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fiori di Bach e fiabe - Barbara Gulminelli

Fiabe e fiori di Bach: Io desidero!

I fiori di Bach servono non tanto a eliminare dei difetti, ma soprattutto ad sviluppare delle qualità. Grazie a essi possiamo imparare a vivere in modo sempre più consapevole, presenti nel momento, ispirati dalla vita che seguiamo in una sorta di danza. Possiamo così sviluppare un percorso di crescita che ci porterà sempre più soddisfazione e gioia, consentendoci di essere davvero noi stessi. La via delle fiabe e dei fiori di Bach”, da poco pubblicato, spiega tutto questo con tanti esempi pratici, mostrandoci come la nostra vita sia simile al percorso dell’eroe delle fiabe, che passa da innumerevoli prove senza perdere mai la speranza, sostenuto da riti magici che corrispondono poi alla propria ispirazione. Si tratta di un percorso in sette tappe, delle quali la prima è la comprensione dello scopo, della motivazione che ci anima. Questa motivazione va trovata non in modo razionale, ma attraverso un ascolto profondo della propria interiorità: verso cosa tendo? Cosa mi anima e mi fa intimamente vibrare? Inizieremo così a capire che esistono sempre infinite possibilità, molte più di quelle che pensiamo! L’atteggiamento mentale giusto, è quello di considerare la domanda non come una carenza(“mi manca questo”), ma piuttosto come un’opportunità (“posso sviluppare questo, vivere questa esperienza”).

Durante questo percorso, assumiamo anche i fiori di Bach, che possono essere presi nella consueta diluizione (3 gocce di uno o più rimedi in 30 ml. di acqua e alcool) per un periodo di almeno 3 settimane, dalle 2 alle 4 volte al giorno. Anche se è possibile abbinare più rimedi, consiglio di sceglierne uno o al massimo due, perché ciascuno ha una sua specifica vibrazione e mescolare troppi impulsi non porta a un chiaro risultato. Ecco alcuni rimedi per vedere più chiaro nei nostri obiettivi:

* Agrimony per chi fa di tutto per farsi andare bene le cose, indossando una maschera di falsa allegria. È chiaro che non stiamo parlando della vera gioia e profonda accettazione delle situazioni, cose e persone così come sono, che è un (raro) punto d’arrivo dei veri saggi! La persona Agrimony semplicemente non vuole vedere le proprie ombre, non lascia emergere le emozioni negative e preferisce cercare distrazione ed evasione per non affrontare tristezza, dubbio e solitudine.

* Centaury per chi non riesce ad affermare la propria volontà – e spesso nemmeno a riconoscerla – perché tende a seguire piuttosto i bisogni degli altri bisogni degli altri. È dunque un rimedio che serve prima di tutto ad individuare i propri bisogni e legittimarli. Solo da qui può avere inizio l’ascolto della propria interiorità, che porta a porsi dei veri obiettivi.

* Gentian per chi è sfiduciato nei confronti delle possibilità offerte dalla vita, dunque altamente bloccante in ogni tipo di decisione. Si tratta di un’incapacità a vedere positivo e, più profondamente, ad accettare la vita così com’è, nella sua realtà, che quindi appare triste e scoraggiante.

* Hornbeam per chi si sente stanco e demotivato, quindi non trova nessun possibile scopo. Si tratta in effetti di uno stato nel quale il mentale prevale sulle emozioni e sugli istinti, dando luogo ad una sorta di frustrazione che rende impossibile il contatto con la vera realtà e spegne la vitalità.

* Scleranthus per chi si sente indeciso e quasi paralizzato nel porsi obiettivi e intraprendere azioni, preso dal dilemma della scelta tra due possibilità diverse e apparentemente opposte. Vi è in effetti un distacco tra le emozioni, divise tra impulsi contraddittori e la mente, angosciata perché si sente incapace di decidere. La grande lezione che invece la mente deve imparare è di lasciare spazio al i capirà così che non esistono scelte giuste e scelte sbagliate, ma solo differenti esperienze.

* Wild Oat per chi non riesce ad individuare i propri obiettivi, perché profondamente non è all’ascolto delle proprie emozioni e bisogni, lasciandosi invece affascinare da possibilità e progetti sempre nuovi. È allora importante imparare a centrarsi, trovando il proprio fulcro dal quale scaturisce ogni vero obiettivo, ogni scelta fatta dal cuore e non attraverso il mentale. Le possibilità esterne saranno allora accolte e vissute in pieno, ma senza perdere di vista la propria centratura, che anzi andranno a nutrire, poiché ogni situazione che ci arriva è parte di noi e in qualche modo ci serve e ci corrisponde.

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