come essere più felici nella vita

Come essere più felici nella vita nel minor tempo possibile (usando anche i Fiori di Bach)

Ho appena ricevuto questa mail da una lettrice, in cui cambio i nomi e qualche parola per la privacy:

Ciao sono Silvia, ho già lavorato su di me in passato con poco successo visto che continuano a manifestarsi emozioni di mancanza di autostima, sensazione di perdere occasioni, ecc.

Sto osservando i miei bambini e temo di avergli trasmesso questo modo di vedere la vita.

Anche mio marito ha fatto diversi percorsi ma è come cristallizzato e non riesce a risolvere i suoi problemi.

Voglio provare il vostro metodo per riuscire a superare quello che tra psicanalisi, corsi di crescita, fiori ecc non hanno risolto. vorrei sapere se è più indicato il corso delle costellazioni o quello delle emozioni. Grazie.

P.s. Ho già acquistato il tuo libro sull’albero genealogico.


Ricevo queste mail in continuazione, ogni santo giorno. Se dovessi stilare una hit parade delle richieste di aiuto che ricevo da 16 anni a questa parte come terapeuta prima, formatore poi e ideatore di percorsi di crescita ora, direi che l’argomento di cui tutti mi chiedono, può riassumersi in una singola frase:

La ricerca della felicità

Prova per favore per un secondo a immaginare che non ci sia alcun paradiso, nessun inferno, se ci provi è facile.

Sopra di noi solo il cielo. Immagina tutta le persone che vivono solo per l’oggi, per il momento presente.

(Si, è John Lennon, poi ne parliamo)

Immagina di vivere in questo paese in cui non reagisci con odio o rancore quando qualcuno esprime un’idea politica diversa dalla tua, ma l’accogli in pieno rispetto e pacatamente ci discuti per capire e non per avere ragione.

Immagina che la sua idea diversa dalla tua non scateni in te alcuna reazione di disagio, come la bile verde, gli occhi di fuori, il disgusto, ma che tu, circondata di fiori, emani profumo di rose ad ogni sguardo e cogli il buono di tutti.

Vedi l’anima di ognuno e ne metti in risalto le profonde possibilità.

Di tuo marito che non vuole fare quello che tu pensi sia giusto per lui.

Dei tuoi figli che dovrebbero essere due angioletti azzurri e invece sembrano i famelici diavoli della Tasmania che sbavano, e la loro camera, il Nord della Francia durante la seconda guerra mondiale.

E tu aleggi su tutto questo rumore senza lasciare traccia del tuo passaggio. Leggera come un elfo. Soave come una angelo che spande solo amore.

Ti connetti con il piano del creatore e guarisci gli infermi con il solo tocco delle tue dita affusolate.

Ti è sufficiente pensarlo, e tutto l’universo si arrende al tuo volere. Nessun contrasto, nessuna contraddizione, né conflitto.

Tutto è solo immensa, incommensurabile, splendente, pura gioia.

Ok, adesso puoi svegliarti.

Ragioniamo insieme.

Come essere più felici nella vita nel minor tempo possibile: quali fattori impediscono la felicità

Lo dico in modo semplice: nella vita tutti attraversiamo la sofferenza.

Nasciamo, moriamo, muoiono gli altri, invecchiano, invecchiamo, facciamo incidenti, ci licenziano, muore il gatto, facciamo indigestione, ci ricoverano, ecc.

La vita di tutti è costellata di esperienze buone e meno buone.

Ammesso che tutti vorremmo stare sempre bene, qui sotto ci sono due affermazioni inconfutabili:

  • Chi sa accogliere la sofferenza è più felice di chi non sa come fare.
  • Tutto ciò che ti accade, è tua responsabilità.

Volente o nolente, attraverso la sofferenza appunto, stai imparando a cambiare il tuo stato da: è tutta colpa vostra, a: è tutta mia responsabilità.

N.B.: nella tua vita, non  quella degli altri.

Anche quando capita e non puoi farci niente.

Anche quando non te l’aspetti.

Anche e soprattutto quando soffri.

Perché la sofferenza, non può essere ingannata.  Arriva senza bussare.

Spalanca la porta e dice che è arrivata.

La sofferenza non è tenuta a chiedere permesso. La felicità, si.

La felicità, nel lungo termine, è una questione di come sai affrontare la vita, più che essere ottimisti o allegri o essere sempre al top, come fanno i rampanti manager o gli influencer su instagram.

Innanzitutto è fondamentale comprendere che la vita ha una curva sinusoidale.

A volte sale, a volte scende.

I latini dicevano in medio stat virtus.

