energia della pianta

L’ energia della pianta, ovvero imparare ad attendere la natura.

La maggior parte dei floriterapeuti non si sporca le mani di terra e questo è, a parer mio, un grande handicap.

Solamente la natura è la nostra insegnante suprema. Ci fa conoscere molte cose.

L’energia della pianta ci fa conoscere la pazienza.

Perché solo andando nei campi a preparare i fiori ti puoi rendere conto di quanto il tempo della natura sia diverso da quello degli uomini.

Oggigiorno noi siamo troppo abituati a trovare le cose pronte nello scaffale del supermercato e questo ci allontana dal vero tempo della natura.

Quello del piantare, dell’innaffiare, del concimare, dell’attendere e del raccogliere. Un tempo “umano”.  Un tempo cui non siamo più abituati.

Spesso ci limitiamo ad essere consumatori di prodotti che troviamo preconfezionati e che usiamo, e questo ci priva di un rapporto fondamentale con la terra che invece è sostanziale alla sanità e alla felicità.

Essere responsabili della filiera di ciò che mangiamo, almeno in parte, è sicuramente un modo per stare bene. Certo non sempre questo è possibile, ma rendersi conto del tempo che è necessario a produrre il cibo, o i fiori di Bach in questo caso, ci aiuta davvero a comprendere dimensioni che abitualmente non notiamo.

Qualche tempo fa, ho visto un documentario bellissimo: “Un altro mondo” di Thomas Torelli, te ne allego un breve spezzone. Mi è piaciuto molto. Ha ribadito dinamiche in cui credo e che per persone come te e come me (non ti conosco, ma posso presupporre che se sei qui, hai un certo interesse per il benessere e la natura) sono davvero importanti.

“Un altro mondo” – lo trovi sul Giardino dei Libri

PREPARARE i fiori ha dentro l’energia dell’attesa, dell’esperienza, della pazienza, perché quando ti trovi a visitare lo stesso fiore per diversi giorni, perché non è fiorito o non ci sono le condizioni climatiche per poterlo cogliere e trasformare, capisci istintivamente dentro di te che sei un ospite su queste terra.

Che quella quercia è nata prima di te e probabilmente sarà ancora lì quando tu te ne sarai andato.

E con generosità, ogni anno ti elargisce i suoi fiori, i suoi doni, per permetterti di aiutare le persone.

E questa, senza dubbio, è una delle espressioni più alte e sopraffini di questa terra di cui tutti noi siamo figli. Piante, animali, umani, microbi.

Tutti, senza distinzione, godiamo i frutti del creato e quando impariamo i tempi della natura, ci dimentichiamo, anche se per breve tempo, i tempi degli uomini e le loro nefandezze.

Gli stupri, i furti, l’empietà, la moralità da baraccone, il commercio degli schiavi e le lavoratrici del sesso.

Di tutto questo, la quercia … che ne sa?

Nonostante tutto quello che gli uomini le fanno, la natura continua incessantemente a concedere i suoi fiori e frutti.

A tutti. E davvero a volte basterebbe guardarsi davvero dentro, risuonare alla vibrazione della natura, per essere a posto così.

Di cos’altro abbiamo davvero bisogno?

Di quiete, di respirare, di sentire gli uccelli cantare.

Preparare i fiori di Bach ti porta ad ascoltarti ed ascoltare di più.

L’ energia della pianta non puoi non sentirla. È lì che ti parla. Costantemente.

Solo i sordi non la sentono e solo i ciechi non la vedono.

Tutti così impegnati a preparare medicinali di sintesi, si sono completamente dimenticati della natura.

E lo chiamano progresso.

Lavorano come forsennati 345 giorni l’anno, chiusi in enormi grattacieli di metallo, per poi andare a respirare in un bosco per 20.

energia della pianta

L’ energia della pianta ti connette.

Le piante sono il sistema nervoso della terra. Le radici sono connesse alla terra e le fronde al cielo. Questa unione di Yin e Yang non è solamente un concetto filosofico distaccato dal reale, ma è una percezione vera e propria per chi si permette di ascoltarla.

Solo che siccome la maggior parte di noi questa connessione l’ha repressa nelle profondità dell’inconscio, chi invece la manifesta, viene preso per pazzo. Ma essa è vera. È reale come fare le carezze a un bambino.

Ringrazio profondamente le piante che mi concedono i loro fiori per preparare i rimedi.

L’ energia della pianta ti spiega cosa è sacro.

Sacro è ogni cosa che viene resa sacra dall’uomo.

Infatti ad esempio non concordo con chi critica i sacrifici rituali che venivano fatti nei secoli addietro.

Se il gesto contiene una sua sacralità, questo lo rende atto a una trasformazione intrinseca.

Ovviamente non ha più senso se portato ai giorni nostri, però se osserviamo come vengono trattate le bestie nei macelli, possiamo senza dubbio vedere che il sacro non c’è.

E quell’energia viene portata in chi ne assume. Chi sente, lo sa.

Entrare nella dimensione della preparazione dei fiori con rispetto cercando di starsene da parte, senza interferire con la natura o facendolo il meno possibile, con la consapevolezza che quei rimedi verranno assunti da chi ne ha bisogno e che questo li aiuterà a stare meglio, rende sacra la preparazione, nel senso che l’intento positivo che ci mettiamo, risuona poi nella materia.

A questo cambio di paradigma stiamo lentamente arrivando, ognuno con i suoi mezzi e tempi. Ognuno di noi nel rispetto della propria missione e venuta qui.

Ti invito a leggere sulla memoria dell’acqua e a guardare l’esperimento del riso di Masaru Emoto che ho condotto qualche anno or sono.

Dimostra empiricamente che l’influenza dell’intento porta a un cambiamento di paradigma.

La fissità della scienza che richiede un trial in doppio cieco, dovrà prima o poi arrendersi all’evidenza che non tutto è misurabile in quel modo, invece l’ostinazione a categorizzare tutto in parametri misurabili non può per definizione categorizzare le emozioni, ad esempio.

Perché se anche avessimo tutti e due rabbia 10, la mia rabbia è per forza diversa dalla tua e questa rabbia non è scientificamente dimostrabile.

Ma i fiori di Bach agiscono sulle emozioni e per le emozioni non esiste un trial in doppio cieco.

Esistono molti strumenti di valutazione psicologici che i professionisti possono usare, ma alla fine, come dice Giuliana Mieli, il cliente ha bisogno di essere esposto ad un campo affettivo sano per poter sviluppare le proprie qualità individuali e sanare le proprie ferite.

E l’ energia della pianta questo ce l’ho insegna. Relazionandoci con le piante noi orientiamo il nostro magnete nella direzione della spontaneità, della sincerità, che diventano poi spiritualità e quindi, come dico in questo altro articolo, riportando le parole di Bach, di salute.

Quello che ha fatto Edward Bach ha dell’incredibile se guardato con gli occhi dell’uomo contemporaneo. Questo individuo che sfidando tutto e tutti, ha ideato un metodo di cura che ancora oggi non ha espresso appieno il suo intero potenziale.

Ma se guardiamo al druido, al mistico, ci accorgiamo che come molti altri, Bach è semplicemente entrato in relazione con la natura, seguendo la sua natura e ha invitato tutti noi che lo seguiamo e lo stimiamo, a fare lo stesso.

Buon viaggio.

è solo perché abbiamo abbandonato la via della Natura per quella dell’Uomo che abbiamo sofferto, ma ci basta compiere il cammino inverso per essere liberati dalle nostre afflizioni. In presenza della via della Natura, la malattia non ha potere”. (Edward Bach – 1933)

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