sentire davvero, permettendo alla propria verità personale di emergere, di venire alla luce e di dirci come agire, come comportarci.

Questo ci voleva dire Edward Bach che infatti, ad esclusione del Rescue Remedy o Rimedio d’Emergenza, non ci ha lasciato ricette, non ci ha lasciato schemi.

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Come ci si orienta quindi per scegliere i fiori di Bach?

Ci si mette in ascolto di sé e si lasciano emergere le emozioni che proviamo dentro di noi.

Questo è il modo che spaventa la maggior parte degli utenti inesperti che vorrebbero invece un facile, veloce e infallibile metodo per togliersi di dosso quel peso, senza però accoglierne la responsabilità.

Vuoi guarire, ma non vuoi la responsabilità di ciò che ti fa soffrire.

Ma se vuoi percorrere la via dei fiori (che detto così, sembra la via della spada giapponese, una roba da Samurai, tipo …) allora devi diventare responsabile verso te stesso di ciò che senti (e nei nostri corsi ti insegniamo come fare, ovviamente) e allora i fiori di Bach da assumere ti saranno davvero chiari in modo facile.

Bach diceva: “La responsabile del nostro bene è solo la nostra anima e la cura che vi rivolgiamo; possiamo essere sicuri che c’è soltanto un peccato, quello di non obbedire ai dettami della nostra propria divinità. Questo è il peccato contro Dio e il nostro prossimo. Questi aneliti, intuizioni, desideri, non sono egoisti; riguardano noi stessi, sono sempre giusti per noi e ci portano salute nel corpo nella mente”.

Bach ci sta dicendo quindi che dobbiamo imparare ad ascoltare noi stessi, i nostri bisogni, le nostre vere necessità. Fatto questo, somministrarci i fiori sarà un gesto davvero naturale.

Perché i fiori sono facili. Sono gli esseri umani ad essere complicati.

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