La Virtù sta nel mezzo.

Imparare quindi a essere felici è altrettanto importante che imparare a gestire la sofferenza.

Ma gestire la sofferenza è più difficile perché se chiedi a un essere umano se preferisce essere felice o sofferente, beh, la risposta la sai.

come essere più felici nella vita

Come essere più felici nella vita nel minor tempo possibile: quanto tempo ci vuole

La vita è apprendimento.

Quando impari a guidare l’automobile, sai che devi studiare qualche mese e rispondere a 40 domande per superare l’esame di teoria e un po’ di guide per l’esame di pratica.

Sfoggi finalmente con orgoglio la tua tesserina della patente, ma sai guidare?

Certo che no. Sei solo all’inizio di una competenza che porterai con te per tutta la vita.

Mentre guidi, impari. Perché la felicità dovrebbe essere diversa?

Eppure la stragrande maggioranza delle persone immagina che un bel giorno la felicità busserà alla porta e dirà: “ciao, sono la felicità, mi fai entrare?

Non funziona così.

La felicità invece è una competenza emozionale che va appresa.

La felicità è un insieme di risposte di biofeedback e non ha niente a che vedere con l’immaginazione, per citare il buon vecchio idealista John Lennon.

Quando una persona immagina, come nell’esempio, che un giorno la felicità entrerà dalla porta sotto forma di un lavoro migliore, un partner diverso, non sta facendo i conti con la realtà.

Tra realtà e immaginazione, realtà batte immaginazione 10 a 0. Nota bene.

Perché se tu sei infelice e sofferente e immagini che sia tutto rose e fiori e unicorni rosa, la sofferenza non se ne va.

Se invece sei infelice e sofferente e ti occupi di questa sofferenza, apprendi la fondamentale competenza di contattare la sofferenza.

Questo contatto ti insegna ad affrontare consapevolmente la vita.

Poi a pioggia, ti insegna come essere consapevole, come avere più gratitudine, come trovare più fiducia in te stesso.

Quanto tempo ci vuole?

Sono competenze emozionali, vanno apprese come tutto il resto.

Diciamo che una base di studio seria come quella che ti forniamo nei nostri percorsi, può durare 1-2 anni, ammesso di studiare, smettendo di pensare che tutto succede per magia.

Se uno si iscrive all’università, la laurea non gli cola addosso per assorbimento. Deve studiare.

Perché acquisire le competenze emozionali e imparare ad essere felici, dovrebbe essere diverso?

Per la maggior parte delle persone, le competenze emozionali sono una grande nuvola di fumo confuso.

Non è affatto così.

Plutchik ha codificato le principali emozioni nella sua famosa ruota, aiutando le persone a comprendere in quale stato emotivo si trovano.

Wolpe ha ideato la S.U.D.S. (Scala delle unità di disturbo soggettivo), aiutando le persone a comprendere quale intensità hanno le emozioni che vivono in un dato momento.

Salovey e Mayer sono stati i primi ad indagare l’intelligenza emotiva che ha trovato poi il suo esponente di spicco in Daniel Goleman con il suo Best Seller “Intelligenza Emotiva”.

Le competenze emotive come l’autoregolazione delle emozioni, l’apprendimento e l’espressione delle emozioni, l’utilizzo delle emozioni, sono tutte qualità fondamentali che possono essere apprese consapevolmente e che costituiscono la base delle capacità emozionali dell’essere umano.

Ne ho scritto in un articolo di qualche anno fa.

LEGGI: INTELLIGENZA EMOZIONALE E FIORI DI BACH

Ma la maggior parte delle persone si ostina a non comprendere che se vuoi correre i cento metri, beh, devi almeno saper stare in piedi e coordinare i movimenti.

Un essere umano evoluto, queste cose le sa.

Io per primo ho sempre lavorato a questo livello di consapevolezza continuando a studiare il mio rapporto con le emozioni sia positive che negative e nonostante tutti i difetti che mi porto addosso, negli anni ho imparato ad ascoltarmi maggiormente e più in profondità, portando queste competenze prima nel mio lavoro di floriterapeuta e successivamente nei miei corsi di crescita personale come le Costellazioni Floreali®.

È molto difficile trovare bravi terapeuti e sai perché?

Perché le persone tendono a giudicare anziché ad ascoltare.

Ascoltare è molto più difficile perché presuppone che l’ascoltatore, il terapeuta, mentre ascolta te, stia ascoltando anche sé stesso o sé stessa.

Nella presenza delle sue emozioni.

Il medico della mutua ti guarda perplesso. Tu gli descrivi i sintomi e lui ti da una pastiglia.

