Scleranthus

Nella grande gabbia dell’indecisione.

Abbreviazione: SCL

Nome italiano: Fiorsecco

Nome botanico: Scleranthus Anuus

Parole chiave: Incertezza, indecisione tra due cose, squilibrio, instabilità, paura di sbagliare, scoordinamento, alternanza, disorientamento, asimmetria, ciclicità, confusione.


Descrizione originale di Edward Bach: "Per coloro che soffrono molto per l'incapacità di decidere fra due cose, considerando giusta ora una ora l'altra. Sono di solito persone tranquille, che sopportano in silenzio le loro difficoltà, non essendo portati a discuterne con altri".

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Caratteristiche psicologiche ed emozionali del fiore: agitazione, alternanza, asimmetria, bipolarità, ciclicità, ciclotimia, confusione, disequilibrio, disorientamento, dispersività, dualismo, è frequente nel disturbo borderline di personalità o nel disturbo bipolare, incapacità di percepire i propri reali bisogni, incertezza, indecisione tra due opzioni causata dal timore di perdere una delle due, instabilità sia mentale che emozionale, iperattività incontrollata, mancanza di concentrazione e attenzione come conseguenza del dubbio, mente cavalletta, meteoropatia, miriade di analisi mentali, paura di sbagliare, scoordinamento, timore nell’esprimete i propri dubbi, tortura mentale.

Relazione con il Sé: la fermezza è ciò che manca. Per questo motivo i dettami del Sé vengono ora ascoltati, ora ignorati. Il dubbio diventa quindi una costante comportamentale che per essere risolta richiede una maggiore attenzione ai bisogni del cuore a scapito dei suggerimenti della mente.

Il rimedio apporta: la capacità di interagire con gli eventi in maniera equilibrata potendo contare su una profonda visione strategica d’insieme senza più perdersi nel dubbio dualistico.

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Scleranthus nelle caratteristiche tipologiche (Type):

La migliore descrizione della persona Scleranthus è stata fatta dal medico spagnolo Ricardo Orozco, che così lo descrive (cito testualmente): “Se immaginiamo la mente di SCL come l’occhio di una mosca, suddiviso in una moltitudine di cellette sferiche, ci risulta chiaro che la polarità si esprime in ognuno di questi compartimenti. Seguendo l’esempio, una delle celle si accende su una determinata domanda: “Esco o non esco”, e l’altra: “Se esco, potrei andare al cinema, oppure no”, anche se “Potrei non uscire” (cella precedente); e un’altra: “Se non esco, potrei rimanere a guardare la tv o no”, ma: “Potrei uscire o no” e “andare al cinema o no”. La normalità qui è rappresentata dal continuo aprirsi delle celle bipolari sul medesimo argomento e dal loro incorporarsi nell’interminabile lista di possibilità. Un dettaglio importante è che tutto questo può manifestarsi in modo accelerato e caotico”(*).

La bipolarità e il caos sono infatti alla base della mente della persona Scleranthus che vive un continuo rimbalzo tra più istanze, tutte disposte sullo stesso piano. Nessuna assume una stabile posizione di rilevanza nei confronti delle altre e questo fa si che nella mente del malcapitato Scleranthus vi sia questa enorme confusione, per di più vissuta in silenzio. In silenzio perché spesso il dibattere interno su una questione che, come abbiamo visto, ne genera altre, è talmente veloce che non fa nemmeno in tempo ad essere verbalizzato. Immaginiamo un soggetto Scleranthus che decide di parlare con un amico di un problema. “Adesso chiamo mio cugino e gli dico che voglio conoscere quella ragazza che ha salutato l’altra sera”. “No, forse non mi piace nemmeno”. Questa alternanza è vissuta continuamente per ogni questione sulla quale vi sia una possibilità di scelta, quindi praticamente tutto. Questo ci spinge a pensare che lo Scleranthus tipologico spesso abbia anche, nella rosa di fiori papabili, bisogno di White Chestnut. Certo, la persona particolarmente negativizzata nel suo essere SCL, deve confrontarsi con una forte componente di inabilità e tenderà ad avere enormi difficoltà nel crearsi un certo grado di stabilità, anche perché ogni possibilità che si aggiunge da a vita ad un nuovo conflitto che viene vissuto, come già detto, in silenzio. La velocità di questi pensieri fa di Scleranthus un silenzioso solitario conflittuale al punto che nella psicologia contemporanea potrebbe essere paragonato ad un soggetto borderline, patologia caratterizzata da instabilità pervasiva dell'umore, delle relazioni interpersonali, dell'immagine di sé, dell'identità e del comportamento, e una più generale anomalia nella percezione del senso di sé. Ovviamente con un continuo macchinare di pensieri è difficile pensare che la volontà riesca a trovare abbastanza energia per produrre azioni concrete e durature nel tempo. La forte mancanza di concentrazione inibisce il movimento ed il ragionamento è sempre spezzettato perché la dispersività, anche energetica, dissipa l’efficacia. Si scompensa continuamente e riveste tutto di soli due colori: il bianco ed il nero. Tra questi due opposti continui Lo Scleranthus tipologico si dibatte, come se non fosse in grado di mescolanze, di creare un chiaroscuro che gli permetta di uscire dal conflitto. Vive cioè ogni scelta come se inibisse tutto il resto, come se ad ogni bivio, finisse il mondo; non percepisce la possibilità di tornare indietro o di sbagliare e poi correggersi. Nella sua mente tutto viene categorizzato in compartimenti stagni senza attenuanti, proprio perché non è in grado di scegliere ne di perseguire coerentemente un obiettivo, finisce per pensare che ogni scelta escluderebbe tutto il resto.

