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altri sistemi floreali

Altri sistemi floreali. Usarli è utile?

La floriterapia è una terapia in auge. Sempre più persone si rivolgono ai fiori per trovare conforto, superare ostacoli, risolvere problemi, crescere. Questo fa si che molte persone decidano di intraprendere la strada del naturopata, del terapeuta olistico, del floriterapeuta.

Spesso queste professioni maturano negli anni con la pratica costante: più persone si vedono, più miglioriamo le nostre capacità di comunicare e relazionarci con i nostri clienti.

Il floriterapeuta sa però che deve formarsi anche in altre discipline per completare la propria preparazione, perché conoscere i fiori non è sufficiente. E comunque, indipendentemente dal lavoro che si svolge per vivere, le competenze trasversali sono fondamentali in un mercato del lavoro sempre più attivo, dove la concorrenza aumenta ogni giorno e bisogna dimostrare elasticità, abilità e autorità per essere presi in considerazione.

Così il floriterapeuta diventa counselor, studia basi di psicologia, apprende come utilizzare il colloquio al meglio, e si circonda di tutte quelle competenze trasversali che non riguardano direttamente i fiori, ma che lo aiutano a svolgere meglio il proprio lavoro perché lo aiutano a capire meglio le persone. Questo è un ottimo modo di procedere perché si comprende quanto sia limitato il sapere floreale rispetto a quanto ampia invece è la mente umana.

Senza nulla togliere alla profondità dei fiori, io dico sempre che i fiori sono facili, sono gli esseri umani a essere difficili.

altri sistemi floreali

I fiori di Bach sono un eccezionale strumento di consapevolezza.

Quando li usiamo su noi stessi, ci aprono molte porte e ci aiutano a capire molto di noi stessi. Va da sé però che quando ci approcciamo a un altro essere umano ed entriamo quindi in una relazione terapeutica, ci facciamo “carico” del risultato della relazione e delle speranze che il nostro cliente nutre. Qui iniziano i problemi.

Spesso il terapeuta floreale in fiore (ahahah!) nutre insicurezze, dubbi, paura di deludere, di non essere all’altezza, e carica il rapporto di tutte le preoccupazioni circa il proprio valore. In questo senso il cliente fa da specchio ed è proprio attraverso il controtransfert che aiuta il terapeuta a crescere perché gli mostra i suoi limiti, le sue paure, e la consapevolezza di queste dinamiche aiuta a costruire un vero rapporto empatico, dove il cliente si sente accolto poiché il floriterapeuta si sta davvero immedesimando.

Come detto, per arrivare a questo “stato dell’Arte”, il floriterapeuta ha bisogno di competenze trasversali che gli permettano di saper gestire correttamente il “setting floreale”. Ma questo purtroppo non sempre accade.

Il giovane floriterapeuta accede al mondo olistico, spesso con alle spalle una formazione in naturopatia, oppure qualche corso di floriterapia ed essendo spesso impreparato, riversa sul rapporto cliente/operatore e soprattutto sulla scelta dei rimedi tutte le sue inquietudini e siccome non sa ancora “gestire il cliente”, si convince erroneamente che i fiori scelti non siano corretti, che non sortiscano l’effetto desiderato, che non riescano a coprire la gamma di emozioni/eventi portati dal cliente.

N.B.: se sei in questa situazione, fermati e amplia le tue competenze trasversali prima di pensare di introdurre altri sistemi floreali.

Il problema è proprio questo. Come ho scritto altrove, parlando solo di fiori di Bach che sono 38, se noi usassimo 5 fiori per ogni miscela, potremmo ottenere un totale di 60.233.040 combinazioni, se ne usassimo 6 potremmo ottenere 1.987.690.320, se ne usassimo 7, potremmo ottenere 63.606.090.240 combinazioni. Io ne uso spesso 9, arriviamo quindi a 59.153.663.923.200 combinazioni possibili.