Esci dallo studio con la chiara sensazione di non essere stata ascoltata“.

Un buon terapeuta non ti vuole dare una cura. Vuole solo ascoltarti.

Perché sa che la cura è già dentro di te e vuole solo che tu te ne accorga.

E c’è davvero una magia che accade quando questo livello di ascolto entra in gioco.

C’è libertà.

Un terapeuta che non ti giudica, ti accoglie.

Accoglie te e tutto ciò che porti con te.

Esattamente ciò che non riesci a fare tu.

Pensaci: sei tu che ti giudichi per il senso di colpa.

Sei tu che ti giudichi per non essere all’altezza delle tue stesse aspettative.

Sei sempre tu che ti giudichi perché consideri la vita sempre e solo nell’ottica di vincere e perdere.

Ma se tu basi la tua vita su questi fattori, sai che non puoi sempre vincere, perché, come abbiamo detto, la vita ha la forma di una sinusoide: a volte sale, a volte scende.

Se pensi sempre a vincere o a perdere, non impari mai.

Nella questione come essere più felici nella vita nel minor tempo possibile, tu sei il tuo peggior nemico, finché non diventi il tuo più prezioso alleato.

La felicità è una competenza emozionale che ha a che fare con la libertà.

Perché tu vorresti essere libero o libera.

La libertà però si nutre di sé stessa.

Se tu liberi gli altri dal tuo tentativo di avere potere su di loro, in ogni senso, questa libertà torna a te, docile come Fido che ti riporta la pallina che gli hai lanciato.

Pensa invece a quante volte vuoi imporre la tua idea sugli altri.

Quante volte hai bisogno di controllare perché hai paura di ciò che potrebbe succedere se perdessi quel controllo.

Quante volte vai fuori di testa perché pensi di non essere minimamente all’altezza di quello che vorresti realizzare per te, la tua famiglia, i tuoi figli.

Pensa a quando, come mi scrive Silvia nella mail, sei così imbrigliato nell’educazione che hai ricevuto e te ne rendi pure conto, che hai paura che i tuoi figli assorbano questa educazione nello stesso modo.

Pensa quante pugnalate dai a te stessa reagendo sempre con il rifiuto.

Ne ho già parlato: tutti vogliono risolvere le 5 ferite della Bourbeau (comincio a rompermi le pa**e).

Il rifiuto si risolve solo quando tu ti accetti.

Sei tu che ti rifiuti perché a tua volta sei stata rifiutata.

Come si inverte questo processo?

Impara a smettere di rifiutarti. Impara ad accoglierti.

Si, Max, ma come ca**o si faaaaa????

Con l’ascolto impari ad accogliere la sofferenza.

Un pezzo per volta, non tutta insieme come vorrebbe quell’autore del corpo di dolore.

Un trauma per volta, un’offesa per volta, un’insofferenza per volta.

Così si impara a lasciare andare il controllo che è paura di perdere.

Sentirai il dolore nel tuo corpo, il calore, la resistenza.

Sceglierai che è ora di smettere di scappare da te stessa. Finalmente sceglierai.


Prendiamo la frase: “Andrà tutto bene alla fine, perché se non va bene, non è la fine”.

Se non te ne sei ancora accorta, continuando a nutrirti solo di pensiero positivo come questo dell’esempio, non stai guardando la realtà.

Perché le persone si suicidano, stanno vent’anni in relazioni autodistruttive, si massacrano di sensi di colpa.

Quindi a volte la fine fa schifo, vero?

Perché?

Perché sotto a una frase come questa, c’è sempre il meccanismo di repressione/proiezione.

Te lo spiego semplice con i livelli. Dal più esterno al più profondo.

come essere più felici nella vita

Come essere più felici nella vita – Livello 1:

Vedi una frase su Facebook: “Andrà tutto bene alla fine, perché se non va bene, non è la fine”.

Emotivamente ti colpisce. Significa che in quel momento non sei 1) oggettiva 2) non stai bene.

Quando sei in equilibrio, sai bene che a volte va bene, a volte no. È la vita.

Se invece hai bisogno una frase per convincerti che cambierà e ti tira su il morale, non stai bene con te stessa. È uno zuccherino.

Come essere più felici nella vita – Livello 2:

Se cerchi qualcosa a cui aggrapparti perché non accetti di non stare bene in quel momento, vuoi una soluzione veloce per scappare da te stessa, da ciò che provi.

Stai provando un’emozione di disagio, magari di tristezza e vuoi scappare via.

Ma da te stesso non scappi nemmeno se sei Eddy Merckx.