Sono privi di determinazione e incapaci di decidere rapidamente o in modo definitivo; inoltre le loro decisioni cambiano velocemente. Il loro umore cambia rapidamente: prima sono allegri, poi depressi. La loro conversazione può saltare rapidamente da un oggetto all’altro (cit. Edward Bach).

L’origine di questo livello tipologico Scleranthus spesso è riscontrabile nella contraddittorietà dei messaggi parentali, dove invece un modello comportamentale sano attenuerebbe i dubbi, nel genitore della persona Scleranthus troviamo contraddittorietà, confusione di ruoli, alternanza non specificata di positivo e negativo, mancanza di equa ricompensa punizione. Spesso lo Scleranthus bambino vive nel conflitto di genitori che litigano senza motivo, che trasmettono messaggi differenti e non concordano sull’educazione da seguire, che insinuano dubbi sul valore e che hanno un comportamento differente da ciò che predicano. Il famigerato: “fate quello che dico, non fate quello che faccio”. Ovviamente anche il genitore punitivo, rigido e severo, che poi sfoga i propri conflitti in maniera diversa oppure sul bambino, trasmette messaggi che possono generare nell’infante un comportamento bipolare o confuso.

*(cit. Ricardo Orozco – Fiori di Bach, 38 descrizioni dinamiche – Edizioni Centro di Benessere Psicofisico, pag.82).

Scleranthus come stato d’animo transitorio (Mood): Ogni volta che attraversiamo momenti di instabilità perché le condizioni esterne ci conducono al dubbio, oppure in quei periodi della vita in cui dovremo affrontare un cambiamento che ci renderà instabili. Pensiamo ad esempio alla sindrome premestruale o alla menopausa. Ma anche l’adolescenza, periodo in cui si mettono in discussione i precetti appresi per trovare la propria strada oppure, più genericamente, tutti quei periodi della nostra vita in cui ci troviamo ad affrontare momenti di tensione e quindi di disequilibrio tra ciò che siamo e ciò che vogliamo diventare. Uscire infatti dalla propria zona di comfort crea instabilità poiché facciamo riferimento ad un comportamento che non vogliamo più ed uno che ancora non ci appartiene.

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Interazione con i problemi fisici: Balbuzie, depressione bipolare, dislessia, disturbi dell'equilibrio, dolori alternanti o a cadenza stagionale (es. allergie primaverili), febbre intermittente, mancanza di attenzione e concentrazione, problematiche dell’orientamento sessuale,problemi di coordinazione psicomotoria, problemi di lateralità, sbalzi d'umore, sindrome di Menière, sindrome pre-mestruale, strabismo, vertigini.

Consigli pratici per l’uso: Scleranthus dovrebbe ridisegnare i propri confini senza la pressione del dividere. Deve diventare “comprensivo” invece che “selettivo”. Deve apprendere ad “associare” anziché a “dissociare”. Ha bisogno di cambiare prospettiva includendo sé stesso e le proprie emozioni profonde, per questo, oltre all’assunzione dei fiori, ci sentiamo di consigliare ogni attività corporea che includa movimento o la possibilità di esteriorizzare le emozioni.

Scleranthus potrebbe anche avere bisogno di:

Cherry Plum: se tendi a comprimere la componente emozionale e poi ti trovi ad esplodere.

Crab Apple: se tendi a percepire o percepirti sporco, come se stessi cercando di nascondere diversi impulsi considerati immorali.

Rock Water: se, oltre a reprimere, tendi ad una vita ascetica, morigerata, asociale, dura, priva di ogni piacere.

White Chestnut: se tendi ai pensieri ripetitivi che non trovano soluzione.

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