Direi che di scelta ce n’è.

altri sistemi floreali

L’errore del floriterapeuta è, a mio avviso, e in questa sede lo sottolineo, includere altri sistemi floreali, prima di avere una base stabile, quasi adamantina, di competenze sui fiori di Bach e trasversali. Dentro al sistema bachiano c’è tutto quello che serve per trattare ogni tipo di dinamica che il cliente ci porta. Introdurre altri sistemi, sempre per chi scrive, porta a spostare il problema sul rimedio, carica il fiore della responsabilità di sanare il processo del cliente, invece di comprendere che con i 38 è possibile far si che il cliente affronti le proprie dinamiche interiori, e portandolo eventualmente anche alla crisi risolutiva, possa egli fare un balzo in avanti nella propria vita, attraverso un processo.

E questo processo sta nella relazione. Sta nella consapevolezza con cui gestiamo i feedback dell’effetto che i fiori hanno sulle persone. La maggior parte gli insuccessi che ho avuto come floriterapeuta, visti a ritroso, sono da imputarsi all’incapacità che ho avuto in quel preciso momento di “gestire i feedback” e il cliente.

In ogni caso, la responsabilità è la sua. Noi non siamo in alcun modo in grado di influenzare gli accadimenti che lo guideranno da una parte o dall’altra. Siamo solo silenti consiglieri che suggeriscono uno stato vibrazionale. Ci sta che la persona non sia in grado di cogliere questo stato in un determinato momento, nonostante tutti gli accorgimenti e le capacità che abbiamo.

Inoltre, la mente del terapeuta che si focalizza sul rimedio oltre i 38 di Bach tende ad essere inconsciamente dispersiva, a non esplorare tutte le possibilità racchiuse in un numero inferiore di rimedi, “tanto c’è quel fiore che fa quello”. Ne parleremo più avanti.

Ancora, è necessario superare l’insidia della mente che cerca di categorizzare immediatamente le parole del cliente all’interno di uno stato floreale per trovare una soluzione a tutti i costi. Invece, avendo il cliente in sessione, esplorare ogni minimo dettaglio del suo sentire in completa empatia e, solo dopo, ricollocarsi nella forma mentis floreale, facilita la comprensione e aiuta davvero ad esplorare tutte le possibilità.

E veniamo alle possibilità:

38 fiori di Bach

Più di 150 essenze californiane

69 essenze australiane del bush

48 (credo) essenze dell’Alaska

46 essenze di animali selvaggi

12 essenze di cuccioli di animali selvaggi

18 fiori italiani – Flos Animi

Sono quasi 400 essenze tra cui scegliere, penso che in un labirinto come questo sia facile perdersi. E non dico questo per paura di esplorare nuovi territori. No, lo dico perché sono estremamente “ossessivo” nei confronti dei fiori di Bach, nel senso che amo esplorare a fondo le loro potenzialità, cercando in ogni anfratto, nuove dimensioni.

Voglio soffermare l’attenzione del lettore su questo particolare: la mente tende a fare previsioni auto-realizzanti. Prendiamo ad esempio l’astrologia.

L’astrologia fa affermazioni vaghe oppure valide per tutti: nelle quali è facile riconoscersi e vedere rappresentata la propria situazione personale. Provate a non leggere il vostro oroscopo, ma quello di un altro segno. Scoprirete che il vostro nuovo oroscopo vi sarà dello stesso aiuto di quello usuale.

Vi accorgerete che tutti, per un motivo o per l’altro, vanno molto bene. Passiamo ora alle affermazioni valide per tutti.

Ecco un esempio concreto: “Tu sei molto sensibile e curioso; sei una persona che riflette e valuta le alternative prima di prendere una decisione importante; certe volte hai l’impressione che gli altri non ti capiscano fino in fondo, hai potenzialità e risorse che non hai ancora sfruttato al meglio delle tue capacità; sei leale, generoso e ami la libertà”.