Ciò che ti manca sono le competenze emozionali per stare lì, a osservare i tuoi demoni interiori.

E se non sai sopportare la sofferenza, pensi davvero di poter sopportare la felicità?

Come essere più felici nella vita – Livello 3:

Sotto a quell’emozione rimossa, ci sono le dimensioni da scoprire per smettere di essere infelici, tristi e diventare presenti, accoglienti, centrati, equilibrati, sani.

È qui che si aprono le porte della felicità, riconoscendo quali parti hai represso di te.

È qui che si incontra la vera persona che sei, rimasta per magari venti o trent’anni chiusa in uno scantinato buio senza nessun possibilità di esprimersi, di manifestare le sue vere inclinazioni e qualità.

È nell’espressione di te che trovi la felicità.

E se parliamo di espressione, parliamo anche della sofferenza.

La sofferenza necessita di esprimersi come la gioia, del resto.

Cosa volevi fare che può renderti felice che non hai mai fatto?

Cosa fai che ti fa perdere il senso del tempo, che non fai mai?

Cosa ti fa soffrire che non vuoi sentire mai?

Se succede anche a te di incappare in queste dinamiche comportamentali e ti dai la colpa e ti senti impotente, incapace, insoddisfatta, inadeguata, allora non hai capito che sei imprigionata in una gabbia invisibile che ha contribuito a creare.

Questa gabbia è la paura di sentire per paura di sentire la sofferenza che porta con sé tutti i giudizi. Dei genitori, in primis.

Quando rientri nel sentire e senti la sofferenza, automaticamente ritorni alla percezione di svalutazione genitoriale che ti fa sentire impotente, incapace, insoddisfatta, inadeguata.

E torniamo a John Lennon. A Imagine with him.

Il testo della prima strofa di Imagine dice:

Immagina che non ci sia alcun paradiso, se ci provi è facile, nessun inferno sotto di noi.

Il concetto che non ci sia un Paradiso è più difficile da scardinare rispetto a quello dell’Inferno.

In fondo l’Inferno è passato alle leggende, il paradiso è, per tutti, il luogo dell’Anima.

Immagina però quelle persone che per 5, 10, 15 anni si tormentano vicendevolmente in una relazione senza Amore, in cui litigano continuamente, si giudicano fortemente fino a tirarsi i piatti.

Pensa a quelle persone che si isolano nel loro orgoglio e vivono di emozioni come il rancore, l’odio, la paura, il risentimento, l’avidità, l’ira. E da lì non si spostano di un millimetro nemmeno se la vita li prende a calci in c**o.

Anzi, se possibile, dalla sofferenza peggiorano.

Non è un Inferno, quello?

Altroché se lo è.

I genitori che umiliano i figli, trattandoli come prolungamenti del proprio modo di vedere la vita, senza accorgersi che gli è stata affidata un’anima da crescere.

Fantasticare un futuro migliore è bello, ma senza azioni concrete non cambia nulla.

Allora per togliersi dalla paura del domani e dal rimpianto di ieri, per vivere davvero nel presente, bisogna fare un lavoro concreto che ti permetta di entrare in contatto con le tue emozioni, con la vita stessa, ovvero con il biofeedback del tuo corpo.

Perché forse non te ne accorgi, ma quando sei felice, lo sei per via delle sensazioni del corpo e quando sei triste, pure.

Nell’essere umano il piacere, la gioia, sono sempre vissuti nel corpo.

Ascoltare, sentire e comprendere queste sensazioni è lo scopo dei nostri percorsi di crescita in cui, con un uso mirato dei Fiori di Bach e delle Meditazioni Floreali, ti insegniamo ad accogliere la sofferenza che, ti accorgerai, è semplicemente una sensazione corporea.

L’angoscia è una sensazione corporea.

La gioia è una sensazione corporea.

Puoi fare conoscenza di entrambe solo a un patto:

che tu decida di ascoltare.

La nostra “scuola”, la Floriterapia Transpersonale Evolutiva®, non ha la pretesa di farti connettere al piano del creatore, di pulire l’aura o di farti conoscere chi eri nelle vite precedenti, noi ti insegniamo, con un processo ormai estremamente collaudato, semplicemente a sentire.

Sentire chi  sei veramente. Nella tua nuda verità.

Testimonianze


Oggi ho posto due quesiti a sorpresa alle Max’s Angels, i miei angeli, che mi aiutano a gestire tutto quello che c’è dietro al nostro progetto che non si vede, ma credimi, è tanto tantissimo lavoro.

La Max’s Angels, Arianna, Debora e Lucia, hanno studiato con me nelle Costellazioni Floreali® e nella SDE, La Scuola delle Emozioni.

Oggi ho fatto loro due domande a sorpresa, a caldo, proprio per farti capire quali reazioni hanno avuto dopo un anno e mezzo di lavoro con me.

La prima domanda è stata: Siete più felici oggi di quando avete iniziato le Costellazioni Floreali®?

Debora: Siiiiiiiiiiii!

Arianna: si…ad un veloce giro di ricordi, si, sono più felice. Già l’aver elaborato in modo molto approfondito i lutti…rende più leggeri. Felici!!

Lucia: Compatibilmente con un’assenza imprevista e incolmabile, si. Sono più serena. E sono anche più capace di assaporare il presente, la vita, sono più felice.

La seconda domanda è stata: Che cosa è cambiato che vi rende più felici, rispetto a prima?

Debora: Qui la risposta secca è più difficile, anche perché… Entriamo nel campo del non esprimibile a parole… Anche se “so” perfettamente cos’è … Perché la capacità di osservazione, di assaporare il presente, ecc, sono effetti di ciò che è cambiato. Ciò che è cambiato è… Che sono anche solo un pochino più autentica, più intera, integra, meno frammentata. Ogni giorno di più. Pura gioia. Flusso. Sembra generico ma non lo è, ed è proprio legato a Cosflor® + SDE. Ero letteralmente a pezzi, e per quanto cercassi da molti anni di “ritrovarmi” , mi  mancava proprio questo lavoro che ti insegna a guardarti veramente e rimettere insieme i pezzi, persino quelli che nemmeno vedevo. Felicità è… “Essere” ogni giorno un po’ di più.

Arianna: Penso che l’imprinting più importante che mi ha lasciato Cosflor® sia che sento ciò che provo, osservo ciò che provo, sto in ciò che provo … defondo. Poi è arrivata la SDE – La Scuola delle Emozioni e il passo successivo è stato: ciò che provo è ciò che provo, io non sono ciò che provo. Detto così è concettuale, averlo esperito lo rende parte integrante di me.

Lucia: cosa è cambiato: riesco a stare con quello che c’è giudicando molto meno (qualche volta scappa comunque). Sono più aperta al mondo, più morbida, più empatica. La cosa che più mi rende felice è aver ritrovato il cuore. L’avevo perso sotto cumuli di macerie …


Queste sono le consapevolezze delle persone che seguono i nostri percorsi per un anno, a volte due, che scelgono di mettere da parte tutta quella teoria New Age del pensare positivo e scelgono di guardare davvero chi sono, dentro allo specchio rotto che si trovano in mano dopo anni di vita, traumi, ferite, delusioni cocenti, drammi.

Molti pensano che uno o due anni siano troppi, ma non ragionano nell’ottica di una vita intera.

Quando apprendi le competenze emozionali, le utilizzi e le raffini ogni giorno. Uno o due anni rispetto a una vita intera, sono semplicemente un passaggio di consapevolezza. C’è chi ne capisce il valore e lo mette in pratica e chi non è ancora pronto.

Noi facciamo un lavoro per le persone che vogliono davvero guardare a sé stesse per capire, per riparare le parti che nel tempo si sono infrante e ricongiungerle.

Se dovessi usare una metafora per spiegarti cosa accade, direi che i miei studenti sono come le ceramiche giapponesi dopo il Kintsugi, che significa riparare (“tsugi”) con l’Oro (“kin”).

Una volta riparata, la ceramica acquista nuova vita attraverso la ricongiunzione delle fratture e diventa ancora più pregiata.

Proprio grazie alle sue cicatrici.

L’arte di non vergognarsi delle proprie ferite, di accogliere il danno nella sua realtà, è la delicata lezione simbolica suggerita dall’antica arte giapponese del kintsugi, ed è il lavoro che facciamo nelle Costellazioni Floreali® e in Floriterapia Transpersonale Evolutiva®.

Le testimonianze delle persone ormai ci dicono che questo traguardo l’abbiamo raggiunto, ma lavoriamo ogni giorno per valorizzarlo sempre più.

Se vuoi davvero conoscerti attraverso le tue emozioni, il tuo Albero Genealogico, la storia della tua famiglia, e portare cambiamenti reali nelle tue azioni, le Costellazioni Floreali® sono il luogo dove noi, con i Fiori di Bach e le Meditazioni Floreali, facciamo tutto questo.

Il nostro personale benvenuto.

Per saperne di più, ti basta inserire la tua mail nel form che trovi qui sotto.

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