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A questo punto è facile pensare “Diavolo! Sono proprio io! È incredibile!” Ma proviamo a rovesciare la frase, per metterne in risalto l’ovvietà: “Sei un tipo insensibile e non te ne importa un accidente di niente; prendi a casaccio anche le decisioni più importanti della tua vita; chiunque ti può capire, perché c’è poco da capire, non hai alcuna potenzialità nascosta o risorsa non pienamente sfruttata: meglio di così non potresti proprio essere; sei sleale, taccagno e ami la prigionia”.

Hai bisogno dei fiori? Si, ma quali?

Ora prendiamo la descrizione floreale di un fiore a caso, senza dire di quale fiore si tratta:

“Questo fiore è per chi, se usasse nei rapporti comunicazioni autentiche e profonde, non proverebbe il disagio della solitudine e sperimenterebbe la gioia della relazione sincera”.

È plausibile che il 50% dei lettori si sia riconosciuto in questa dinamica. Ovviamente non diremo di che fiore stiamo parlando, non vogliamo fare torti a chi non lo sa.

Per concludere desidero portare due interessanti esempi concreti, realmente accaduti. Il primo non c’entra con i fiori di Bach, il secondo “spettegola” su un floriterapeuta.

Ho un’amica carissima, giunta alla seconda mostra personale di fotografia. Si occupa prevalentemente di Street Photography. Una sera chiacchieravamo a cena di un workshop a cui aveva partecipato e mi colpì, ricordo, il resoconto di un insegnante che le disse, dopo aver visto il suo portfolio e dopo averlo commentato insieme, di ridurre le ottiche (gli obiettivi). Ipotizziamo che quest’amica avesse a disposizione 5-6 obiettivi da intercambiare a seconda del soggetto, della posizione, della luce, etc. … bene questo suo insegnante le consigliò di mettere via tutti gli obiettivi ad eccezione di uno, e di usare solo quello per un anno, in modo da tirare fuori da quel singolo strumento, tutte le potenzialità che vi sono racchiuse.

La stessa cosa la consiglio ai floriterapeuti. Chiudete il sistema e cercate solo dentro ai 38 di Bach come risolvere le problematiche del cliente, avendo a disposizione meno strumenti. Vi stupirete di quanto aumenti l’acume nel cercare nuove strategie e soluzioni, per non parlare dei feedback di ritorno. Scoprirete che spesso non riuscite ad essere d’aiuto al cliente a causa vostra, perché non riuscite ad essere davvero lì con lui, ma state solo pensando ai rimedi. E questo vi insegnerà molto su voi stessi.

E questo è anche l’argomento del “pettegolezzo”: qualche anno fa, una mia cliente mi raccontò di essere andata a consulto da una “famosa” floriterapeuta italiana, autrice di diversi libri (non si dice chi) e, mentre le raccontava approfonditamente un problema legato al rapporto con la madre, la terapeuta scoppiò in lacrime, dicendo che le ricordava il “suo” rapporto con “sua” madre e che non era in grado di proseguire.

Chiaro? Il floriterapeuta “deve” fare un percorso di crescita con i fiori di Bach e se non è in grado di farlo da solo, deve chiedere una supervisione, ma soprattutto ha bisogno di apprendere competenze trasversali per “gestire il cliente” che viene in sessione e, come in uno specchio, gli rimanda le sue dinamiche.

Nel “Corso di Formazione Completa sui Fiori di Bach” spiego come costruire un percorso di trattamento a medio-lungo termine su Sé stessi (1-2 anni) ed avere sempre feedback attendibili, per arrivare al nucleo della personalità e valorizzare la proprie qualità.

Concludendo, possiamo aprirci ad altri sistemi floreali oltre ai 38 fiori di Bach?

Si, possiamo aprirci ad altri sistemi floreali. Ma è davvero utile?

Io credo che dobbiamo prima di tutto lavorare su noi stessi. Migliori siamo come esseri umani, migliori siamo come terapeuti. Propinare ad altri ciò che non comprendiamo per noi stessi, è peccare di presunzione. Dovremmo tutti fare un lavoro approfondito su noi stessi con i fiori, fino a comprendere intimamente cosa ci muove, che qualità e difetti abbiamo e come questi influenzano il rapporto con gli altri. Clienti inclusi.

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